Recensione – Herbaceous: in alto i pollici…. verdi! – Little Rocket Games

Il pollice verde non è cosa da tutti e normalmente chi non lo ha verde, lo ha grigio scuro, se non nero. Ebbene, Herbaceous permetterà anche a quelli che non riescono a far sopravvivere una pianta più di mezza giornata di poter creare il proprio giardinetto di spezie, invasare le piantine dei giusti vasetti e credersi anche per soli 20 minuti, un provetto giardiniere. Allora, pronti a maneggiare mazzi di aneto e dragoncello?

Il 2021 magico della Little Rocket Games continua senza sosta e questa volta sono lieto di parlarvi di Herbaceous, un piccolo grande gioco di carte per 1-4 giocatori della durata di circa 15-20 minuti a partita. Il gioco è stato ideato dalla ormai consolidata coppia Eduardo Baraf e Steve Finn, mentre nella parte grafica ritroviamo due artisti di primo livello come Benjamin Shulman e soprattutto Beth Sobel.

Panoramica di gioco

Le meccaniche di Herbaceous sono davvero molto classiche, infatti trattasi di un semplicissimo gioco di set collection di carte, dove possiamo trovare anche una parte di push-your-luck nella fase di pesca delle carte. Scelte ponderate che donano solidità al titolo ed accessibilità per qualsiasi tipo di giocatore, anche molto giovane (dai 7 anni senza nessuna difficoltà).

Herbaceous – Recensione – Vi spiego il regolamento…

Andiamo subito a vedere come si gioca ad Herbaceous grazie al mio video tutorial, proprio qui sotto, dove vi spiego il regolamento nel dettaglio. Vi ricordo brevemente che potete trovare questo e tantissimi altri video sui giochi da tavolo all’interno del mio canale Youtube “La Ludoteca di AleBoardGamer”. E se vi piacciono i miei lavori, potete iscrivervi al canale e cliccare sulla campanellina per non perdere le prossime (tante) novità!

Herbaceous – Recensione – Le mie impressioni…

Herbaceous è stato il gioco più gettonato nelle mie due settimane di vacanza al mare, insieme ad Orchard. Perchè? Perchè avevo la necessità di “disintossicarmi” da titoli pesanti per qualche giorno e divertirmi con qualcosa di più accessibile e sfizioso. Ed Herbaceous è entrato subito a far parte di questa mia necessità: scatola piccola, materiale ultra essenziale (un mazzo di carte e cinque segnalini), regolamento semplice ed una profondità di gioco difficile da immaginare a cospetto di quanto appena elencato.

Certo, non stiamo parlando di un peso massimo, ma comunque di un fillerino leggero che propone un buon livello di sfida, ma soprattutto genera molta competizione al tavolo. Ogni pescata è particolarmente sentita, ma la seconda lo è ancor di più nel caso in cui la prima carta sia finita nel giardino comune. Questa parte del gioco decisamente in stile push-your-luck mi piace molto, in quanto rende il gioco imprevedibile e lasciando sempre i giocatori sulle spine.

Ma non è solo la pesca a rendere Herbaceous un titolo sempre pimpante, infatti in fin dei conti ci troviamo davanti ad una sorta di corsa a chi riesce ad invasare per primo tutti e quattro i vasi disponibili. E si sa, la fretta è cattiva consigliera, ma in realtà anche la calma in Herbaceous non è proprio un’amica fidata. Sarete sempre assaliti un terribile dubbio, il quale invaderà i vostri neuroni ad ogni turno: invaso subito rinunciando a qualche punto oppure rischio ed aspetto situazioni più fruttuose?

Non sembra, ma vincere una partita ad Herbaceous non è una cosa banale. Il suo essere minuto non lo rende esente da strategie applicabili ed, essendo perlopiù un gioco da 20 minuti a partita, il tempo per assemblarne una non è neanche poi così tanto. Troveremo il giocatore che cercherà di riempire i recipienti il prima possibile per mettere pressione agli avversari ed accumulare punti con le carte nel proprio giardino. Oppure ci sarà il giocatore che invasa solo con grosse quantità di punti in ballo. Oppure ancora l’eterno indeciso che non sa mai dove piazzare la prima carta pescata. O infine il giocatore diabolico che cercherà in tutti i modi di togliere le carte che servono agli altri. Quest’ultimo però troverà molte difficoltà a riuscire nelle sue intenzioni, in quanto la possibilità di utilizzare anche il giardino comune mitiga molto quel genere di comportamento.

Come già anticipato, Herbaceous è un titolo felicemente minimalista, ma che offre dei disegni sulle carte veramente belli, la mano di Beth Sobel si fa sentire anche in qui in modo importante. Perfetta invece la scalabilità, da 2 a 4 giocatori non si sente alcuna differenza, sintomo che tutto è stato bilanciato alla perfezione.

In conclusione, come avrete potuto intuire, Herbaceous è un gioco che mi sento di promuovere a pieni voti. Riesce perfettamente ad essere quello che vuole essere ovvero un titolo leggero, semplice, interessante e giocabile da tutti, un perfetto family game insomma.E state tranquilli, non c’è bisogno del pollice verde per vincere ad Herbaceous, basta saper rischiare ed osare nel momento giusto. Con il vantaggio che, vinto o perso, dopo diverrete dei grandi esperti di spezie.

Un grosso grazie a TE per avermi dedicato qualche minuto del tuo tempo ed aver letto questo articolo! Ti ricordo che puoi seguirmi anche su Instagram (AleboardGamer) e su Youtube (La Ludoteca di Aleboardgamer). Ci si vede alla prossima recensione!

Alessandro “AleBoardGamer” Pugliese

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.