Recensione – Dice City, costruiamo la nostra città a suon di dadi! – Artipia Games

Sappiamo benissimo che Boardgamegeek è diventato il più grande punto di riferimento per tutti noi boardgamers, nonchè una vera e propria droga che ci spinge a conoscere in continuazione giochi nuovi. Ed è proprio così che un giorno, per caso, mi sono imbattuto in questo Dice City, un titolo city-building fatto di carte e dadi, un mix perfetto per i miei gusti ludici. Mmmmmh, sapete già com’è andata a finire vero?? Ma che ve lo dico a fare!

I contatti con la Grecia sono stati rapidissimi, il team di Artipia Games ha subito deciso di darmi la possibilità di presentarvi (a 6 anni dalla sua prima release) l’esperienza completa di Dice City, ovvero il gioco base di cui vi parlo oggi e le tre espansioni, a cui dedicherò uno speciale in futuro.

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Dettaglio di gioco

Ed eccomi qui allora, felicissimo ed orgoglioso di potervi far conoscere un gioco che merita un palcoscenico di primo livello e che, inspiegabilmente, non è mai stato preso in considerazione da nessuna casa editrice italiana, perdendo una grande occasione, a mio modesto parere.

In breve, Dice City è un titolo ideato da Vangelis Bagiartakis (autore tra gli altri anche di Among the Stars, Kitchen Rush e Fields of Green) per 1-4 giocatori con una durata media di circa 20-25 minuti a partita per giocatore. Come dice palesemente il titolo, abbiamo a che fare principalmente con un gioco di dadi, ma che nasconde un mare di sorprese al suo interno.

Ci affideremo alla sorte dei dadi, ma anche ad un loro uso intelligente, gestiremo risorse indispensabili ad ogni turno, le quali ci permetteranno di acquistare nuovi edifici per la nostra città o commerciare oltremare, oppure formeremo eserciti all’occorrenza per sconfiggere orde di orchi banditi, assaltare le città dei nostri avversari o addirittura rubare le loro risorse!

Insomma, come avrete capito, ce n’è veramente per tutti i gusti. E allora diamoci una mossa e, grazie al mio video tutorial proprio qui sotto, possiamo cominciare a scoprire il regolamento di Dice City nel dettaglio. E subito dopo, le mie impressioni sul gioco!

Come si gioca a Dice City?

LE MIE IMPRESSIONI SU DICE CITY

Il feeling con Dice City è stato totalmente immediato, mi sono sentito subito a mio agio con il regolamento e le meccaniche, il gioco mi è piaciuto un sacco sin dalla prima partita. Una volta che si è acquisita la giusta dimestichezza con tutti i passaggi e le azioni di gioco, il flusso dei turni diventa incredibilmente scorrevole e privo di qualsiasi ostacolo.

Ciò che mi entusiasma in Dice City è proprio il mix di meccaniche che riesce a creare un risultato finale impeccabile. Cominciamo dall’utilizzo dei dadi che troviamo in due vesti diverse: sia lasciati completamente in balia della sorte, sia utilizzabili in modo incredibilmente intelligente grazie alle molteplici utilità.

Se siamo fortunati con il lancio dei 5 dadi possiamo tranquillamente goderci i loro effetti, in caso contrario invece possiamo spremere le meningi e trasformare quei pessimi risultati in risorse preziose, punti partita, segnalini bonus o minacciosi eserciti. Inoltre, trovo decisamente geniale la scelta di far tirare i dadi alla fine del turno, rendendo ancor più strategico ed immersivo il turno dell’avversario.

Poi abbiamo l’aspetto del city-building, una parte fondamentale di Dice City che si dimostra essere veramente enorme e ricca di tantissime scelte diverse. L’enorme plancia giocatore (che è un vero e proprio tabellone di gioco, a tutti gli effetti) ci mette a disposizione ben 30 spazi edificio che potremo “sovrascrivere” con costruzioni ben più forti e funzionali. Se aggiungiamo poi la totale libertà di piazzamento, beh ci troviamo davanti ad una variabilità praticamente infinita. Durante il gioco, possiamo aumentare la produzione delle risorse acquistando segherie, cave o miniere, rafforzare i nostri eserciti con truppe più numerose ed edifici militari operativi, ampliare la nostra economia con edifici utili a sfruttare le risorse, modificare numero o posizione dei dadi grazie alla costruzione di edifici civici ed ottenere punti vittoria per merito degli edifici culturali.

Un dettaglio da non sottovalutare è senza dubbio il fatto che un giocatore non può conservare più di una risorsa per tipo alla fine del proprio turno. Questo importante aspetto dona a Dice City una profondità strategica mica da ridere, obbligando ogni giocatore a ragionare diversamente ad ogni turno, in base ai risultati dei propri dadi. Stimolante al massimo. Ma come detto, oltre a tutto questo, possiamo fare punti con il commercio oltremare oppure sferrando attacchi con il nostro esercito. Ecco, questa è la parte più cattiva di Dice City, quel tocco di classe che sconvolge tutto il gioco con l’innesto di una fortissima interazione diretta che, a dirla tutta, non mi sarei mai aspettato.

Se è vero che possiamo armare un esercito per sconfiggere in tranquillità banditi in cambio di punti, le altre due opzioni sono invece tutt’altro che tranquille. La prima infatti prevede di attaccare gli edifici delle città avversarie con lo scopo di ottenere sì punti, ma anche di disattivare temporaneamente un’edificio avversario, creando un grande fastidio agli avversari. La seconda invece rende possibile attaccare lo stock di risorse sempre degli avversari con l’intento di rubarle e farle proprie.

Dopo qualche partita, capirete che il bello di Dice City è anche la possibilità di poterlo approcciare in modi diversi e con tutti questi è possibile vincere, non esiste una strategia dominante. Voto diesci. Potete decidere di giocare una partita votata all’attacco, puntato sugli edifici militari e sui continui attacchi ai banditi ed alle città avversarie, in modo da tenerle sempre sotto scacco. Oppure potete decidere di vincere pacificamente, creando una grande catena di produzione ed ottenendo punti attraverso la conoscenza ed il commercio. Oppure ancora, una strategia intermedia che, in base alle esigenze ed alle situazioni di gioco, vi porterà a fare una cosa piuttosto che un’altra.

Ma Dice City è accompagnato da materiali di un livello altrettanto lodevole? Assolutamente sì. Senza voler strafare, il gioco mette a disposizione dei materiale perfetti per il loro scopo: robusti, belli, colorati e ben distinguibili. Comincio subito con le plance giocatore che, come già accennato, sono in realtà degli enormi tabelloni di gioco su cui è rappresentano le città: tutto grande, tutto bello. Le risorse sono quasi vellutate al tatto, grazie ad una filigrana del cartoncino veramente spettacolare, mentre le carte, pur essendo di una misura più piccola rispetto alla normalità, risultano chiare e facilmente comprensibili con le scritte in bella vista. Per concludere l’argomento “componenti”, volevo fare i complimenti agli autori della grafica (di cui non ho trovato il nome, purtroppo), perchè è veramente bella, simpatica e allegramente “paffuta”. Tutto è stato concepito e disegnato con un stile “cartoonesco” quasi in stile “super-deformed”: visi e mani tondi vanno a braccetto con scelte cromatiche spassosissime.

Piccolo excursus sul tema della lingua, il gioco è ovviamente tutto in inglese, ma a parte qualche carta un pelino più articolata (si tratta comunque di poche parole), per il resto troviamo ben poca dipendenza dalla lingua. Poi, per quanto riguarda il regolamento, potete evitare di leggerlo e potete usufruire del mio video tutorial ^_^

Fino ad ora Dice City l’ho giocato solo in 2 e devo dirvi che gira alla perfezione, tanto che pare essere studiato proprio per la sfida testa a testa. Ma dall’esperienza che ho fatto mia in queste partite, mi sento di dirvi che il gioco può girare egualmente anche in 3 ed in 4 giocatori. E’ vero che si allungano i tempi di gioco, ma d’altro canto ci saranno più città in gioco e di conseguenza molta più imprevedibilità tra un turno e l’altro.

Per quanto riguarda invece l’età e l’esperienza di gioco, come molte volte accade, il 14+ segnato sulla scatola mi pare decisamente eccessivo. Il gioco propone scelte e strategie che un bambino di 10/11 anni può essere in grado di padroneggiare senza grosse problematiche. E questo mi porta a dirvi che Dice City è senza dubbio un titolo adatto a tutti, in quanto è facilmente assimilabile da giocatori non esperti, ma nel contempo altamente stimolante per chi invece, di giochi ne ha giocati tanti.

Insomma, come avrete intuito, Dice City è un grandissimo gioco da tavolo. Le tante partite che ho fatto in questi giorni, lo hanno fatto entrare di prepotenza nella TOP 10 assoluta, in quanto credo che proponga un’esperienza ludica di assoluto livello, meritevole di essere vissuta dai gamers di tutto il globo. Soprattutto qui in Italia, dove purtroppo a distanza di 6 anni dalla sua pubblicazione, non è stato ancora localizzato da nessun editore. E chissà che questa mia recensione non faccia venire la voglia a qualcuno…

Un grosso grazie a TE per averci dedicato qualche minuto del tuo tempo ed aver letto questo articolo! Ci si vede alla prossima recensione!

Alessandro “AleBoardGamer”

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.