Dogurai – Recensione – Qubyte Interactive – PS4

Dopo essermi emozionato durante la recensione di SturmFront, sono stato richiamato in causa dai nostalgici amici di Red Art Games, che amano le produzioni retrò, per recensire la versione PS4 di Dogurai, un gioco in stile Game Boy dedicato ad un cane samurai!

Pensare ad una produzione così difforme dalla piattaforma dove viene proposta è sempre strano, anche per un nostalgico. Devo ammettere che quando ho visto le immagini e il trailer di Dogurai, mi sono chiesto: ma perchè prendere un gioco che sembra creato su Game Boy e portarlo a piè pari su PS4?

Beh la risposta perfetta non esiste… resta solo rispondere “perchè no?”

Sicuramente il gioco non strizza l’occhio ai videogiocatori moderni e cerca adepti in chi ha attinto a piene mani alle emozioni che la portatile Nintendo per eccellenza ha saputo donare negli anni addietro! Il Game Boy è una piccola parte di me, e quindi sicuramente Dogurai ha trovato in me terreno fertile.

Il titolo spiega molto più di quanto faccia il gioco stesso… DOGurai è infatti un cane (Dog) samurai, ma non aspettatevi una storia da urlo. Qui si bada al sodo.

Il protagonista è quindi questo cane, Bones, che dovrà salvare il suo amico da un’organizzazione criminale guidata da potenti guerrieri robotici.

Otto i livelli da affrontare. Si gioca il primo (uguale per tutti) poi si può scegliere in che ordine affrontare i successivi 4 (la scelta non cambia nulla in termini di gameplay o altro) ed infine si passa agli ultimi 3.

Se dovessimo trovare un gioco retrò di riferimento, potremmo dire che Dogurai è figlio di una relazione sentimenale tra il bellissimo Teenage Mutant Ninja Turtles – Fall of the Foot Clan ed un qualsiasi capitolo di Mega Man, risultando però (ve lo diciamo subito) ad essi inferiore).

Il gioco non presenta alcun tutorial, saremo muniti della nostra fidata spada, molto potente, in grado di tagliare anche i proiettili dei nemici, ma con un raggio d’azione molto limitato. C’è la presenza del doppio salto e quella delle scivolate. 

Ottima la presenza della barra di energia, che non lo rende affatto un gioco basato sul trial and error a qualsiasi livello di difficoltà. Livelli di difficoltà che cambiano di parecchio l’esperienza di gioco… vi basti pensare che a livello facile ci sono addirittura le vite infinite e la possibilità di riprendere SEMPRE dall’ultimo checkpoint, mentre a livello difficile le cose si complicano, dovendo ricominciare da capo ad ogni morte e con solo 6 vite a disposizione.

Abbiamo notato anche una presenza di numerosi segreti da scovare tra i livelli, un po’ come in Donkey Kong Country, giusto per citare un gioco a caso (e che gioco), con muri segreti, percorsi secondari, easter eggs e via discorrendo. Tutte queste aggiunte servono fondamentalmente ad aumentare la longevità del gioco (che altrimenti sarebbe scarsina) e soprattutto la rigiocabilità! Anche perchè ci troviamo di fronte ad un platino facile e quindi è giusto riprovare più volte per completarlo del tutto e ritrovarsi un ulteriore trofeo in bacheca.

Dopo aver completato il gioco si sbloccherà il personaggio secondario, forse anche più simpatico da giocare rispetto a Bones.

Dal punto di vista della giocabilità abbiamo riscontrato una certa legnosità nei comandi, ma nulla di trascendentale… Presa la mano si riuscirà a fare tutto o quasi nel modo corretto.

Tecnicamente invece il gioco scopre il fianco a tutti i detrattori del retrogaming, mostrando una grafica semplicissima e mono cromatica, con un colore di base che cambia ad ogni livello (ma è possibile impostare di default il verde Game Boy che ci pare l’unica scelta sensata).

Game Boy in ogni dove dunque, anche nella colonna sonora, con musiche lo-fi senza infamia e senza lode, ma va detto che con il lo-fi si può finire facilmente con il creare motivetti che dopo pochi minuti diventano odiosi, mentre in questo caso non è così!

Il prezzo? 4,99€… Vale la pensa spenderli? Beh se siete dell’era ’80/’90 probabilmente potreste farci un pensierino, ma forse sarete più tentati di rigiocare con un qualche emulatore un vecchio classico per Game Boy originale. 

A voi la scelta.

Valerio Vega
Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo Commodore64”