Knuckledust: Fight Club – Recensione – Walter Mair

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Walter Mair dirige Knuckledust: Fight Club, film d’azione frenetico che punta troppo in alto e cade bruscamente. Scopriamo insieme perché!

Knuckledust: Fight Club – Recensione – Nuove regole nel Fight Club

Knuckledust: Fight Club di Walter Mair parte forte e ci presenta questo fight club, ovviamente clandestino, nei bassifondi londinesi. Il nostro protagonista è il campione in carica Hard Eight (Moe Dunford) a cui viene ordinato, dalla stupenda Serena (Camille Rowe), di perdere il prossimo incontro in modo da permettere agli allibratori una discreta vincita monetaria. Inutile dirvi che Hard Eight verrà meno a questo patto e da qui la trama si dipanerà tramite vari flash back e colpi di scena.

La regia di Knuckledust: Fight Club punta palesemente alla frenesia dell’azione grazie a combattimenti spettacolari e ben coreografati. Il tono del film vuole essere scanzonato e leggero puntando ad un umorismo molto pulp e pieno di gag colme di black humour.  Il risultato purtroppo risulta spesso forzato e poco divertente, strappando qualche risata certo, ma al contempo lasciando un pizzico indifferenti. Lo stile richiama molto registi come Brian Taylor visto il tentativo di rendere divertente la violenza e le battute ad essa associate. Trovate la nostra recensione su Mom And Dad di Brian Taylor cliccando qui.

Tanti personaggi, ma poche storie

La sceneggiatura vuole raccontare una storia di vendetta e redenzione senza eccessivi stravolgimenti della formula. Qualche flash back e qualche colpo di scena aiutano a non annoiarsi, purtroppo però il risultato è un film sicuramente adrenalinico, ma anche piatto. La grande quantità di personaggi presentati fin dall’inizio fanno ben sperare ed alcuni siparietti comici tra loro funzionano, il problema è la mancanza di approfondimenti individuali, forse proprio a causa del gran numero di elementi. Nonostante questo Knuckledust: Fight Club vi terrà davanti lo schermo senza annoiare mai.

La regia già citata funziona per quanto concerne le scene d’azione, senza osare mai. La fotografia ci regala interessanti giochi di luce e vedute notturne dei bassifondi cittadini ben riuscite. Composizione e colori comunicano bene. Degna di nota la colonna sonora con tracce ben amalgamate al contesto visivo e che sapranno caricare bene le scene d’azione.

Cast senza spunti di riflessione, ognuno funziona bene nel suo ruolo stereotipandolo il giusto da far risaltare l’anima pulp del lungometraggio.

Combattimenti a casa

La versione da noi visionata ci è arrivata dalla Koch Media, dalla quale potete acquistare il film a questo link. L’edizione bluray offre un’ottima qualità dell’immagine e del sonoro, sottotitoli solo in italiano e audio sia in inglese che nella nostra lingua. Peccato per l’assenza di qualche making of del film, ma nulla di grave.

Dettagli prodotto

  • Aspect Ratio ‏ : ‎ 1.85:1
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano, Inglese
  • Dimensioni del collo ‏ : ‎ 17.2 x 13.6 x 0.05 cm; 60 grammi
  • Formato supporto ‏ : ‎ Blu-ray
  • Tempo di esecuzione ‏ : ‎ 1 ora e 45 minuti
  • Data d’uscita ‏ : ‎ 15 luglio 2021
  • Attori ‏ : ‎ Phil Davis, Olivier Richters, Kate Dickie
  • Doppiaggio: ‏ : ‎ Italiano
  • Sottotitoli: ‏ : ‎ Italiano
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano (DTS-HD Master Audio 5.1), Inglese (DTS-HD Master Audio 5.1)
  • Studio ‏ : ‎ Koch Media
Stefano Ciociola
Artista di Schrödinger. Fotografo e Videomaker freelance, ossia disoccupato perenne tra un progetto e l'altro. Tra cinema, videogiochi e cartoni animati, cerca la gnosi spirituale per poter sopportare chi segue il mainstream più del proprio cuore. Fincher, Lynch, Noè e Lanthimos i suoi punti di riferimento, che lo guidano in un turbinio di cinico romanticismo. In 60 secondi consiglia film, riuscendo a infilare qualche tecnicismo e qualche insulto. La sua filosofia si traduce in "Non sono misantropo, è che mi disegnano così."