Hannibal la serie – Otto anni portati benissimo

In Italia si parla poco della serie tv di Hannibal.


La serie tv Hannibal si vede proposta ovviamente ad orari in cui il pubblico può essere giusto quella fetta di italiani un po’ sonnambula e non la si pubblicizza da nessuna parte. Sono trascorsi otto anni dalla sua messa in onda, iniziata il 4 Aprile 2013. Ma ancora si parla di Hannibal ovunque e spesso. Tranne qui. Di recente ho letto un bell’articolo in inglese sul fatto che Will e Hannibal si sono quasi baciati nella serie.

Tra l’altro un bell’articolo scritto da un ragazzo, cosa ancora più apprezzabile, e ho pensato che tradurre quello non avrebbe avuto alcun senso, visto che conosco lo show a memoria e tutto ciò che ci gira attorno è mio pane quotidiano da sei anni, e allora scrivo io qualcosa, se vi va di leggerlo in italiano, e detto da una che trova quel telefilm una straordinaria eccezione alla noiosa regola. Hannibal mi ha cambiato la vita. Innanzitutto non sarei qui a scrivere se non fosse stato per quello show. Perché è vero che in rete io ci sono dalla fine degli anni ’90, ma mai per più di qualche mese di fila, poi sparisco, di solito.

Per noia, tristezza, a volte pure ribrezzo. Ma sei anni fa ci sono rientrata definitivamente con un nome, una serie di obiettivi e tanta voglia di creare. E questo me l’ha suggerito proprio Hannibal. Non lui, la serie. È facile fare battute in proposito, le faccio anch’io con chi le comprende. Ma no, adesso sono seria. Sì, è un telefilm incentrato su un serial killer cannibale e sull’uomo che cattura la sua attenzione al punto da fargli stravolgere la sua perfetta vita e la sua perfetta copertura. Ma è soprattutto un telefilm che si addentra in tante menti diverse, in tante storie ed emozioni diverse. È un telefilm che parla d’amore, di quello che si prova per quell’unica persona al mondo che può comprenderci e rivoluzionare tutto ciò che abbiamo pensato della vita fino a quel momento.

Che tutti questi temi siano toccati in una storia che come sottofondo ha cannibalismo e omicidi poco m’importa; è una storia, è finzione, prendo ciò che di bello può trasmettermi.
Riflettevo proprio l’altro giorno con una mia amica che quando parliamo di Hannibal possiamo toccare una miriade di argomenti agghiaccianti che grazie al cielo nella vita reale non dobbiamo sperimentare. E mi auguro che mai mi capiti di sperimentarli per tutto il resto dei miei giorni. Ma immedesimarmi in una situazione che non vorrei mai provare dal vero è anche quello che faccio costantemente per scrivere e lo trovo meraviglioso.

Trovo meraviglioso il chiedermi cosa farei in certe situazioni, cosa penserei, quali sarebbero le mie mosse. Che siano solo congetture non è un problema; SCRIVO proprio sulla base di quelle congetture e Hannibal mi ha spalancato porte prima solo socchiuse su concetti che non mi stancherò mai di esplorare. Per questo non lo dirò mai abbastanza: se pensate che Hannibal la serie sia solo una riproposta della storia di Hannibal Lecter su piccolo schermo… Ripensateci. Datemi un pizzico di credito solo per qualche puntata e se non ci trovate nulla di spettacolare ed innovativo allora vorrà dire che non fa per voi, ma date a quella serie una possibilità. L’articolo che ho letto era incentrato su quel bacio che Hannibal e Will non si danno, alla fine.

C’era, ci stava, era del tutto plausibile e i due attori stessi Mads Mikkelsen (Hannibal) e Hugh Dancy (Will) erano pronti a girare una scena con quel bacio che avrebbe chiuso perfettamente il tutto. Ma Bryan Fuller, il creatore, ha detto che non era necessario. E non potrei essere più d’accordo. È proprio questo che intendo quando dico che Hannibal sovverte il modo di presentare l’amore e l’attrazione tra due persone. Per carità, nella serie ci sono scene più esplicite che personalmente io nemmeno avrei messo, eppure perfino quelle non sono banali come invece lo sono in tutte le altre cose che ho guardato in vita mia. Ma la vera dinamica che toglie il fiato è quella tra Hannibal e Will e non è basata su nessuna scena esplicita. Solo sguardi, parole, pause, respiri, cene condivise, mani che si sfiorano e abbracci.

L’apoteosi della complicità, del perdersi negli occhi e nella mente dell’altra persona, della perfetta sintonia tra anime affini. C’è da leggere tra le righe, da estrapolare, da interpretare. Questo c’è da fare con Hannibal. Sarete messi di fronte ad un serial che pur essendo a metà tra horror e poliziesco non pretende affatto di regalarvi suspense nella ricerca di chi è l’assassino, di chi ha commesso un crimine. Tutto è già presentato lì perché lo spettatore sappia ogni cosa; i colpevoli vengono assicurati alla giustizia senza particolari sforzi, questo proprio perché la serie tratta di altro. Di questi tempi si parla molto della possibilità che la serie venga rinnovata, che si possa vedere Hannibal e Will in una quarta stagione.

Temo fortemente che questi discorsi portino le persone a credere che la terza stagione non sia un finale per Hannibal, che la serie sia incompleta, che non valga la pena iniziare qualcosa che non finisce. Niente di più sbagliato. Io adoro la serie, si sarà capito, ma non sono affatto tra quelle persone che si battono per un suo possibile rinnovo. E, se mai ci fosse, prima di guardarlo mi accerterei che non possa in alcun modo deludermi, altrimenti non mi ci avvicinerò mai. Perché per me la serie è perfetta così e per quanto abbia fiducia in Bryan e nel suo modo di vedere e raccontare le cose non ho affatto fiducia in nessuno spazio che potrebbe decidere di ospitare Hannibal.

Quello che io apprezzerei di vedere oltre a quanto già fatto so che non è possibile mostrarlo nemmeno oggi nel 2021, anche con tutta la buona volontà.
Siamo troppo indietro, troppo immersi in una cultura che massacra perfino la fantasia. Le coppie omosessuali non riescono ad avere happy endings nelle storie basate sulla realtà, c’è sempre qualcuno che deve soffrire o morire, figuriamoci se mai potrebbero essere felici due serial killers a metà tra l’entità demoniaca e il super villain, figuriamoci se proprio loro potrebbero mai essere i primi a vivere sereni la loro vita nel loro terribile mondo che è il loro mondo, non è questo, quindi perché mai dovrebbe crearmi problemi sapere che lì nel loro mondo Hannibal e Will sono due assassini liberi e felici?

Fantasia e realtà sono due cose ben diverse e lo so io che scrivo storie e sogno tutti i giorni, ma paradossalmente sfugge ad un sacco di gente che pure l’intrattenimento lo divora a quintali. Perciò per la mia pace mentale preferisco le fanfictions e preferisco tenermi Hannibal la serie così com’è. Con simpatia vi lascio con un preciso riassunto della serie in pochi edits fatti da me qualche anno fa. Amo Hannibal anche perché si è prestato al mio humor in un modo che non potrò mai dimenticare. Cliccate senza indugio a questo link e capiretehttps://he-s-dead-jim.tumblr.com/post/167618875557

Len Irusu
Scrivere rappresenta tutto ciò che sono, il resto è aria. Conviviamo in tanti nella mia testa e stiamo tutti una favola. Amo ciò che si lascia interpretare: non ho bisogno di sapere tutto, ditemi qualcosa, il resto me lo invento io. Libri, film, serie tv, videogiochi, manga, comics, anime, cartoni, musica... da tutto ciò che è intrattenimento posso imparare tanto e posso soprattutto trarre ispirazione, quindi ringrazio che esista. Ciò non significa che io non possa criticare anche ciò che amo, lo amo ugualmente senza per quello esserne accecata. It's fine to be weird. Live free or die. Canzoni della mia vita: The Riddle (Five for Fighting), Una Chiave (Caparezza), Dream (Priscilla Ahn). Film della mia vita: Donnie Darko, Predestination, Big Fish, The Shape of Water, Men & Chicken... Non esistono sessi, non esiste una sola forma d'amore, non è tutto bianco, non deve sempre vincere la maggioranza se la maggioranza è ferma nel Medioevo.