Tales of Arise – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S

Tales of Arise porta con sé la storia di un brand di JRPG ben conosciuto e apprezzato dagli amanti del genere: Bandai Namco Entertainment si impegna quindi a confezionare un’interazione capace di superare alcuni spigoli riscontrati nei capitoli passati e portatrice, al tempo stesso, di tutte quelle caratteristiche che fanno riconoscere immediatamente un Tales of quando lo si vede… e gioca! Uscito il 10 Settembre 2021 e disponibile su larga parte delle piattaforme di attuale e scorsa generazione, abbiamo avuto modo di giocarlo grazie al codice Xbox One fornitoci dalla compagnia e possiamo oggi sviscerarlo per voi nelle pagine che seguono.

Tales of Arise – Recensione – Un cast che salva, parzialmente, la situazione!

Maschera di Ferro è un giovane schiavo all’interno di un campo di lavoro situato nella terra ardente di Calaglia: colpito da una terribile amnesia, il ragazzo passa le sue giornate a domandarsi chi sia e come sia finito lì, nonché a tentare di difendere i suoi compagni di lavoro dalle angherie dei propri aguzzini. La stasi che colpisce il nostro protagonista è però, fortunatamente, destinata a finire in breve tempo: una serie di eventi lo conducono da Shionne, una renana che lo farà entrare nei Corvi Scarlatti e che lo convincerà a sferrare con lei un attacco alla Fortezza di Glanymede, avente come obiettivo quello di ribaltare la tirannia di Lord Balseph.

Una trama abbastanza classica e che spesso si perde in delle tematiche già sentite e viste, pronta però ad essere supportata e arricchita da un cast di personaggi che ci è particolarmente piaciuto, grazie ad un background solido e alla cura narrativa riservatagli. Certo, non possiamo affermare che questo oculato lavoro sia stato applicato con tutti i PG a schermo, poiché alcuni risentono di una certa trascuratezza, soprattutto per quanto concerne i “malvagi” di turno.

Ad ogni modo, al netto di alcune sbavature, il gioco ci ha tenuto incollati al pad per tutte le più di 50 ore di narrazione… e questo è un dato di fatto che va tenuto in forte considerazione!

Tales of Arise – Recensione – Il combattimento è un’Arte.

Trattando un JRPG è obbligatorio concentrarsi, innanzitutto, sul sistema di combattimento proposto: Tales of Arise prevede un party di quattro personaggi attivi e due riserve; il giocatore può controllare uno solo dei membri del gruppo, mentre gli altri vengono gestiti dall’intelligenza artificiale o indirizzati da strategie specifiche preimpostate. Vi è comunque la possibilità di cambiare il leader in qualsiasi momento del combattimento e dell’esplorazione.

Il combattimento risulta essere dinamico e veloce, grazie alla possibilità di saltare, schivare e parare gli attacchi degli avversari e alla disponibilità, per ogni membro del party, di possedere abilità particolari. Quest’ultime, denominate Arti, possono essere assegnate a gruppi di tre per quanto riguarda le mosse a terra e quelle da eseguire a mezz’aria. Continuare a utilizzare le Arti ne aumenterà l’efficacia e l’impatto grazie al livello di maestria, ma permetterà anche al giocatore di impararne di nuove e più potenti, siano esse evoluzioni dell’abilità base o nuove abilità. Altro dettaglio da non sottovalutare è che buona parte di Arti, incantesimi e armi avranno anche un’affinità elementale, sfruttabile per colpire le debolezze avversarie.

I punti deboli degli avversari non saranno solo di natura elementale, ma potrebbero essere collocati in parti del corpo specifiche, pronte ad illuminarsi di arancione per catturare la nostra attenzione.

La possibilità di impartire ordini agli alleati ci permette di seguire un Attacco Boost che, se richiamato al momento giusto dello scontro, rende disponibile a sua volta l’Assalto Boost, in cui due personaggi attaccano contemporaneamente l’avversario, causando più del doppio dei danni.

Anche laddove si decida di lasciare piena autonomia ai membri del party, tuttavia, Bandai Namco convince con un’intelligenza artificiale ben programmata, capace di dare spessore offensivo e reattività alla squadra. Il pericolo di ritrovarsi con di fianco delle amebe, inutili ai fini del combattimento, è completamente scongiurato!

In ogni caso, la difficoltà risulta sempre ben bilanciata e difficilmente avrete grossi problemi a proseguire.

Ovviamente, il combattimento non è l’unico aspetto da tenere in considerazione: il gioco non ci farà mai mancare gli equipaggiamenti offensivi e difensivi da equipaggiare a ciascun personaggio del gruppo, differenti per ognuno. Le armi potranno essere commissionate al fabbro consegnando i materiali necessari e fornendo una piccola somma per la manodopera, ma è il crafting degli accessori ad aggiungere un’ottima personalizzazione del PG dato che, in base ai materiali usati e al loro livello, gli effetti dell’accessorio creato saranno differenti.

I minerali necessari alla creazione degli accessori saranno reperibili nella mappa, il che incentiva sicuramente la componente esplorativa della produzione, sviluppata su una macro area abbastanza variegata e portatrice, oltre che di materiali, anche di tesori e ingredienti. Inoltre, e questo è sempre un bene, nonostante la presenza di diversi nemici sulla mappa non vi sarà mai una saturazione della zona tale da frustrare il giocatore, portandolo magari a sacrificare l’esplorazione per non imbattersi in sciami di oppositori. Comodissima, inoltre, la presenza del viaggio rapido, anche se sicuramente meno reattivo sulla old-gen rispetto alle versioni next-gen del gioco.

Durante le nostre spedizioni di ricerca potremo raggiungere dei falò dove recuperare le energie e cucinare deliziosi manicaretti con gli ingredienti trovati in giro, ottenendo buff temporanei ai membri del party; dormire durante la notte permette, inoltre, di far respawnare i nemici e di approfondire la storia dei diversi componenti del gruppo.

Ultima menzione per i Titoli, sbloccabili con i Punti Abilità ottenuti dalle missioni e dai combattimenti, che daranno accesso a nuove Arti, incantesimi e abilità passive.

Come avrete certamente capito, dunque, Tales of Arise è un JRPG in piena regola, completo e ricco di attività, rese gradevoli dal sapiente dosaggio delle stesse che il team ha saputo mettere in pratica.

Tales of Arise – Recensione – Ottima resa, pessime vecchie abitudini.

Gli ambienti di gioco della produzione sono ben curati e piacevoli da osservare, soprattutto grazie all’utilizzo del nuovo shader grafico largamente ispirato al mondo anime. L’atmosfera si allinea ai toni della narrazione e i dettagli delle aree proposte, siano esse città o dungeon, convincono in ogni istante. Peccato soltanto per la maledetta abitudine di larga parte dei JRPG: il reskin dei nemici.

Non lo diremo mai abbastanza, ma colorare diversamente creature identiche dà solo fastidio alla vista e alla fantasia dei giocatori; piuttosto che ricorrere a mezzi simili, è consigliabile ridurre la varietà generale dei nemici, non credete? Un difetto sorvolabile, ma reiterato nel corso degli anni ed inesorabilmente destinato a critiche.

Come vi abbiamo annunciato in apertura, la nostra partita si è svolta su Xbox One e il gioco è risultato fluido e gradevole da giocare, soprattutto in combattimento. Ovviamente, l’esperienza migliore la si ha su PC e console next-gen, dove i feedback immediati e il frame-rate fisso a 60fps rendono il tutto ancor più solido.

Ottima anche la colonna sonora e decisamente apprezzata la piena localizzazione italiana di menu e sottotitoli, mentre il doppiaggio resta selezionabile tra inglese e giapponese come negli altri capitoli del franchise.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!