Little Nightmares 1 e 2 – Approfondimento

Non leggete assolutamente nulla se non avete ancora giocato o guardato i due Little Nightmares, perché sarebbe un peccato e magari vi limiterebbe nel costruirvi la vostra personale teoria.

Credo che il mondo di Little Nightmares sia fatto apposta perché a seconda dell’età, delle esperienze e delle idee sulla vita può essere letto in maniera diversa da ognuno di noi.

Premetto due cose; la prima è che uno dei film che io definisco della mia vita (e cioè che tocca punti per me fondamentali di ciò che io penso dell’esistenza umana) è Predestination (2014). Ce ne sono altri, pochi, ma questo è quello che mi serve citare qui.

Non intendo la trama attorno a cui il film gira, ma la sua essenza, ciò che alla fine rivela; per me scoprire di essere padre, madre, amico, amante e morte di se stessi sarebbe senz’altro una valida risposta alla domanda qual è il significato della vita? Quindi adoro le storie che contengono paradossi temporali. Mi commuovo proprio, piango.

La seconda premessa è che amo anche le storie che non si preoccupano di essere scomode, di raccontare cose sconvolgenti, di essere spietate anche con personaggi apparentemente innocenti, ma che magari sotto sotto non lo sono affatto. Adoro finali come quelli di The Good Son (L’innocenza del diavolo 1993) o di The Bad Seed (Il Giglio Nero 1956) se li conoscete o avete voglia di andare a recuperarli capirete cosa intendo.

Detto ciò provo a ricostruire un po’ il mondo di Little Nightmares così come io l’ho vissuto, un po’ da giocatrice, ma moltissimo da spettatrice, perché credo che sia il gioco del quale ho seguito più gameplays, perfino rivedendo gli stessi più volte. Di fondamentale importanza per me è che sia uscito Little Nightmares prima di Little Nightmares 2. Pare abbia detto una cazzata, ma intendo che Little Nightmares 2 è un prequel al primo, ma non si sarebbe capito nulla se fosse uscito come primo gioco.

Supponiamo che in Little Nightmares il problema principale siano i bambini. Piccoli Incubi, appunto.

In questo mondo ipotizzato da me i bambini possono nascere senza particolari poteri, oppure dotati di poteri devastanti e così gli adulti decidono che vanno eliminati.
Poco importa che ad eliminare tutti i bambini l’umanità piano piano scompaia, tanto gli adulti rimasti sono pieni di vizi, orribili ed egoisti. Vogliono godersi la loro vita e chi se ne frega di ciò che verrà dopo. Questi adulti sono i bambini con i poteri orribili a cui è stato dato modo di crescere in precedenza; il Dottore, l’Insegnante, il Custode, la Signora, l’Uomo col Cappello.

Questi, una volta cresciuti, hanno deciso che era il momento di non permettere più a nessun altro bambino di sviluppare certi poteri, il rischio di essere spodestati era troppo grande.

E così è stato creato il Maw, probabilmente dalla Signora e dall’Uomo col Cappello, per avere un luogo dove portare tutti i bambini rapiti e al tempo stesso dare cibo alla Signora. Come sappiamo lei è una sorta di vampira, succhia l’energia vitale dagli Ospiti, e li attira lì dando loro chili e chili di cibo, mantenendoli pieni e come narcotizzati. Gli Ospiti pensano solo a mangiare e quando arriva il momento di essere assorbiti nemmeno se ne accorgono.

Le ingenti quantità di cibo di cui necessitano vengono cucinate dai Cuochi e sì, essendo il Maw una sorta di costruzione per metà subacquea è logico che molta della carne usata sarà di pesce, ma la maggior parte è quella dei bambini portati lì. Perché i bambini sono pericolosi e sono troppi, quindi la Signora se li fa portare lì e poi decide; alcuni li assorbe e li trasforma in Nomes, alcuni invece li fa uccidere e conservare dal Custode, poi cucinare dai Cuochi e infine mangiare dagli Ospiti.

In tutto questo c’è un altro potere grandissimo di sottofondo, quello del Segnale Televisivo che serve a sottomettere e rincoglionire tutti gli adulti. Sul Maw si usa il cibo, nel mondo restante si usa la televisione. La televisione e il Segnale dell’Antenna sono un ottimo modo per collegare il mondo esterno al Maw, per passare dall’uno all’altro con estrema facilità.

E qui si arriva al secondo Little Nightmares. Passare da una televisione all’altra non permette solo uno spostamento spaziale, ma anche temporale, se chi usa il mezzo ha il potere giusto E credo che sia Six che Mono abbiano esattamente quel potere: il potere di viaggiare nel tempo.

Quando Mono trova Six nella casa del Cacciatore, Six sta usando il carillon che poi le vedremo usare anche nel finale. Quel carillon produce una melodia che probabilmente Six riconosce, ma che ancora non le scatena i ricordi che dovrebbe scatenarle e che ancora non fa emergere il suo Lato Oscuro. Così lascia il carillon e segue Mono.

I due ne subiscono di ogni, a partire dai dispetti letali dei bambini/pupazzi della scuola, senza cervello e senza anima, per continuare coi manichini dell’ospedale, triste tentativo del Dottore di creare esseri umani assemblando parti di cadavere e parti di manichini assieme, probabilmente perché anche gli esseri umani ormai cominciano a scarseggiare in quel mondo, per finire poi con gli esseri senza faccia e senza identità ammaliati dal segnale televisivo.

Mono e Six devono scappare e guardarsi da TUTTI.

Non c’è un solo amico per loro in quel mondo, devono solo correre e difendersi. A tratti, però, noterete che Six ha dei ricordi che emergono. Ricordi del suo futuro, che sono ricordi del suo passato, e che rivelano il suo lato oscuro; quando si avventa contro uno dei bambini di ceramica a scuola e lo abbatte a mani nude, quando sta lì concentrata a spezzare le dita di uno dei manichini dell’ospedale, quando si riscalda al fuoco che sta incenerendo il Dottore.

Six è terrificante, così come abbiamo scoperto in Little Nightmares. Lei è capace di sbranare una cosa tenera come un Nome, ed è capace di succhiare via la linfa vitale della potente Signora. Lì, in tutto quel mondo, in tutto quello sfacelo, quella desolazione e quell’orrore, è Six la cosina più potente e letale che esiste. Quando l’Uomo col Cappello la rapisce, lei viene portata in quel limbo che probabilmente precede il Maw e dove Mono corre a salvarla.

Vediamo qui una Six modificata, probabilmente già mutata in quello che sarà quando crescerà. Mutata come tutti gli adulti, quei bambini con i poteri cresciuti: l’insegnante col collo lungo, il dottore ragno… Six crescendo diventerebbe quello, forse proprio il motivo per cui lei è una di quei bambini da eliminare portandola sul Maw.

Ma Mono va a salvarla, la strappa a quel suo carillon ipnotico quanto la televisione e la porta via. Solo che Mono non ha più il suo sacchetto di carta in testa. E quando Mono e Six scappano insieme e Six si trova a dover salvare Mono prendendolo per mano per non lasciarlo cadere nel vuoto lo vede in faccia. E lì Six capisce chi è Mono.

Lei conosce già il futuro, forse l’ha già non solo visto, ma anche vissuto. Sa tutto. Sa del Maw, sa dei rapimenti dei bambini. Chissà che a quel punto in uno strano gioco di dilatazione temporale stile Stanza dello Spirito e del Tempo di Dragon Ball lei non abbia già anche vissuto tutto il primo Little Nightmares. Per quello arrivata lì, anche dopo tutte le avventure vissute, anche dopo l’essersi coperti le spalle a vicenda, dopo l’essersi tenuti per mano e aver lottato insieme, Six lascia andare Mono che viene inghiottito dalle tenebre. Perché lei sa.

Mono cresce, infatti, e diventa proprio l’Uomo col cappello che si siederà su quella stessa sedia su cui lo vediamo seduto nel finale e attenderà per anni la sua versione bambina, Mono, che lo verrà a sfidare in futuro. Forse in parte deluso dal tradimento di Six, forse conscio del potere della bambina e di ciò che può diventare, l’Uomo col cappello rapirà comunque Six nel futuro per portarla sul Maw, perché è quello che gli verrà detto di fare e perché un po’, da adulto, temerà Six anche lui.

Ma si pentirà della sua decisione e si vergognerà di essere diventato un adulto orribile come tutti quelli incontrati nel corso della sua vita e si impiccherà proprio salendo su quella stessa sedia e in quella stessa stanza, la stanza del Maw in cui entrerà Six ad inizio gioco in Little Nightmares. E Six sarà talmente poco sconvolta dalla cosa, da non fermarsi neanche a leggere la lettera di addio che sicuramente Mono ha scritto per lei e che è lì ai piedi della sedia.

Ecco, non si spiega certo tutto, ma questi sono i miei two cents su questa storia meravigliosa e terribile. Chiaramente potrebbe uscire un terzo capitolo che smentisce ogni singola cosa che ho detto e voi stessi potete avere altre cento validissime ipotesi su quel mondo e spero le vogliate condividere. Questa è la mia.

 

 

 

 

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.