Until We Die – Recensione – PC Windows

Until We Die – Recensione – PC (Steam)

Aaaah, avevo proprio voglia di provare un nuovo titolo run and gun su PC, che non fosse difficile come Cuphead ma che ricordasse il buon vecchio Metal Slug della SNK… come? Dalla regia mi dicono che Until We Die non è un gioco run and gun? Però è difficile, perché devo sopravvivere almeno per 28 giorni… allora sarà un survival alla 60 Seconds!? Neanche. Mi stanno dicendo che ricorda molto Kingdom sviluppato da Noio/Licorice… beh, questo gioco ha la mia attenzione, e spero anche la vostra, perché partiamo con la recensione!

Until We Die – Recensione – E chi l’ha detto che in una metropolitana post apocalittica si può giocare solo ad un fps?

Allora chiariamo subito: Until We Die è un gioco di strategia a scorrimento laterale, in 2D, roguelike e in pixel art. Un tipo di gioco a cui forse, non mi ero mai approcciato fino ad ora. Avviando il gioco, partirà subito un piccolo filmato di presentazione che ci spiegherà quello che è accaduto alla Terra: pioggia di meteoriti, creature aliene o mutanti che devastano il nostro pianeta, e in questo particolare caso, la città di Mosca. Un manipolo di sopravvissuti si rintanerà nella metropolitana, per trovare rifugio e combattere per il loro futuro, FINO A CHE NON MORIRANNO… o almeno, fino a che non supereranno questi fatidici 28 giorni. Cosa che a me non è riuscita, visto che ho resistito fino al tredicesimo giorno. A difficoltà normale. Scordatevi la difficoltà facile, perché si potrà selezionare solo la modalità normale, esperta e incubo. Per prima cosa dovremo scegliere il nostro protagonista, tra Ivan il cacciatore professionista armato di fucile d’assalto, con l’abilità principale del colpo potente, o Anna, ex personal trainer armata di quello che sembra essere un fucile a corto raggio, a pompa (anche se nella bio c’è scritto che è un fucile da caccia), con l’abilità del metabolismo efficiente. Dopo aver scelto il vostro personaggio, potrete selezionare un unico scenario, la stazione di Electrozavodskaya. A quanto pare, sembra essere l’unico scenario giocabile, ma probabilmente in futuro ne aggiungeranno altri tramite aggiornamenti (e si spera anche altri personaggi). C’è da dire che il team di Pixeye, ossia gli sviluppatori, ha costantemente aggiornato il gioco con hotfix e patch, anche perché al momento dell’uscita, il gioco era sprovvisto di sistema di salvataggio. Giocandolo adesso, vi posso assicurare che è un sollievo ci sia l’autosalvataggio per ogni giorno che passa, e che uscendo dalla partita il gioco salverà da dove eravamo rimasti.

Until We Die – Recensione – Parliamo della ”ciccia” adesso, del gameplay.

Iniziata la partita o con Ivan o Anna, ci sembrerà proprio di giocare a Metal Slug come avevo detto all’inizio, solo che non potremo saltare, abbassarci e potremo usare una sola arma… un po’ limitato il nostro eroe eh? Ma al contrario dei personaggi del run & gun più amato delle sale giochi, il protagonista dovrà impartire ordini ai suoi uom… vabbé omini, per garantirne la sopravvivenza. Dovremo poi raccogliere dei rottami o ingranaggi, indispensabili per costruire, e lo faremo dando l’ordine ai nostri omini di cercarli in un punto specifico. Così come il cibo, rappresentato da funghi che crescono ogni giorno sempre in determinate zone, e le costruzioni di muri, laboratori, accampamenti ecc… dovremo sempre impartire gli ordini, perché noi al massimo raccoglieremo i frutti del duro lavoro e saremo l’arma principale per abbattere le creature mutanti, che potranno arrivare dal lato sinistro o destro. Inizialmente arriveranno in piccoli gruppi, e saranno facili da abbattere, ma col passare dei giorni le ondate o orde malefiche di creature saranno sempre di più e diverranno sempre più potenti. Starà a noi quindi espandere la nostra base, sia verso destra che verso sinistra, per il lungo tunnel della metropolitana alla ricerca di rottami, cibo, o carburante. Sopravvivendo sempre di più, potremo mandare anche degli Stalker in superficie alla ricerca di risorse utili alla nostra causa.

I nostri seguaci potranno essere semplici manovali, scavatori, ingegneri, Stalker appunto… e man mano che andremo avanti, faremo molti upgrade sia ai nostri omini che alle nostre costruzioni per renderli più forti ed efficienti, e contrastare al meglio i nemici. Perché se i nemici ci uccideranno, sarà game over. Se i nemici arriveranno a distruggere il generatore principale, la partita finirà, e per questo dovremo fortificarci per bene e difenderlo con le unghie e con i denti.

Durante la nostra sopravvivenza inoltre, il gioco ci chiederà di scegliere e ottenere 1 tra 2 perk bonus, e queste concessioni saranno randomiche.

Il gioco volendo si può giocare con la tastiera, senza mouse, o con il controller. Ho trovato delle difficoltà quando dovevo richiamare un certo tipo di seguaci, o quando dovevo organizzarli. È un po’ confusionaria come cosa, specialmente quando devi riuscire a organizzare un’ingente numero di omini. Forse se implementavano dei tasti appositi per richiamare delle specifiche unità sarebbe stato meglio, anche se più complesso.

Un’altra cosa che mi sarebbe piaciuta vedere o per meglio dire, sentire, è qualche musica di sottofondo, che si riduce al solo suonare e canticchiare del tizio che aspetta il cibo per portare rinforzi col carrello. 

La grafica è gradevole e di buona fattura, c’è la localizzazione in italiano (anche se la traduzione non è proprio ottima), e il gioco per divertire, diverte, e offre un bel livello di sfida. Essendo roguelike infatti, non è che se perdiamo possiamo ricaricare un salvataggio precedente… eh no! Certo rigiocandoci si diventa sempre più skillati, anche se alla lunga solo uno scenario e due personaggi potrebbero presto stufare. È per questo che spero vengano aggiunte più cose, perché al momento Until We Die sembra povero di contenuti, e potreste accantonarlo piuttosto in fretta.

Devis Nardella
Per un quarto romano e tre quarti pugliese, è un pc gamer incallito con una grande passione per i videogiochi, in particolar modo le avventure grafiche. Non disdegna le console, anzi cerca di recuperare vecchie glorie del passato attraverso l'emulazione. Esprime la sua creatività su Youtube, ma adora anche il mondo di Twitch, piattaforme che per lui hanno preso il posto della tv. È molto riservato e serio, ma si scioglie con freddure glaciali e meme di cui fruisce quotidianamente (è un tenerone!).