Le sorelle Macaluso (2020) – Recensione – Emma Dante

Nell’ultimo film di Emma Dante tempo e spazio sono i veri protagonisti di una storia toccante

Le sorelle Macaluso – Recensione – La trama

Tratto dall’omonima pièce teatrale del 2014, il film si incentra sulle vicende di cinque sorelle (Pinuccia, Maria, Lia, Katia e Antonella Macaluso), che vivono, senza i genitori, in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina della periferia di Palermo.

Le sorelle si guadagnano da vivere in modo piuttosto originale, vale a dire allevando (nella loro stessa casa) e vendendo colombe per matrimoni e altre ricorrenze. In un giorno d’estate, un’improvvisa tragedia spezza l’equilibrio e i sogni di una famiglia sino ad allora serena.

Le sorelle Macaluso – Recensione – Tempo e spazio

Un film sul tempo e sullo spazio. Questo è Le sorelle Macaluso.

La forza della pellicola di Emma Dante sta precisamente nel tentativo, riuscitissimo, di raccontare la storia amara delle cinque protagoniste dirigendo lo sguardo dello spettatore non solo sui loro volti e sul modo in cui questi cambiano col passare degli anni, ma anche e soprattutto sulla vita della loro casa, sui segni che essa reca e che a loro volta producono il racconto visivo, materiale di tutto ciò che accade alle sorelle al di qua e al di là delle sue pareti. Ogni singolo oggetto si fa voce narrante di un piccolo pezzo di storia; piatti, mobili, cassetti divengono memorie in una casa che forgia e conserva gelosamente ciascuno di quei ricordi.

Il film non è altro che la rappresentazione dell’agire scostante ma perpetuo del tempo che modella, leviga e infine corrode lo spazio e tutto ciò che in esso risiede.

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Il “paradosso temporale” in un film dolorosamente vero

Non a caso, in una delle scene iniziali, balza fuori – in modo talmente leggero e romantico da correre il rischio di passare in sordina – il riferimento al tema fantascientifico del viaggio nel tempo. Ben lungi dal voler in questa sede azzardare un’improbabile interpretazione in chiave science fiction di un film fin troppo autentico ed ancorato alla realtà, risulta spontaneo ritrovare un nesso tra il più grande degli interrogativi che scaturiscono dal paradosso temporale e le vicende che coinvolgono le sorelle Macaluso: se si potesse tornare indietro, quanto e come sarebbe possibile modificare il corso degli eventi? E quali conseguenze ne deriverebbero? Come cambierebbe la nostra esistenza se tornassimo indietro nel tempo per compiere un’azione o per evitare che quell’azione si realizzi?

La verità più dolorosa da accettare è che nulla di ciò che è stato già fatto può essere cambiato. Ed è così che assistiamo, impotenti, allo svolgimento di un altro tipo di “paradosso temporale”: quello per il quale gli anni scorrono inesorabili mentre le protagoniste restano impigliate nell’atroce rete del senso di colpa e del dolore della perdita.

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Le sorelle Macaluso – Recensione – Il linguaggio extraverbale e i tempi di narrazione

Il filone narrativo ed emotivo è tenuto insieme da una regia e da una fotografia coinvolgenti, attraverso cui il film riesce a comunicare in modo chiaro ed inequivocabile senza il bisogno di ricorrere alle parole. Inquadrature, colori e suoni concorrono all’elaborazione di un linguaggio extraverbale in grado di toccare le corde più intime dello spettatore e di renderlo partecipe di un sentire “collettivo”: quello della famiglia Macaluso.

Inoltre, l’assoluto protagonismo del Tempo trova un corrispettivo, a livello tecnico, nell’ottima gestione dei tempi di narrazione. Questi, infatti, non solo rendono estremamente fluido e per nulla forzato il passaggio tra le varie fasi della vita della famiglia, ma creano un’aura di mistero e di suspense intorno all’evento nefasto, di cui solo nell’ultima scena viene rivelata la dinamica.

Le sorelle Macaluso – Recensione – Conclusioni

Emma Dante ci apre una finestra sul mondo delle sorelle Macaluso, che a loro volta agiscono su di un palcoscenico: quello della loro stessa casa. Il viaggio è coinvolgente, straziante, totalizzante. Chi ci guida lo fa con estrema delicatezza, ma anche con profondo senso del vero.

Le sorelle Macaluso dimostra una tesi spesso contrastata: esiste un cinema autentico, intimistico, profondamente ancorato alla realtà e alle più comuni emozioni umane anche in Italia. Ed è bellissimo.

La versione Home Video di CG Entertainment da noi testata

Il film è disponibile in home video grazie al Blu-ray distribuito da CG Entertainment.

Formato video: 16/9 – 1,85:1 – HD1080 24p

Audio: Italiano DTS HD Master Audio 5.1, Italiano DTS HD Master Audio 2.0, Italiano Dolby Digital 5.1, Italiano Dolby Digital 2.0

Sottotitoli in italiano per non udenti

La qualità audio e video è eccellente. Il prodotto, include interessanti contenuti extra come il trailer, OST, video tratti dai provini, workshop e scene tagliate per un totale di più di 20 minuti extra.

Simona Corrado
Classe 1996, nata a La Maddalena ma cresciuta a Bari, è laureata in Traduzione specialistica. È una grande appassionata di film, serie tv e libri, su cui ama discutere e confrontarsi. Si è da poco addentrata nel magico mondo dei giochi da tavolo e, in particolare, dei giochi di ruolo. Crede fermamente nell’idea che “la bellezza salverà il mondo”, motivo per cui attribuisce all’arte e all’intrattenimento un valore assoluto.