5 film horror del tutto a caso – Parte 3

Io tengo un diario di tutti i film che vedo, a maggior ragione di tutti i film horror che vedo. Di ognuno posso dire data e ora in cui l’ho guardato. Ho scoperto che i signori della Moleskine devono aver parlato con qualche pazzo come me, perché hanno fatto uscire un’agendina in cui puoi segnare dati e recensione di tutti i film visti. Dopo averle dato un’occhiata ho deciso che avrei buttato via dei soldi, perché una di quelle mi basta, forse, per due mesi. Fatele ricaricabili e ci penserò…


Per i cinque film horror del tutto a caso di oggi passiamo con simpatia dai serial killer, alle operazioni di dubbio gusto, al lancio di brutte maledizioni.

Surveillance (2008) è un thriller che ti fa incazzare come una iena.


Del resto quando si tratta di serial killer io m’incazzo sempre. Non fa forza su una grande originalità, ma sull’assurdità delle situazioni e sulla rabbia e lo schifo che suscitano gli abusi di potere. Forse è uno dei casi in cui, ad un certo punto del film, ti auguri che crepino tutti, dal primo all’ultimo, perché non ce n’è uno che si salva. Qui non perché sono bimbiminkia rincoglioniti, ma perché sono persone disgustose.

Trick ‘r treat (2007)

É una cagatona ad episodi sullo sfondo di una notte di Halloween molto sfigata per un sacco di gente. In particolare per un gruppo di bambini e poi per tutti quelli che si ritrovano di fronte Anna Paquin, visto che è una delle protagoniste vestita da Cappuccetto Rosso. Gli episodi sono bellini, non mi spingo oltre. Secondo me va visto perché ad oggi è una sorta di film cult. Un sacco di maciullamenti, parecchio sangue e un mostriciattolo che in teoria dovrebbe essere una stupidata e far ridere, invece secondo me è inquietante.

E veniamo alla cosa più disgustosa e rivoltante che io abbia mai visto. Non sto scherzando. The Human Centipede (2009)

É un’idiozia a livello pratico, una cosa irrealizzabile e che farebbe ridere qualunque chirurgo al mondo, eppure fa rivoltare lo stomaco. Nonostante quello che ho visto in tutti questi anni, nonostante le porcate girate con l’intento di farti vomitare, nonostante l’autopsia di John Kramer in Saw IV… Questo film è l’apoteosi della repulsione. Di produzione olandese, per la trama non ci vuole molto: un folle chirurgo tedesco rapisce tre persone, due turiste americane e un ragazzo giapponese, e le prepara al suo esperimento spiegando loro che sono state scelte per diventare il suo millepiedi umano. Intende operarli in modo che risultino un unico essere vivente con un solo apparato digestivo e per fare questo deve attaccare la bocca di uno all’ano dell’altro.

Detta così fa sbellicare dalle risate e al pensiero non solo della cazzata che è, ma anche della pensata geniale che ci vuole per partorire ciò, viene ancora più da ridere. Ma da ridere non c’è niente, vi assicuro. Il dottore fa ciò che dice e il brutto non sta nelle scene che si vedono, perché di fatto non c’è un cavolo da vedere, ma nell’angoscia che trapela da ogni angolo di quella casa orribile. L’arredamento sembra uscito da Clockwork Orange e il pazzo dottore pare (manco a farlo apposta) uno scienziato nazista che si diverte a fare esperimenti in un lager.

Una delle scene più brutte, pensate, è quella in cui inietta loro l’anestetico. Loro sanno che stanno per addormentarsi e sanno che se si risveglieranno sarà peggio che essere morti. Terribile. Il regista è tale Tom Six, e si è giustificato dicendo che l’idea gli è venuta pensando a cosa farebbe ad un molestatore di bambini. Sì sì, usate sempre i molestatori di bambini come scusa. A me non sarebbe mai venuta in mente una roba del genere neanche ad avere diecimila anni di tempo. Ai produttori il regista nemmeno aveva raccontato tutta la trama, aveva tralasciato la parte dell’operazione perché aveva paura non glielo passassero per buono, che strano eh? Chissà che cazzo di trama hanno prodotto questi qui se consideriamo che Tom ha omesso la parte essenziale del film.

Era previsto un sequel, per la gioia di grandi e piccini, che è uscito e che io ho visto; che dubbi c’erano in proposito? Ma non ne voglio parlare adesso. Ogni volta che ripenso al primo capitolo di ‘sta roba mi vien male. Ad ogni modo mi ha in qualche modo colpito perciò la critica è positiva anche se non lo riguarderò mai più in vita mia.

Continuiamo con un film che mi ha subito ispirato a guardarlo grazie alla trama e alle protagoniste. Case 39 (2009)

Devo dire che mi è piaciuto molto, soprattutto grazie a Renee Zellweger che, anche se si fatica a non vedere come Bridget Jones, sa il fatto suo. Del resto è sempre stata una brava attrice. La coprotagonista invece è la bambina di Silent Hill che, evidentemente, invece di andare a scuola aveva deciso di dedicarsi ai film horror. Non vi svelerò niente della trama perché è difficile tratteggiarla senza rischiare di rovinare il bello del film, solo sappiate che Renee è un’assistente sociale che deve occuparsi del suo trentanovesimo caso di maltrattamenti in famiglia.

Io non sono un’amante dello spavento, preferisco la suspense e, tra questo film e un altro di cui vi parlerò, mi sono ritrovata stressatissima a mezz’ora dall’inizio. Io devo essere portata alla paura, non me la si deve forzatamente buttare in faccia all’improvviso. Però per chi ama il classico coccolone qui ci sono due o tre scene che personalmente non ho guardato, ma fanno rabbrividire. La trama non è originalissima, quindi l’aver fatto un buon lavoro comunque dimostra quanto sia sempre decisivo un buon cast e una buona regia.

Drag me to hell (2009).

Qui non o se ridere o piangere, perché in sé il film è di un’idiozia totale. La trama è accettabile, ma ci sono una serie di stronzate pressate tutte insieme sia nei dialoghi che nelle scene. Come in L’occhio del male (Thinner) di King, la nostra protagonista fa incazzare una zingara che le lancia una maledizione di quelle potenti potenti. Conoscendomi un po’, se mai guarderete il film, scoprite qual è l’esatto punto in cui la protagonista, per me, ha smesso di essere degna di vivere.

La volevo morta. Infatti io l’ho visto più come commedia che come horror. Tranne per gli spaventi. Ecco, questo è l’altro film che non mi ha lasciato tranquilla nemmeno due secondi. Apparizioni improvvise, cambi di volume nella colonna sonora, urla disumane… Ce n’era sempre una e personalmente queste cose mi rovinano moltissimo la visione. In più, tutti gli incontri della ragazza con la gitana hanno il classico sapore della cazzata immane che in qualche caso risulta addirittura ridicola, con scene disgustose create appunto solo per il disgusto puro e semplice, ma che dell’horror hanno poco. Non saprei, mi ha divertito, ma non lo metterei tra le cose ben riuscite.

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.