Yaga! – Recensione – Librogame di Gabriele Simionato (Aristea)

Osservando la foto qui sotto, noterete che da una parte c’è una creatura demoniaca e malefica, capace di causare dolore a chiunque le stia attorno; ti osserva mentre dormi ed è pronta a colpire quando meno te lo aspetti. Dall’altra, la strega Yaga!

Scommetto che l’ultima volta vi avrò illuso di aver accantonato finalmente tematiche cupe per avvicinarmi a generi allegri e leggeri… ma non potevo certo dire di no a uno dei librigame che mi aveva messo più hype negli ultimi tempi per diversi motivi. Sto parlando appunto di Yaga! , realizzato da Gabriele Simionato. Per chi non lo conoscesse, è lo stesso autore di Vesta Shutdown, anch’esso edito presso Aristea, un librogame molto apprezzato dalla critica e che parla dello spazio.

No, non quello spazio…

Stavolta si rimette piede sulla Terra e si entra nei panni di Baba Yaga, famosa strega del folklore russo. Intuirete che non è certo il personaggio più buono e gentile che sia mai esistito. Anzi, potrebbe addirittura essere la quinta essenza della malvagità. Non stupitevi dunque se appiccherete un incendio a un orfanotrofio di cuccioli di panda per poi sputare sui corpi degli animali superstiti al fine di spengere le loro fiamme, infine divorarli vivi, defecare i loro resti e pisciarci sopra. Robetta leggera, insomma…

REGOLAMENTO:

Per vestire i panni di una strega centenaria bisognerà seguire delle regole ben precise. Prima fra tutti, in qualità di stregarossa, dobbiamo fare attenzione alle candele rosse conservate nel nostro Santuario. È grazie alla loro quantità che si baserà l’effetto dei nostri incantesimi: lanciando due dadi, basta ottenere un risultato che sia pari o inferiore al numero di candele in nostro possesso. Potremmo anche concentrarci per migliorare le possibilità di riuscita… ma attenzione: un risultato troppo alto potrebbe farci perdere per sempre una delle nostre candele!

Seppur non di nostra competenza, siamo in grado di lanciare incantesimi appartenenti alle nostre sorelle: la stregagialla e la stregablu. Per farlo, basterà disporre di abbastanza candele gialle e blu nel santuario. All’inizio avremo 24 candele da suddividere tra i tre colori, ma dobbiamo assicurarci che quelle rosse siano sempre il numero maggiore (vale anche per il futuro!). In fondo, rappresentano la nostra natura.

Non temete di scervellarvi troppo a riguardo: il testo ci ricorderà spesso il loro funzionamento, e sarà talmente ripetitivo che non solo sarà impossibile sbagliare… ma probabile che anche le nostre vite reali ne saranno condizionate senza accorgercene.

Altresì importante come il valore delle candele, lo è anche quello del carbone, che ha 3 effetti:

  • Permettere al nostro corpo di rinascere dopo una morte improvvisa
  • Viaggiare a bordo della nostra casa-gallina
  • Snellire la pancia… anche se questa temo sia solo una leggenda metropolitana

Il carbone ha un punteggio iniziale pari a 17, così come i nostri punti vita (il numero non è certo una coincidenza!). Se i punti vita dovessero scendere a zero, potremo sempre risorgere nel nostro calderone a condizione che sia rimasto abbastanza carbone nel deposito. In caso contrario, moriremo per sempre.

Poco fa parlavo anche del viaggio a bordo della nostra casa-gallina: si chiama Yzba e ci permetterà di viaggiare in uno dei luoghi segnati sulla mappa. Non dovremo far altro che aggiornare lo spazio lasciato vuoto col numero del paragrafo che ci verrà fornito di volta in volta dal testo.

Il resto del regolamento è piuttosto classico e semplice: avremo a che fare con un inventario di oggetti (massimo 10 trasportabili, senza limiti di grandezze), combattimenti, indizi da appuntare e talvolta potrebbe venirci chiesto di disegnare stanghette e crocette per rappresentare lo scorrere del tempo in determinati eventi. Ma per una vecchietta centenaria come noi, il tempo in fondo è relativo.

LA MIA AVVENTURA:

Io sono Baba Yaga. Ma questo lo sapevate già.

Sapevate però anche che ho due sorelle? Baba Yulia, la stregagialla proveniente direttamente dai Simpson, e Baba Galia, la stregablu con tre dita per mano. Spero le sia rimasto almeno il pollice, sennò poi come lo fa l’autostop?

Apprendo ben presto la notizia che nostra nonna è morta. Potrei dire che sia un bene, visto che potremmo ereditare la sua eredità di streganera, ma poi mi mordo la lingua. No, non perché mi rendo conto di quanto sia insensibile ed egoista il mio ragionamento… bensì per sputare un po’ di sangue nel calderone che servirà a preparare il rituale grazie al quale scopriremo chi tra noi tre verrà insignita di tale titolo. Sta andando tutto bene, ma poi ecco che fa la sua comparsa il misterioso Sevastian.

Ok, so bene che non è quel Sebastian. Anche perché è con la B, non con la V (ma si sa che i giapponesi hanno una pronuncia tutta loro). In ogni caso, ci pensa lui a romperci le uova nel paniere. Uova diverse da quelle che Baba Yulia ha sputato nel calderone per ultimare la sua parte del rituale.

Sevastian afferma di aver rubato il Libro Nero, un tomo che racchiude infiniti incantesimi al suo interno e senza il quale non siamo in grado di concludere il rituale con successo. Come se non bastasse, al suo seguito ci sono una moltitudine di contadini armati di torce e forconi.

Si scatena dunque un’autentica rissa, nella quale trafiggo molti villici con una semplicità disarmante. I loro corpi sono così teneri che si tagliano col grissino! Ne divoro anche qualcuno come fossero semplici snack. In men che non si dica, mi ritrovo faccia a faccia con Sevastian. Nella mia mente ho solo un pensiero: riappropriarmi del libro nero! Ecco perché vado dritta al punto:

Proprio sul più bello, scopro che le mie sorelle sono in difficoltà e, contro ogni previsione, vengono sopraffatte dai contadini superstiti. Approfittando della mia distrazione, Sevastian mi colpisce a tradimento, uccidendomi.

Ma se avete letto bene il regolamento, saprete che per me non è certo la fine: risorgo dopo pochi istanti nel mio calderone, desiderosa di vendetta. Una vendetta che lascio però compiere a voi!

CONSIDERAZIONI FINALI:

Baba è forse uno dei protagonisti più particolari che io abbia mai interpretato. È la protagonista, ma è anche una perfida megera. E quando dico “perfida” intendo DAVVERO perfida. Roba che Moriarty in confronto era un ballerino di danza classica! Eppure, tra un bambino divorato e un nano trucidato, mi sono davvero affezionato a lei e alle sue sorelle. Questo grazie ai diversi flashback che dimostrano quanto un tempo Yaga fosse una fanciulla candida e innocente come tutte le altre… e soprattutto grazie all’ottima caratterizzazione da parte dell’autore, che è stato capace di dare carisma non solo a lei, ma a tutti i personaggi secondari.

La trama, per quanto semplice, è ben sviluppata ed è stato per me un piacere seguirne gli sviluppi fino al colpo di scena finale (e che colpo di scena!)… sebbene io mi sia ritrovato ben più di un callo alla mano (il che dovrebbe farmi sentire ancor più nei panni di Yaga).

Il tempo trascorso per prendere note o modificare valori è in effetti davvero elevato, anche se non ai livelli di Darkwing.

Nel corso della storia avremo modo di collezionare tantissimi oggetti, e ben presto capiremo che il nostro inventario, per quanto sia in grado di rimpicciolire scope, bastoni e forconi, non può trasportarne più di 10! Non sarebbe un difetto così grande, se non fosse che tali oggetti hanno spesso un valore significativo… ed è un peccato fallire una prova solo perché, pur essendo stato abile nel trovare un certo oggetto, non posso usarlo perché sono stato costretto a buttarlo o a conservarlo al sicuro da qualche altra parte. Questo fattore credo che non sproni il lettore a rileggere la storia da capo… soprattutto tenendo in considerazione che i finali sono essenzialmente due, uno dei quali moooolto difficile da sbloccare. Nonostante ciò, è quello che al suo interno offre diversi altri finali basati sulle nostre scelte. Sapendo ciò, un lettore anziché rileggere la storia da capo credo si limiterebbe a rileggere solo la parte finale.

Ciò comunque non intacca più di tanto il valore di quest’opera, al cui interno sono state inserite chicche e citazioni veramente formidabili, non solo alle altre fiabe classiche (Hansel e Gretel, Pinocchio, Biancaneve, ecc) ma anche alla cultura pop moderna (Le follie dell’imperatore ad esempio), per non parlare di alcuni “giochi da streghe” che avremo la possibilità di affrontare, raccolti in una sezione apposita alla fine del libro.

Sempre in fondo al libro, non posso non citare alcune tavole grafiche realizzate dall’illustratrice Erica Rossi, il cui tratto ben si sposa al concept di quest’opera creando davvero un ottimo connubio. Per me è stato un autentico piacere ammirare i bozzetti e scoprire quanto immenso lavoro ci sia stato dietro le quinte per dare un volto e un’immagine ai personaggi e alle scene principali di questo libro.

Gabriele Simionato si conferma dunque un autore eclettico e molto abile, capace di affrontare generi e tematiche diverse in maniera sopraffina. È un peccato che alcuni difetti non abbiano potuto portare quest’opera all’eccellenza, ma confido che lui possa tornare presto a stupirci con qualcosa di nuovo.

In fondo, lui è Gabriele Simionato. Lui torna sempre (semi cit.).

Roberto Bucciarelli
Roberto Bucciarelli alias Powerbob nasce nel 1993 a Tivoli, vicino Roma. Ragazzo creativo e fuori dalle righe, nella sua vita sono importanti tre cose: sua moglie Silvia, il Luton Town (squadra di calcio inglese) e i librigame, di cui è appassionato fin da piccolo... e di cui aspira a esserne autore. Il suo motto è: "la vita è una storia a bivi!"