Speciale Escape Welt – Quando l’Escape Room è a portata di mano.

L’Escape Room dal vivo è stata senza dubbio uno delle esperienze di gioco più falcidiate da questa maledetta pandemia. Da amante di questo genere ludico, ho cercato in rete qualcosa di originale che ricreasse in qualche modo l’esperienza di una Escape Room e, così facendo, ho scoperto Escape Welt

Escape Welt è un’azienda tedesca, molto rinomata nel suo paese per le sue Escape Room live e tutti gli eventi ad esse collegate. Ma come appena accennato, il Covid ha purtroppo dato una enorme batosta al settore, bloccandolo praticamente in toto: niente contatti, niente luoghi chiusi e di conseguenza niente Escape Room.  Ma in qualche modo bisogna pur mandare avanti la baracca e proprio con queste motivazioni, lo staff di Escape Welt ha tirato fuori il classico coniglio dal cilindro.

Vi sto parlando di quelle due scatoline in legno che potete vedere nella mia foto in copertina, due piccoli capolavori artistici in legno tagliato con il laser che hanno lo scopo di ricreare l’atmosfera di un Escape Room nel solo palmo delle nostre mani. Grazie alla gentilezza dello staff di Escape Welt, ho avuto il piacere di poterle giocare entrambe ed ora vi racconterò la mia esperienza con annesse impressioni personali (senza nessun genere di spoiler, ci mancherebbe)

THE SPACE BOX

THE QUEST PYRAMID

LA MIA ESPERIENZA DI GIOCO E LE MIE IMPRESSIONI

Ammettiamolo, non rimanere affascinato da queste due “scatoline” è praticamente impossibile. L’idea è davvero geniale e la realizzazione materiale lo è altrettanto, bisogna avere una bella testa per poter creare tutti quei meccanismi interni. Insomma, dal punto di vista del materiali siamo quindi a livelli di “lusso” vero e proprio. Ma veniamo ora all’esperienza di gioco, la quale si è rivelata decisamente coinvolgente ed originale, ma con alcuni difetti più o meno importanti.

La prima scatola che ho affrontato è stata la Space Box. Fotografando il QR sul librettino interno andiamo a leggere l’ipotetica trama che sta dietro al gioco: dobbiamo salvare un’astronauta perso nello spazio, appunto. Vi dico subito che dopo cinque secondi vi dimenticherete subito della “trama”, in quanto decisamente inutile ai fine del gioco stesso. Partiamo a giocare senza nessun indizio, bisogna scoprire da soli da dove cominciare: stimolante, ma con il rischio di diventare snervante alla lunga. Sta di fatto che io e mia moglie riusciamo a trovare il punto alpha e partire a risolvere un enigma dietro l’altro.

Poi ad un certo punto ci blocchiamo, dopo circa 20 minuti in cui crediamo di aver capito (ma non funziona), consultiamo la soluzione: prima leggiamo l’indizio e poi, disperati, guardiamo come proseguire. Se in alcuni casi potreste rimanere bloccati per i meccanismi non precisi al millimetro, in altri esclamerete senza alcun dubbio: “non ci sarei mai arrivato!”.

Causa vacanza, ho dovuto poi aspettare un po’ di tempo per giocare alla Quest Pyramid, ma appena arrivato mi ci sono subito messo con mia moglie ed un mio amico. Qui, l’esperienza è stata un po’ più traumatica per due motivi: il primo è che in tre è abbastanza scomodo, in quanto bisogna sempre passarselo di mano e non è il massimo a lungo andare, il secondo è che (a parer mio) l’esperienza di gioco è stata incredibilmente complicata per la difficoltà degli enigmi. O meglio, non tanto per la loro risoluzione, ma perchè si è troppo lasciati a se stessi e senza neanche una minima indicazione, poi si rischia davvero di non riuscire a far nulla senza consultare la pagine delle soluzioni.

In conclusione, cosa posso dirvi di queste due Escape Room portatili? In primis vi confesso che mi è piaciuta molto di più la Space Box, secondo me superiore in tutto alla Piramide: più accessibile, meno dispersiva e più soddisfacente al termine del gioco. Come avrete capito, la Quest Pyramid la ritengo più complicata, ma soprattutto troppo dispersiva e meno precisa dal punto di vista degli ingranaggi.

Però, devo dirvi che ho trovato l’idea assolutamente originale e molto ben realizzata dal punto di vista tecnico, per essere i primi esemplari. Anche se parliamo di centesimi di millimetri, purtroppo un errore di costruzione anche se praticamente invisibile può inficiare l’esperienza, portando a credere di aver pensato ad una soluzione errata, quando invece non lo è. C’è ampio margine di miglioramento e sono sicuro che i ragazzi di Escape Welt alzeranno l’asticella della qualità.

Dal punto di vista del coinvolgimento direi che ci siamo, la curiosità prende il sopravvento e non si pensa ad altro che cercare di andare avanti nel gioco. Certo, la mancanza di una tematica che tenga insieme tutto ed un filo logico che introduca all’enigma successivo si fa sentire in alcuni momenti; in non pochi momenti, mi sono sentito abbastanza spaesato. Personalmente, avrei preferito dover affrontare enigmi più complicati, evitando però punti morti all’interno del gioco: in sostanza, un po’ come Pino la Lavatrice “Dimmi quello che devo fare… e io lo faccio!”.

Nonostante alcuni difetti purtroppo evidenti, mi sento di consigliarvi questa esperienza fuori dal comune, la quale riuscirà a portarvi sicuramente buone sensazioni durante il suo svolgimento. Ah, una volta che l’avete conclusa potete richiuderla ed utilizzarla come regalo: io l’ho regalata a mio cugino per il suo matrimonio… al posto della solita “busta”, ho deciso di farli sudare un po’ per guadagnarsi i soldi!

 

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.