NieR Replicant ver.1.22474487139 – Recensione – PC, PS4, PS5, Xbox One, Series S|X

NieR Replicant ver.1.22474487139 è la versione rivista e corretta del primo NieR uscito nel lontano 2010. Il titolo originale soffriva di grossi difetti dovuti all’arretratezza tecnica del periodo e questa riedizione corregge praticamente tutti i problemi originali. Quello che vi ritroverete tra le mani sarà un titolo fresco e coinvolgente.

A primo impatto quello che salta all’occhio è sicuramente il grande lavoro di rimaneggiamento tecnico e di gameplay. Per quest’ultimo è notevole il passo in avanti rispetto alla prima versione del titolo (questo è stato ottenuto anche grazie all’impianto di gioco già presente su NieR Automata). A livello sonoro le musiche sono sempre azzeccate e incalzano il ritmo dell’avventura, innalzando notevolmente l’esperienza generale del titolo. Veramente un lavoro ben fatto da questo punto di vista. Per il comparto grafico il titolo è godibile anche sulla versione Ps4 base, quella testata per questa recensione. Il gioco non presenta né cali di frame né bug di sorta, insomma tutto risulta molto stabile e ben curato.

Una storia da ricordare.

Il comparto narrativo è sicuramente il fiore all’occhiello della produzione, con una longevità di circa 20 ore offre una storia ben narrata che riuscirà sicuramente a coinvolgere anche grazie ai numerosi colpi di scena di cui il titolo è colmo e la maggior parte di questi sono assolutamente inaspettati. Impersoneremo i panni del fratello di Yonah, ragazza affetta dalla Necrografia, malattia che fa comparire dei simboli sulla pelle, che porta progressivamente alla morte.

L’incipit sarà il classico ”viaggio dell’eroe” con il nostro protagonista intento a cercare un rimedio per salvare la sorella, non mi dilungo oltre per evitare spoiler. I personaggi principali sono iconici e ben caratterizzati: Kainé, Emil e Weiss sono sicuramente un capolavoro di scrittura e riuscirete a legare molto con loro (forse anche troppo).

Alcune parti del gioco spezzano un po’ il ritmo della narrazione e del gameplay andando a sottoporre al giocatore numerose linee di testo talvolta eccessive. Non per forza sono un male, anche perché sono utili a capire la ”lore” del gioco, ma le avrei bilanciate meglio all’interno dell’avventura visto e considerato che sono sessioni di 30 minuti di testo e di indovinelli.

Un open world diverso rispetto a quelli a cui siamo abituati.

Il mondo di gioco è asservito alla narrazione della storia principale in quanto si tratta di un titolo open world, ma senza le mappe gigantesche a cui siamo abituati oggi. Questo non per forza è un fattore negativo, anzi considerando le missioni secondarie messe a disposizione dal titolo è giusto che la mappa non sia troppo grande.

Proprio quest’ultime risultano essere il tallone d’Achille della produzione in quanto non sono minimamente all’altezza della narrazione principale. Esse risultano essere tutte missioni di trasporto merci che sono fini a loro stesse e questo è veramente un peccato. Le ambientazioni sono variegate tra loro, si passa da location desertiche, boschive fino al Nido, che è lo scenario più suggestivo dell’intero gioco e vi lascerà sicuramente a bocca aperta.

Boss fight epiche e tante possibilità di approccio.

I boss sono sicuramente il fulcro del gameplay, in quanto la struttura è molto classica, ossia un dungeon da affrontare, che porta infine ad un boss. Essi risultano molto variegati fra loro offrendo una gran varietà di situazioni e strategie per poterli abbattere. Per quanto riguarda l’arsenale a disposizione del giocatore, sono presenti una vasta gamma di armi e magie che possono essere concatenate tra loro per ottenere soluzioni più adatte al giocatore. Per le magie avremo un sistema simile a NieR Automata con vari tipi di proiettili magici e abilità, che potranno essere apprese da Grimoire Weiss. L’unico appunto che c’è da segnalare, per quanto riguarda le armi, è che con il proseguire della storia gli spadoni a due mani risultano abbastanza sbilanciati facilitando troppo l’esperienza.

Davide Ferrara
Nato e cresciuto in quel di Monteriggioni a pane e videogiochi. Aspirante videomaker si diletta nella creazione di contenuti audiovisivi, per questo motivo insieme a Marco Gallori gestisce il suo canale youtube "Gamedelivery" dove cerca di diffondere la sua passione per ogni singolo pixel a schermo. Nintendaro fino al midollo, i videogiochi rappresentano un qualcosa di speciale nella sua vita, segnando ogni fase di questo lungo percorso, non esiste età che non venga ricollegata ad un titolo. Da nostalgico, anche se è un classe '98, non si fa problemi nell'andare a ricercare piccole o grandi perle del passato insomma, un videogiocatore a tutto tondo.