Necromunda: Hired Gun – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S

Quando l’universo di Warhammer 40K incontra il gameplay sparacchino di Doom, nasce un prodotto come Necromunda: Hired Gun. Rilasciato l’1 Giugno 2021 e sviluppato da Streum On Studios, il progetto è un tributo pieno e consapevole alle avventure del Doom Guy, un’idea ambiziosa che per un team così giovane avrebbe potuto rivelarsi un’arma a doppio taglio… e così è stato. Scendiamo nei dettagli dell’esperienza con questa recensione a tutto tondo!

Necromunda: Hired Gun – Recensione – Una storia sottotono.

Come immaginabile, l’avventura si basa sulla lore di Warhammer 40K, gettandoci in un quarantunesimo secolo oscuro e sanguinario, piegato da una guerra stellare che non accenna a fermarsi. L’arresto del progresso e l’imposizione dell’Imperium dell’Uomo hanno portato ad una continua battaglia per la sopravvivenza, dove Necromunda è solo uno dei tanti pianeti invasi dai conflitti: l’unica legge esistente in questo luogo inospitale è quella dettata dalla Gilda dei Mercanti, impegnata anche nella pubblicazione di contratti per i numerosi cacciatori di taglie.

Il nostro protagonista è proprio uno dei migliori mercenari in circolazione e ben presto ci ritroveremo a seguire le tracce di Silver Talon, un cacciatore misterioso che dovremo stanare per conto del famigerato Kal Jerico.

Qui inizia la nostra storia; una storia che, a dirla tutta, dà spesso per scontato che i giocatori conoscano la lore di Warhammerk 40K e che non si perde in spiegazioni di sorta, minacciando la comprensione complessiva del tessuto della trama. I luoghi, i personaggi e gli eventi citati risultano spesso incomprensibili e a noi poveri videogiocatori non resta che affrontare una missione dopo l’altra fino ad un epilogo che, francamente, lascia abbastanza a desiderare in termini di tempismo e qualità.  L’assenza di cut-scene o documenti che possano fornire qualche spiegazioni in più contribuisce, inoltre, a gettarci nella confusione più totale e a farci nettamente rinunciare alla trama, concentrandoci sul gameplay.

Dobbiamo quindi bocciare la gestione narrativa della produzione, praticamente assente.

Necromunda: Hired Gun – Recensione – Tanti spari, poca qualità.

Come detto in apertura, Necromunda: Hired Gun si ispira palesemente a Doom e ne riprende le fondamenta per proporre un gioco frenetico e divertente. Il primo punto di giunzione è il sistema di movimento acquisito direttamente dal Doom Slayer, comprensivo di doppi salti, schivate, rampini ecc. ai quali vengono aggiunte la corsa sul muro e la scivolata, tipiche del genere FPS più frenetico.

Un armamentario degno di nota e la possibilità di affrontare in modo piuttosto libero le diverse situazioni ci permettono sicuramente di passare qualche ora di divertimento, falciando nemici su nemici… ma i difetti tornano anche nel comparto ludico più puro e non possiamo, purtroppo, esimerci dal raccontarveli.

Un primo problema è insito nell’arsenale stesso, troppo sbilanciato in termini di offensiva delle bocche da fuoco: se alcune armi non risparmiano nemmeno il più coriaceo degli oppositori, altre sembrano essere state ridotte a giocattolini di plastica che non produrrebbero danno nemmeno se lanciate in testa al nemico. Questo primo aspetto, come intuibile, rischia di complicare o semplificare eccessivamente i singoli scontri, impedendoci di avere una continuità in termini di impegno. Anche le “Glory Kill”, riprese da Doom e Doom Eternal, peccano in termini di gestione della telecamera e risultano troppo facili da attivare, per nulla subordinate ad un minimo di danno da infliggere prima di poter essere attivate. Ciò le rende troppo semplici da eseguire e abbastanza brutte da gestire, rovinando l’effetto “glorioso” che dovrebbero portare con sé.

Ogni quest può essere gestita tramite il terminale presente a Martyr’s End, l’hub centrale del gioco dove sarà possibile accettare gli incarichi e spendere i crediti in abilità, armi e potenziamenti di ogni genere.

Le abilità, sbloccabili dall’apposito Skill Tree a 6 rami, hanno sii nomi altisonanti, ma anche un’utilità decisamente discutibile: agganciare gli obiettivi durante gli scontri e riversargli contro una delle sopracitate abilità è infatti un’operazione tediosa e scomoda, soprattutto a causa di un lock del bersaglio che funziona male e di una pessima gestione della telecamera.

Infine, citiamo il Mastino, un cane da guardia pronto a scagliarsi contro chiunque alla semplice pressione del tasto adibito, ed un fedele alleato… se si tralascia che spesso e volentieri resta fermo ad assistere all’avanzata dei nemici nonostante i nostri costanti incitamenti a colpire, per poi destarsi ed attaccare l’unico oppositore che avremmo potuto gestire da soli!

Insomma, una serie di elementi che non giovano all’equilibrio generale della produzione, spesso sbilanciata verso il” troppo facile” o il “troppo frustrante” a causa delle limitazioni tecniche e ludiche.

In conclusione, Necromunda: Hired Gun ha tante buone idee ma le realizza in modo sbagliato, minando la fruibilità dell’avventura con sezioni ripetitive, poco ispirate o mal gestite. Un vero peccato, visto e considerato che, su carta, la produzione aveva le potenzialità per divertire molto gli amanti degli FPS più frenetici.

Necromunda: Hired Gun – Recensione – Un’ambientazione ispirata.

La costruzione dell’ambiente di Necromunda è risultata gradevole da ammirare, grazie alle sue ambientazioni oscure, allo stile architettonico ripreso dall’immaginario di Warhammer 40K e ad una serie di scelte stilistiche che evidenziano lo stato di degrado dell’universo descritto. Buoni anche i modelli poligonali dei personaggi.

La nostra prova si è svolta su PS4 Standard e dobbiamo lamentare dei cali di frame-rate notevoli, nonché una tenuta generale del gioco che non risulta convincente e mina pesantemente la sua fruizione. Anche le texture peccano in termini di risoluzione e risultano lente al caricamento.

Tuttavia, prove successive su PC hanno evidenziato 60fps stabili, motivo per cui ci sentiamo di affermare che le problematiche relative al comparto tecnico sono da isolarsi solo su console della passata generazione.

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!