Recensione – Meadow, un set collection in mezzo alla Natura – Asmodee Italia

A distanza di ben cinque anni dalla realizzazione di uno dei family-game più amati, La Casa dei Sogni, Klemens Kalicki ritorna sotto le luci della ribalta con Meadow, un titolo decisamente più maturo e profondo del suo predecessore. E lo fa insieme all’esordiente Karolina Kijak, un’illustratrice al suo primo lavoro e che, vedendo il risultato finale, siamo sicuro vivrà una carriera rosea. Insomma, un’accoppiata inedita che è riuscita a tirare fuori dal cilindro uno dei migliori titoli di questa prima metà del 2021. Curiosi? Allora continuate a leggere per scoprire di più su Meadow!

Meadow è un gioco da tavolo strategico per 1-4 giocatori dalla durata di circa 60-90 minuti per partita (realisticamente, un pelino meno) e consigliato a giocatori con un età minima di 10 anni (dato assolutamente corretto). Asmodee Italia ha portato in Italia un family-game di notevole fattura, le cui due meccaniche di gioco principali sono due: la selezione delle azioni ed il set collection.

Esempio di gioco

Il tutto condito da materiali decisamente buoni, ma con un lato grafico a dir poco eccezionale. Le quasi 200 carte uniche sono state realizzate in modo ineccepibile, combinando alla perfezione arte e cultura: l’arte del disegno la si vede ad occhio nudo, mentre per la conoscenza dobbiamo rivolgerci al prezioso indice presente nella scatola. Infatti, consultandolo, potremo scoprire cosa rappresenta ogni singola carta attraverso varie spiegazioni e curiosità. Qual miglior modo di imparare, se non giocando?

Meadow – Recensione – Come si gioca…

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Meadow – Recensione – Le mie impressioni…

Come avrete potuto intuire dalle prime righe di questo articolo, io sono rimasto letteralmente entusiasta di Meadow. In un panorama ludico sempre più ricco (fin troppo) di nuovi titoli, Meadow non ha il merito di aver introdotto nulla che non sia già stato visto, bensì è riuscito a collimare alla perfezione stile di gioco, ambientazione e design trovando la perfetta miscela per appassionare, divertire e rilassare. Da quando mi è arrivato, non passano tre giorni tra una partita e l’altra a Meadow, ormai è diventato quasi una sorta di rito che riesce a farmi estraniare dal mondo esterno, allontanando il mio corpo e la mia mente da qualsiasi forma di stress.

Meadow riesce ad essere semplice e profondo in maniera del tutto disarmante, grazie a due meccaniche di gioco tanto classiche quanto mai deludenti. La selezione delle azioni riprende in tutto e per tutto lo stile di Quadropolis (uno dei miei giochi preferiti in assoluto), ma non si tratta solo di una mera scopiazzata, infatti l’autore ha ben pensato di implementare questo sistema. Se in Quadropolis selezioniamo tessere solo grazie al numero stampato sul segnalino, quindi sono state aggiunte delle azioni speciali che riescono ad aumentare il grado di strategia a dismisura.

Infatti, pur potendo “solo” utilizzare un segnalino ad ogni nostro turno, in realtà il ventaglio di scelta è molto ampio per molti motivi:

  • le carte tra cui poter scegliere sono ben sedici, ma sempre in continuo cambiamento
  • abbiamo il numero necessario per poter prendere quella che ci interessa?
  • in alternativa, possiamo sfruttare le azioni speciali al falò
  • ma abbiamo ancora il segnalino con quell’azione? e sono rimasti posti liberi?
  • prendere carte dal tabellone mi permette di giocarne una, le azioni del falò (tranne una) invece me lo impediscono
  • quindi, meglio prendere e giocare carte oppure rischiare un’azione solo potenzialmente più vantaggiosa?
  • meglio continuare ad ingrandire il prato oppure mi dedico a strade e panorami?

Ecco, questi sono solo alcuni dei dubbi che vi pervaderanno quando toccherà a voi. E non ho menzionato i bonus del falò, quindi oltre a fare punti con le carte, cercherete a tutti i costi di giocare i simboli che vi serviranno per prendere posto attorno al falò ed aumentare il vostro totale di punti. Insomma, non voglio ripetermi, ma penso che il punto forte di Meadow sia proprio questa semplicità di regolamento che però via via vi accompagna all’interno di un contesto appassionante, impegnativo e soddisfacente. Ma non per questo adatto solo ai giocatori più navigati!

E poi abbiamo la meccanica del set-collection, quella derivata dal precedente gioco di Kalicki ovvero la Casa dei Sogni. Ed è questo il pilastro su cui si poggia tutta l’opera, riuscire a giocare il maggior numero di carte per collezionare più punti degli avversari. Il modo in cui bisogna giocare le carte è molto intrigante, poichè bisogna sempre inserire carte prato che ti consentano di giocarne altre, rispettando i requisiti richiesti. Un aspetto che potrete migliorare sicuramente partita dopo partita.

Con un minimo di allenamento, Meadow può essere tranquillamente padroneggiato anche da giocatori non esperti, i quali sono sicuro apprezzeranno il titolo anche per il bellissimo colpo d’occhio, ovvero l’altro grande pregio di Meadow. La qualità dei materiali è di qualità superiore, ma quello che più colpisce sono la quantità e la qualità estetica delle carte: quasi duecento, tutto diverse tra di loro ma soprattutto disegnate in maniera eccelsa. Ogni carta è un praticamente minuscolo quadro. E perchè non parlare dei bellissimi porta-carte da costruire e mettere sul tabellone? Tanta roba!

L’ho già detto nella intro, ma voglio ancora sottolineare con sommo piacere la presenza di un indice che spiega tutte le carte presenti in gioco: il nome dell’animale, la specie della pianta, l’utilità dell’oggetto o curiosità su un determinato luogo. Uno non ci pensa, ma dietro a tutto questo ci saranno senza dubbio ore ed ore di duro lavoro, un grande applauso ai creatori! Piccolo accenno alla scalabilità: giocato in due giocatori è a mio parere perfetto, ma penso che le partite a tre e quattro non si discostino molto, se non per una durata un po’ più lunga. Presente una modalità in solitario, ma purtroppo non so darvi notizie a riguardo.

Meadow – Recensione – Considerazioni finali…

Che dire in conclusione? Meadow è stato veramente una grande sorpresa, quel titolo che non t’aspetti e che in un attimo ti travolge senza lasciarti più andare. Inoltre ha il pregio di insegnare tantissime cose sulla natura in genere, quindi consiglio di farlo giocare ai vostri figli e nipoti, perchè sarà sicuramente utile alla loro crescita intellettuale e culturale! Personalmente, non riesco a trovare dei difetti a questo titolo, nel caso ne troviate qualcuno, scrivetelo nei commenti! Ah dimenticavo, consigliato a chiunque senza distinzioni; rischia di diventare un classico nei prossimi anni. Del resto a casa mia, lo è già diventato.

Un grosso grazie a TE per avermi dedicato qualche minuto del tuo tempo ed aver letto questo articolo! Ti ricordo che puoi seguirmi anche su Instagram (AleboardGamer) e su Youtube (La Ludoteca di Aleboardgamer). Ci si vede alla prossima recensione!
Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.