Hannibal la serie – Recensione – Amazon Prime Video

Mi suona assurdo parlare di recensione, per Hannibal, nel mio caso, però diciamo che proverò a metterla giù come una recensione. In realtà è AMORE allo stato puro.

Fare una vera e propria recensione di Hannibal per me non è semplice. L’amore per Hannibal parte dal mio sentirmi sempre un po’ in disparte quando si tratta di avere trame e storie che tocchino le mie corde. Devo scontrarmi ogni volta col fatto che tutto l’intrattenimento è rivolto alla maggioranza e nella maggioranza io non mi sono mai trovata, mai nella mia vita. Ho una mia idea precisa sugli happy endings, i miei happy endings raramente sono quelli degli altri, ho una mia idea su quali siano le dinamiche che voglio vedere nei rapporti tra due o più personaggi, ho una mia idea su quali siano i personaggi la cui storia vale la pena di essere raccontata.

Hannibal La Serie – Recensione – Amazon Prime Video – Ovvio che è così per tutti, solo che io mi sono sempre ritrovata nel cantuccio degli strani e degli inusuali.

Tanto per fare un esempio, per me che due si sposino e figlino non è un finale felice. Ecco. È più o meno l’opposto di un finale felice. Ripeto: per me. In tutta la mia tristezza del non aver mai trovato qualcosa che mi soddisfacesse dal punto di vista di storia raccontata e dinamiche tra personaggi arriva Hannibal.

Non proprio subito, era già finito quando l’ho scoperto, e non l’ho guardato prima perché ritenevo che Hopkins e The Silence of the Lambs fossero quanto di meglio si potesse fare per quella storia e quei personaggi. Ma Bryan Fuller ha superato tutto, a mio avviso. Ha superato l’idea iniziale di Harris, ha superato i film, ha superato perfino se stesso.
Dico sempre che amo le fanfictions. Ecco, Hannibal la serie è una lunga e bellissima fanfiction che Bryan Fuller ha scritto partendo dall’idea iniziale dei libri di Harris.

Nelle fanfictions spesso si trovano personaggi amati ed utilizzati da chi scrive tenendo fede alle loro caratteristiche di base, ma mettendoci del proprio, nuove idee, nuove dinamiche. A volte c’è l’inserimento di omaggi alle opere scritte originali che chi conosce può cogliere ed apprezzare. Sono cose che io AMO.

Hannibal la serie parte dalle opere originali, ma crea per loro una sorta di lettera d’amore che valorizza ogni singolo personaggio cento volte di più. Innanzitutto prende molte figure maschili dei libri e le trasforma in figure femminili, puntualizzando in questo modo che cambiare il sesso ai personaggi non ne rovina né ne altera l’importanza e il ruolo nell’opera. Semmai dà un nuovo punto di vista dal quale partire per analizzare il personaggio stesso e quello che fa all’interno dell’opera, e dà la possibilità finalmente di abbandonare vecchie dinamiche per scoprirne di nuove.

Un tempo era normale che tutti i personaggi più importanti fossero maschili per una sorta di convenzione sociale? Bene, grazie al cielo forse quel tempo è passato, facciamo qualcosa di nuovo anche con le opere vecchie. Harris ha scritto libri in cui purtroppo la presenza femminile è scarsa e quando c’è fa davvero una magra fine sia fisicamente che moralmente; le donne inserite da Bryan Fuller nell’opera non sono forse al loro massimo potenziale, ma rispetto a quelle di Harris sono una spanna sopra.

Hannibal La Serie – Recensione – Sul mondo femminile nell’intrattenimento c’è ancora da lavorare, so che la maggioranza non vuole sentirlo dire, però è così.

E continuerò a dirlo apposta perché la gente non lo vuole sentire. Mi rendo conto anche che la maggior parte della gente non guarda e legge cose come faccio io, spendendoci su ore ed ore a scandagliare ogni frase, ogni azione compiuta per capire il perché e il come. Sarà deformazione da autore, la mia. Beh, Hannibal si è preso con mia estrema gioia gli ultimi sei anni della mia vita di cui è stato costante praticamente assoluta. Ho guardato tutte e tre le stagioni un numero imprecisato di volte (ho appena finito l’ultima) e ho riempito pagine con meta, analisi dei personaggi, interpretazioni di frame di pochi secondi, espressioni, frasi, pause nei discorsi. Questo è Hannibal.

Un viaggio all’interno di menti oscure che non mi sento di definire nemmeno umane, perché negli esseri umani non sarebbe così interessante andare a guardare. Hannibal è simbolismo, metafore, arte, capacità di nascondere in una sola frase una quantità infinita di concetti. Metà della fortuna di questa serie per me deriva dalla bravura di Mads Mikkelsen (Hannibal Lecter) e Hugh Dancy (Will Graham) un duo che più azzeccato non poteva essere per portare sul set un feeling, una chimica che stregano fin dalle prime puntate.

Chi mi conosce sa del mio odio/amore verso Jack Crawford, ma il fatto che nella serie sia interpretato da Laurence Fishburne ha di gran lunga aumentato la mia simpatia per lui.
Sì, guardando Hannibal vi troverete di fronte lo psichiatra serial killer cannibale Hannibal Lecter e gli orrori da lui commessi. Vi troverete di fronte Will Graham, consulente dell’FBI, profiler e prolifico cacciatore di serial killer, grazie alla sua capacità di vedere e pensare come un serial killer. Vi troverete di fronte Jack Crawford e la sua certezza di essere dalla parte del greater good, anche a costo di sacrificare i suoi uomini sul campo. Vi troverete di fronte scene del crimine da far contorcere le budella, menti deviate e casi al limite dell’impossibile da risolvere. Ma questo solo se guardate Hannibal.

Per vedere davvero Hannibal dovrete andare un po’ più a fondo di così e scoprire il mondo spaventoso e meraviglioso che c’è dietro, quello di cui davvero si voleva parlare in quella serie. Una storia che spogliata della sua componente horror parla di anime che si cercano e si trovano, e si amano a dispetto di tutto l’orrore che possono leggere l’uno negli occhi dell’altro. Anche se nel nostro mondo fatto di videogiochi, immaginazione e storie da raccontare non dovrebbe essere necessario, tengo sempre a precisare che il mio amore per Hannibal è circoscritto alla storia che narra e ai suoi personaggi inesistenti che vivono nel loro mondo e fanno ciò che nel loro mondo possono fare, perché è il loro mondo, non il mio.

Anche nei miei libri i miei personaggi possono fare e dire ciò che vogliono, non vivono qui in questa realtà.

Lo dico e lo ridico sempre, perché troppo spesso le persone non si rendono conto che amare scrivere o leggere certe storie non significa MAI volerle vedere o vivere nella vita reale. Per favore…Trasportati nella vita reale Hannibal Lecter e Will Graham sono solo due esseri umani da rinchiudere e buttare via la chiave, e di storie squallide di rapporti malati che finiscono in obitorio se ne sentono tutti i giorni e fanno vomitare.

Io parlo di mondi che non esistono e di personaggi che possono fare e dire ciò che vogliono, perché non sono né da proteggere né da salvare. Non esistono. Ed io non vivo lì con loro; ma li guardo da qui e mi piace ciò che vedo proprio perché è lì e lo devo solo guardare o raccontare quando scrivo. Per me è triste dover specificare queste cose, ma quando dici che ami la storia di Hannibal e Will ti tocca sempre un po’ giustificarti a chi ne ha bisogno, un po’ come a certi gamers tocca spiegare che perché giocano a COD non è che vogliono andare in guerra.

Poi per carità, ci saranno anche i coglioni che invece lo pensano, ma quelli erano coglioni pure prima di giocare a COD, non è che il gioco li ha traviati, sono loro che traviano il gioco. Ecco, io sono qui a dirvi di dare un’occhiata a Hannibal se avete voglia di immergervi in un mondo che per me ha del fatato anche se non ci sono unicorni, ma wendigo, anche se non ci sono principi azzurri e principesse, ma serial killers e profilers con un opprimente lato oscuro che vuole emergere, anche se non ci sono i buoni e i giusti, ma solo varie gradazioni di orrore.

Non c’è nulla come Hannibal lì fuori, per me. Ho una gran quantità di serie che ho amato, che ho seguito e seguo e di cui posso dire meraviglie. Ma non c’è nulla come Hannibal lì fuori. Ci provano e ci stanno provando a far credere di poter far meglio. Ma non c’è nulla come Hannibal lì fuori. E se mai voleste parlare di Hannibal con me, sapete dove trovarmi.

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.