The horror gamebook – Recensione – Librogame di Valentino Sergi (Officina Meningi)

“Quelli che sognano ad occhi aperti sono a conoscenza di molte cose che sfuggono a chi sogna addormentato.” (cit. Freddy Krueger Edgar Allan Poe)

Dopo aver affrontato indicibili orrori nella foresta di Child Wood ed essere sfuggito da un esercito di non morti in “The zombies” oggi finalmente mi aspetta una recensione allegra e divertente, ispirata alle opere di uno dei più gioiosi autori di fiabe per bambini: Edgar Allan Poe!

Come dite? Edgar Allan Poe non scrive fiabe per bambini?? Ma come, non è forse lo stesso Edgar Allan Poe presente in uno degli episodi del cartone “La squadra del tempo”? Voi mi ferite al cuore!

Come dite, non conoscete “La squadra del tempo”?? Altra ferita al cuore!!

E quindi niente, mi ritrovo a che fare con un’opera di stampo puramente horror, realizzata da Valentino Sergi edita da Officina Meningi Nel suo curriculum ha già affrontato simili tematiche nei suoi librigame precedenti, dedicati a un altro autore rappresentativo di questo genere: H.P. Lovecraft!

Insomma, non si può negare il fatto che il buon Valentino ami generare incubi nei suoi fedeli lettori. A loro però la cosa non sembra affatto dispiacere. Anzi, pare che facciano di tutto per sostenere il progetto. Altrimenti, non mi spiegherei gli eccellenti traguardi raggiunti durante la campagna kickstarter nella quale sono stati infranti diversi record tra cui “il librogame che ha fatto venire la scimmia più di qualunque altro”. È stato grazie a questo specifico record che “The Horror Gamebook” è entrato nel guinness dei… primati!

A parte gli scherzi, i record sono stati raggiunti sul serio: in sole 5 ore, c’erano già abbastanza fondi per finanziare la pubblicazione del libro! Figuriamoci, io impiego 5 ore solo per alzarmi dal letto la mattina…

The Horror Gamebook – Recensione – Il Regolamento

Si parte da una classica storia a bivi senza lancio di dadi, dove dovremo superare e enigmi e raccogliere indizi sotto forma di parole chiave. La grande novità sta nel fatto che SAI di non essere tu il protagonista del libro, bensì che stai interpretando un personaggio neutro a cui il testo si rivolgerà col nome di “Avatar”.

No, non quello.

Ora va meglio.

Quest’avatar potrà traumatizzarsi, sviluppare istinti suicidi, fidarsi di noi… insomma, noi sappiamo che esiste e lui sa che esistiamo noi, perciò dovremo prendercene cura come fosse un Tamagotchi.

Anzi, magari NON come un Tamagotchi, sennò già nel primo paragrafo va a finire che il testo ci dirà che è morto di fame e dovremo per forza comprare una nuova copia del libro per riportarlo in vita.

The Horror Gamebook – Recensione – La mia avventura…

Non appena apro il libro, mi imbatto subito in un comando piuttosto esplicito: “NON LEGGERE”.

Io: “Ok…”

Su, su, scherzavo. Un librogame non può mica finire così presto, no?

Allora, vediamo un po’… Mi trovo sdraiato su un sudicio pavimento e sento dei topi che gironzolano attorno a me. Potrei aprire gli occhi, ma credo che mi attenda uno spettacolo alquanto inquietante, perciò decido di tenerli chiusi ancora qualche istante. Giusto il tempo di riprendere le energie e…

Azz, sono morto rosicchiato vivo dai topi. Ok, ok, non agitiamoci: il mio avatar si è appena rigenerato nel punto di partenza. Sono stato sciocco a tenere gli occhi chiusi, me lo sono meritato. Ora li riapro, mi guardo attorno e…

Dannazione, sono precipitato in un pozzo! Poco male: il testo mi avvisa che il mio cadavere resta in fondo, quindi se morissi diverse volte (cosa che a questo punto ritengo alquanto probabile) potrei mettere i miei corpi in pila l’uno sopra all’altro così da permettermi di oltrepassarlo indenne. Questo mi ricorda qualcosa…

Dopo innumerevoli tentativi, risolvo un difficile enigma grafico, trovo un tavolo nascosto, ottengo un osso spezzato e il mio avatar sviluppa istinti suicidi. Finalmente la trama sta andando avanti, sento di potercela fare!

Un sordo colpo di cannone sfonda la parete della mia stanza, permettendomi finalmente di respirare aria pulita. Tuttavia, vengo inseguito dalle guardie che intendono catturarmi. Mi sento talmente carico di energie che le affronto a viso aperto. Dopotutto, anche se morissi, a quanto pare posso rigenerarmi mantenendo il mio inventario e sfruttando i miei errori.

Nulla può fermarmi… A parte un messaggio del testo che non solo mi avvisa che sono morto, ma che ho perso tutto il mio inventario e gli stati emotivi del mio avatar sono stati resettati.

Ora l’avatar non possiede più istinti suicidi. Non si può dire lo stesso del sottoscritto. Inizio a pensare che per sopravvivere a questo librogame occorra seguire 3 semplici passi:

The Horror Gamebook – Recensione – Considerazioni finali

The horror gamebook non è un librogame come tutti gli altri. Valentino Sergi ha avuto coraggio nel tentare questo esperimento molto rischioso: per quanto mi riguarda, posso dire che l’esperimento è riuscito al 120%, ma non posso negare che molte persone potrebbero non condividere il mio stesso pensiero. Soprattutto se sono poco avvezze al mondo dei librigame, avendone letti pochi o addirittura nessuno. Non è un librogame con mezze misure: o lo si ama o lo si odia. A meno che non soffriate di doppia personalità… in quel caso potreste odiarlo e amarlo allo stesso tempo.

Con questa recensione, ci tengo però a convincere chiunque mi stia leggendo a dare una grande opportunità a questo libro e a non fermarsi alle prime pagine (che lo ammetto, non sono facili: io stesso stavo per arrendermi, senza che ci capissi nulla). Andando avanti, scoprirete che la storia offre davvero tutto ciò che un lettore di librigame potrebbe desiderare… compresa un’accurata esplorazione su mappa che per tutta l’estate verrà addirittura offerta in stampa a colori con ogni acquisto direttamente dal sito.

Per non parlare della possibilità di scaricare gratuitamente un estratto, così da valutarne al meglio l’acquisto. In questo modo, testerete con mano la rottura della quarta parete, atta a giustificare tutti i possibili loop in cui potrete imbattervi, così come le morti improvvise che vi faranno tornare indietro di qualche paragrafo. O addirittura all’inizio!

Scommetto che se darete fiducia a quest’opera non ve ne pentirete affatto. Io stesso, dopo essere giunto alla fine, grazie a questo libro ho sviluppato una capacità sovrumana che mi rende immune alla paura. Ora non temo più la morte, ma la accolgo come fosse una cara amica. Se dovesse scoppiare un incendio in casa, probabilmente reagirei così:

Roberto Bucciarelli
Roberto Bucciarelli alias Powerbob nasce nel 1993 a Tivoli, vicino Roma. Ragazzo creativo e fuori dalle righe, nella sua vita sono importanti tre cose: sua moglie Silvia, il Luton Town (squadra di calcio inglese) e i librigame, di cui è appassionato fin da piccolo... e di cui aspira a esserne autore. Il suo motto è: "la vita è una storia a bivi!"