Ghosts ‘n Goblins Resurrection – Recensione – PC, PS4, Xbox One

Ghosts ‘n Goblins Resurrection – Recensione a cura di Valerio Vega – Versione provata: Xbox Series X

Ghosts ‘n Goblins Resurrection è il ritorno del brand Capcom che ha scritto una pagina di storia videoludica in sala giochi e su parecchi sistemi casalinghi di console. Dopo l’arrivo in pompa magna su Nintendo Switch, il gioco è approdato anche sui sistemi della concorrenza. Ecco la nostra recensione…

Ghosts ‘n Goblins Resurrection – Recensione – Un inizio da colpo al cuore…

Correva l’anno 1992, e con la rudezza di un bambino di 10 anni mi accingevo ad inserire nel mio Super Nintendo la cartuccia di Super Ghouls ‘n Ghosts che mi avevano regalato per il compleanno! Quante imprecazioni, quanta frustrazione, il pad che aveva rischiato più e più volte la vita, ma alla fine… quante soddisfazioni! Fu questo il mio esordio nell’universo Capcom di Ghosts ‘n Goblins, partito dalla fine, dal terzo capitolo della saga, ma questo mi fece fare poi un bellissimo viaggio a ritroso per scoprire i precedenti due capitoli, ed ora? Eccomi qua, con il pad della mia Series X tra le mani e Ghosts ‘n Goblins Resurrection pronto per me!

Pochi giri di parole, l’inizio è da tuffo al cuore, perchè furbamente (ma soprattutto giustamente), Capcom ha deciso di non stravolgere la colonna sonora del titolo, andando a rieditare l’OST dei tempi che furono… scelta azzeccatissima!

Poi balza agli occhi la grafica, rispettosa dei predecessori, modificata a mio avviso nel giusto modo, senza stravolgimenti inutili, inserendo disegni fatti a mano ben realizzati ed animazioni un filo retrò per venire incontro alle atmosfere del passato.

Insomma, così su due piedi si ha subito l’impressione di essere di fronte ad un vero e proprio elogio al passato, ma non ad una mera copia carbone.

Sir Arthur, proprio lui… sicuramente uno dei personaggi videoludici del passato più iconici insieme ai grandi nomi di una volta, come Super Mario, Sonic o Donkey Kong. Sir Arthur è un pezzo di storia, ed è giusto che tutti quelli che non hanno mai conosciuto la saga provino a cimentarsi con questa nuova versione, per due motivi fondamentali: il primo è per una questione meramente culturale ed il secondo motivo risiede nelle scelte di Capcom che, anche in termini di gameplay, ha fatto di tutto per venire incontro anche a chi di trial and error proprio non ne vuole sapere.

Oddio il trial and error resterà il pilastro principale e l’elemento cardine del gioco ugualmente, ma di sicuro Capcom ha adottato degli accorgimenti molto importanti per svecchiare il titolo e renderlo più accessibile… ma facciamo un passo indietro e parliamo di questo Ghosts ‘n Goblins anche per chi proprio non sa di cosa stiamo parlando.

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Ghosts ‘n Goblins Resurrection – Nudo e crudo

Siamo di fronte ad uno sparatutto a scorrimento orizzontale, dove appunto impersoniamo Sir Arthur, un cavaliere senza macchia e senza paura che dovrà superare dei livelli pieni zeppi di mostri e pericoli, per ritrovare e salvare la sua amata principessa.

Il gioco ha meccaniche molto semplici che sono state riprese a piè pari, con il tasto per il salto e quello per l’attacco, l’impossibilità di lanciare le proprie armi in diagonale con la possibilità di lanciare quindi solo avanti, indietro, su e giu.

5 le zone tra cui ci muoveremo per arrivare a salvare la nostra amata, che però grazie a delle biforcazioni e degli escamotage creati da Capcom vanno a formare un gruppo di 7 livelli complessivi, che voi penserete non essere molti, ma che vi assicuro vi metteranno a durissima prova.

Il nostro eroe è provvisto di un’armatura, che si perde dopo un tot attacchi subiti (la velocità con cui si perde l’armatura dipende dal livello di difficoltà impostato), ed inizialmente di una lancia da cavaliere, ma lungo il cammino potremo sbloccare altre armi.

Interessante anche l’aggiunta di un albero dei poteri, che permetterà di conferire al nostro eroe dei poteri magici, seppur non fondamentali (e difficili da usare nelle fasi concitate), restano comunque delle implementazioni degne di nota in termini di gameplay, volte come detto a svecchiare leggermente il titolo ed offrire più “paracaduti” possibili ai neofiti che altrimenti si ritroverebbero a sgranare rosari come se non ci fosse un domani in men che non si dica!

Fondamentale in tal senso l’implementazione di più livelli di difficoltà, con addirittura una modalità Paggio, ideale per chi odia questo genere di giochi, in quanto sarà impossibile morire (ma purtroppo anche sbloccare delle aree segrete che potranno essere sbloccate solo al livello di difficoltà successivo).

Arriva anche una modalità coop locale per due giocatori, con il primo a fare da protagonista e il secondo a fare da scudiero spirituale, con la possibilità di scegliere tra tre diverse forme con propri poteri speciali che aiuteranno il protagonista.

Ho notato un lievissimo input lag nel comando del salto che è difficile da spiegare…

Calcolate che ho ripreso in mano gli avi del gioco, le versioni cui avevo già giocato in passato, per capire se ero io che ricordavo male o che mi fossi arrugginito o se proprio non ci fosse lo stesso tempismo di salto in questa versione moderna, e devo dirvi che ho fatto molta meno fatica con i capitoli storici rispetto a questa versione, dove a volte sono morto male per un non perfetto sincronismo tra la pressione del mio dito e il salto del mio eroe. Mi piacerebbe sapere se qualcun’altro ha avuto lo stesso problema o la stessa sensazione.

A parte questo unico “neo” vi ho quindi provato a descrivere rapidamente tutta la serie di innovazioni che modernizzano e aiutano, rendendo il gioco più universale rispetto a quello che era un tempo e resta a voi la scelta di provare a gettarvi in questo inferno zombie!

Ghosts ‘n Goblins Resurrection – Recensione – Sarà questione di chimica o di fisica?

L’avventura di per sé è alquanto appagante, proprio come in passato, ci vuole pazienza, molta pazienza. Ci vuole scaltrezza e memoria dei pattern d’attacco dei nemici, specialmente dei Boss di fine livello, che restano enormi e spettacolari, forse anche più che in passato.

Le boss fight sono ostiche, e vanno gestite con cervello più che con concitato fervore, altrimenti la morte sarà SEMPRE dietro l’angolo.

Tecnicamente il titolo, come accennato ad inizio recensione, è per me validissimo, perchè rispettoso e sensato nella sua rieditazione.

Grafica pulita, animazioni che ricalcano quelle del passato, gli fps sempre stabilissimi anche nelle fasi più concitate, il RE Engine (il motore grafico utilizzato per il gioco, lo stesso usato per RE Village) che sorprende per la sua versatilità estrema ed una colonna sonora veramente sugli scudi, lasciano ben poche riserve sul consiglio che un nostalgico retroplayer può dare in questa recensione…

…giocatelo! Provate a cimentarvi, confrontatevi con i mostri del passato in questa chiave moderna che sicuramente vi aiuterà a poter completare un’esperienza di vita, perchè un videogiocatore senza cultura videoludica è come un cielo senza stelle!

Valerio Vega
Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo Commodore64”