Hades – Recensione Senza Spoiler – PC, Switch, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series S|X

Supergiant Games è una casa di sviluppo indipendente di enorme talento che negli ultimi anni ha avuto parecchio successo nello scenario indie. Un traguardo davvero notevole considerando che è composta da solamente diciotto dipendenti. In totale hanno all’attivo quattro giochi: Bastion, Transistor, Pyre e Hades ed oggi andremo a parlare di Hades che fa parte del genere rogue-like.

Prima di iniziare la mia recensione di Hades dovete sapere che inizialmente uscì a dicembre 2018 in early access come esclusiva Epic Games Store. Dopo un anno arrivò anche su Steam ma solo il 17 Settembre 2020 terminò la fase di early access e venne rilasciato sia su PC che Nintendo Switch. Successivamente è arrivato anche su Playstation ed Xbox di entrambe le generazioni di console.

La trama narra le vicende di Zagreus il figlio di Ade e senza entrare troppo nei dettagli vi basti sapere che il principe non è contento di vivere nell’oltretomba e starà a voi dargli una mano per farlo scappare. Il titolo non comprende solo la trama principale ma numerose vicende e storie secondarie che accompagneranno il giocatore per tutta l’avventura. In via del tutto eccezionale sono costretto a mettervi sull’avviso che se vorrete vivere l’intera trama principale fino alla fine sarete costretti a dovervi leggere una guida da un certo punto in poi per poterla concludere. Infatti questa è la prima nota dolente di questo titolo. Una volta visionati i titoli di coda la storia non sarà conclusa ed inizierà la parte più impegnativa per poter raggiungere l’epilogo. Non sarà questa la sede dove vi rivelerò come farlo ma nei prossimi giorni arriveranno un paio di guide in merito. Per chi fosse tanto temerario e paziente da credere di non aver bisogno di una guida non posso che augurargli buona fortuna!.

Hades – Recensione – Il gameplay è straordinariamente solido.

La varietà dei potenziamenti temporanei, la presenza di potenziamenti permanenti e la possibilità che le armi cambino forma (cambiando di conseguenza anche le mosse) sono certamente tre caratteristiche che nascondono abilmente la classica ripetitività dei rogue-like. Menare fendenti di spada o colpi di lancia schivando le cariche dei nemici non è mai stato più divertente. Le meccaniche di gameplay per quanto semplici da imparare saranno difficili da padroneggiare ma come si dice: Repetita Iuvant.

La difficoltà del gioco non è assolutamente proibitiva. All’inizio certamente risulta un po’ difficile poiché si è alle prime armi ma una volta sbloccati numerosi potenziamenti permanenti ed aver padroneggiato il sistema di combattimento si avranno sempre meno difficoltà a completare un tentativo di fuga.

Hades – Recensione – Le ambientazioni sono favolose.

Gli ambienti di gioco sono disegnati a mano in maniera egregia ed i modelli dei personaggi sono in 3d ma si nota difficilmente lo stacco tra 3d e 2d.
Il sonoro è azzeccato e a dir poco perfetto. La soundtrack del titolo è eccezionale e un plauso particolare va a tutto il cast dei doppiatori. Il gioco non è doppiato in italiano ma nonostante non si ascoltino dialoghi nella nostra lingua (è doppiato in lingua inglese), non si può non rimanere colpiti dalla cura che hanno risposto nel dare le voci a dei personaggi pressoché statici visto che quando ci si parla appare solo un disegno e non un classico modello in tre dimensioni.

Hades – Recensione – Ora però dopo averlo elogiato come merita si passa ad un’altra nota dolente del titolo: la longevità.

Di per sé a completare un tentativo di fuga non ci si mette molto una volta presa la mano (Un’ora circa è la durata massima), ma il problema sta nella durata complessiva dell’opera. Io per finirlo tutto ci ho messo 84 ore di gioco ma non pensate che ho voluto fare il completista. Ci ho messo tutto questo tempo solo per poter vedere la fine della trama principale. Poi, ovvio, nel mentre, visto che ne avevo la possibilità, ho completato numerose altre cose ma la trovo una durata eccessiva verso chiunque sia interessato alla sola storia principale. Questa longevità è diretta conseguenza di un livello di segretezza fin troppo elevato.

Lo posso comprendere per l’ottenimento o la visione di informazioni accessorie o premi formidabili che ne giustificano tale segretezza e, quindi, la fatica con cui poterli ottenere, ma lo trovo ingiustificabile per tutto ciò che riguarda la trama principale del titolo. Infatti chiunque si vorrà cimentare nella visione del famigerato epilogo dovrà sudare parecchio prima di ottenerlo e, come detto sopra, con una guida davanti. Senza guida la reputerei una cosa quasi impossibile a meno che non si sforino le 100 ore di gioco e si ha tanta ma tanta fortuna. La fortuna è di certo un elemento che va ad incidere parecchio sull’andamento di tutte trame del gioco. L’RNG la fa da padrone ed anche se si è certi di avere tutto il necessario per poter proseguire con una storia la dea bendata di certo sa come mettervi i bastoni tra le ruote. Non nego che in più occasioni questa caratteristica mi ha fatto letteralmente perdere la pazienza.

Trama, gameplay, grafica, direzione artistica e sonoro eccezionali. Pecca di troppa longevità, una segretezza eccessiva per poter vedere la fine della trama principale e la fortuna è troppo spesso un fattore determinate al proseguimento di tutte le storie (principale e secondarie) del titolo. Lo consiglio a tutti gli appassionati dei rogue-like ma anche a chi piacciono i giochi action. 

Stefano Pardea
Milanese, cresciuto a pizza e videogames. Fiero di essere un nerd, gioca da quando aveva 8 anni e da allora la sua passione per questo mondo parallelo non è mai diminuita. Oltre a videogiocare per divertisi lo fa anche per sfida, gli piace mettersi alla prova ed affrontare l'impossibile. Il suo motto? "Sono un videogiocatore non perchè non ho una vita, ma perchè ho scelto di averne tante!"