Scarlet Nexus – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S

Scarlet Nexus è uno di quei titoli totalmente incapaci di passare inosservati: fin dal suo primissimo annuncio, quando il pubblico ebbe modo di notare i particolari nemici e la frenesia del gameplay, l’action RPG di Bandai Namco attirò l’interesse degli appassionati del mondo giapponese e, dobbiamo dirlo, anche di molti scettici sul tipo di gioco proposto. Dopo numerose ore in-game e un po’ di tempo impiegato a riflettere su cosa dirvi in questa recensione, siamo finalmente pronti a parlarvi del titolo rilasciato lo scorso 25 Giugno.

Scarlet Nexus – Recensione – L’evoluzione dell’umanità.

Il primo impatto con la narrazione di Scarlet Nexus ci catapulta in un immaginario largamente ispirato al Giappone degli anni ’90, dove le insegne luminose e i megaschermi la facevano da padroni. In un mondo dove la razza umana si è ormai evoluta e dove tutto sembra apparentemente eccezionale, tuttavia, una terribile minaccia incombe sulla popolazione: gli Estranei sono creature pericolose e dalle fattezze destabilizzanti, pronti a divorare il cervello di chiunque si trovi a tiro. L’ultima difesa contro un nemico tanto potente è il reparto FSE, ovvero le Forze di Soppressione Estranei, una divisione speciale composta da soggetti super-dotati, tra i quali ritroviamo i nostri due protagonisti.

La campagna può, infatti, essere affrontata sia nei panni di Yuito Sumeragi che in quelli di Kasane Randall: la scelta del personaggio influenza gli eventi che si susseguiranno nei 12 capitoli dai quali il gioco è composto, oltre a determinare i combattenti che utilizzeremo.

Yuito è una recluta della FSE dai nobili natali, arruolatosi come volontario in seguito ad un tragico evento che lo ha segnato profondamente; Kasane è invece una guerriera d’elite, dalle origini incerte e dal temperamento a dir poco ermetico.  L’unico elemento che li accomuna è il potere che utilizzeranno in battaglia, ovvero la psicocinesi, abilità che consente di sollevare qualsiasi oggetto e scagliarlo contro gli avversari.

Il gioco, per esprimere tutto il suo potenziale narrativo, andrebbe completato nei panni di entrambi i personaggi, soprattutto se si considera la ramificazione della sottotrama della produzione, fatta di verità celate, piani segreti e tutto ciò che i giapponesi amano proporci. Una trama che, probabilmente, pecca anche un po’ di diluizione eccessiva in certi frangenti, rischiando di annoiare il giocatore dal punto di vista puramente narrativo, anche perché colpevole di essere portatrice di qualche cliché-giappo di troppo.

Nota positiva è invece lo stile narrativo vero e proprio, ibridato tra scene in stile anime e sequenze di gioco che ritmano bene il tutto. Peccato invece per la superficialità nell’affrontare la storia di alcuni comprimari, resi davvero troppo “accessori” rispetto al loro potenziale.

In sostanza, Scarlet Nexus offre una trama consistente e dinamica, anche se afflitta da qualche problemino sparso.

Scarlet Nexus – Recensione – Non fiori, ma opere di bene.

Prima di parlare del gameplay vero e proprio del gioco, bisogna necessariamente e doverosamente soffermarsi sui nemici della produzione, tra i più strani che abbia mai visto.

Il design degli Estranei si sviluppa su un mix di elementi tra oggetti sparsi, strutture metalliche, braccia e gambe, giocattoli e quant’altro, tutto dentro un corpo solo! Alcuni nemici saranno talmente grandi, strani e resistenti da lasciarvi a bocca aperta e particolarmente scossi sul come affrontarli. Il gioco offre inoltre diverse tipologie di avversarsi, tutti non solo differenti dal punto di vista estetico, ma anche in materia di manovre d’attacco e risorse.

Per affrontare gli Estranei, Scarlet Nexus ci propone un sistema di gioco da action RPG dinamico e veloce, sebbene un po’ vetusto in termini di interazioni ambientali.

Nelle fasi iniziali vi sembrerà di ripetere gli stessi attacchi e le stesse dinamiche, ma con il passare dei capitoli la produzione fa uso di ulteriori spunti e dei legami instaurati con i compagni di squadra per dare vita ad un gameplay più profondo e diversificato, capace certamente di divertire.

I poteri psionici, con relativi potenziamenti, riescono davvero a cambiare le carte in tavola e ad introdurre uno spessore che altrimenti sarebbe minacciato da un lock-on mal gestito e da combo abbastanza semplici da eseguire. Se consideriamo, infatti, che è possibile scagliare qualsiasi oggetto contro i nemici e attivare scene altamente spettacolari, di conseguenza, il modo in cui abbatteremo le orde di nemici sarà sempre frenetico e originale.

Non dimentichiamo, inoltre, che i nostri compagni di squadra presentano dei poteri che possono essere attivati tramite tattiche specifiche e che potremo, a nostra volta, prendere in prestito per qualche secondo. Come nel classico gioco dell’“unisci i puntini”, sommando tutti i questi elementi si rischia davvero di avere a che fare con combattimenti spettacolari e tatticamente inediti, volta dopo volta, capitolo dopo capitolo.

Se poi pensate che Bandai Namco ha deciso di regalarci anche la modalità Brain Drive, dove un dettiamo legge in modo assoluto per qualche secondo all’interno di una dimensione virtuale, il delirio di onnipotenza è assicurato!

Una frenesia che dà alla testa, questo è certo, anche se non priva di sbavature.

Scarlet Nexus – Recensione – Qui mi sembra di esserci già stato…

Un tasto decisamente dolente in Scarlet Nexus è la scelta di riciclare gli scenari per aumentare le missioni totali e dilatare la durata della campagna, già potenzialmente longeva se si considera che bisogna rigiocare la produzione due volte prima di poter dire di averla vissuta appieno.

Considerando che alcuni combattimenti vi richiederanno davvero molta pazienza e l’aiuto di qualche Santo in paradiso per essere superati, per terminare il gioco ci vorranno dalle 18 alle 30 ore per ogni campagna, a seconda della vostra dedizione nel portare a termine ogni missione o meno. La seconda avventura può essere affrontata in modalità New Game Plus per riprendere con potenziamenti e abilità già sbloccati ed il giocatore è già di per sé spronato a rigiocare il titolo per via degli elementi narrativi visibilmente mancanti alla prima run.

Totalmente incomprensibile è, dunque, per noi la scelta di diluire il tutto con le ambientazioni reiterate: tornare spesso e volentieri negli stessi luoghi per combattere le nuove orde di nemici è seccante, tedioso e inutile. Sebbene alcuni colpi d’occhio siano davvero gradevoli, infatti, anche la piattezza degli scenari stessi non rende più dolce questa pillola da ingoiare. Non mi soffermo poi sui muri invisibili presenti in-game, perché dovrei dedicarci un paragrafo intero, metà del quale solo di parole colme di frustrazione.

Maggiore attenzione conferita a questi particolari aspetti e, forse, il coraggio di ridurre la longevità del gioco, avrebbero sicuramente giovato a Scarlet Nexus. Peccato che, nel mondo videoludico di oggi, si confonda spesso la longevità con la qualità.

Scarlet Nexus – Recensione – Un cel shading delizioso!

Le ambientazioni del gioco, al di là della reiterazione degli scenari citata in precedenza, convincono e piacciono molto. Il cel shading utilizzato per la realizzazione grafica è davvero delizioso e la produzione sembra uscita in tutto e per tutto da un film d’animazione giapponese o da un anime di ottima qualità. Ottima anche la gestione delle luci e dei riflessi, che creano profondità e rendono bene l’impatto tridimensionale generale.

Peccato per l’interazione ambientale limitata e limitante, che rende la maggior parte delle mappe dei meri “sfondi del personaggio”. Eccellenti invece le animazioni dei personaggi e il loro design, nonché la splendida direzione delle sequenze di intermezzo e la regia delle scene principali.

La nostra prova del gioco si è svolta su Xbox One S, dove non abbiamo rilevato criticità tecniche al di là di qualche piccolo rallentamento saltuario. Su next-gen, invece, il titolo scorre fluido e senza incertezze, con un 4K a 60fps che delizia gli occhi e commuove la nostra anima più estetica.

Il doppiaggio è ben interpretato e siamo felicissimi di dire che la localizzazione italiana dei sottotitoli è ben fatta. La colonna sonora, infine, risulta varia e adatta alla produzione, capace di sottolineare bene le fasi più psichedeliche.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!