The Undoing – Recensione – Il thriller psicologico della HBO e Sky Atlantic

The Undoing
The Undoing

The Undoing si è concluso in un modo che ha sorpreso gli spettatori sia positivamente che negativamente. Dopo sei episodi di colpi di scena, possibili indizi, depistaggi, il thriller psicologico della HBO e di Sky Atlantic si conclude portando alla luce chi ha ucciso Elena Alves e la risposta era la più semplice possibile. Attenzione l’articolo è ricco di spoiler.

Per certi versi, il finale di The Undoing sembrava provenire da una serie televisiva completamente diversa, dato che l’episodio finale di circa un’ora è stato dedicato per lo più a legare le trame invece di far penzolare altri fili a cui gli spettatori potevano aggrapparsi. Ogni singolo episodio passato ti fa pensare che forse, solo forse, è stato qualcun altro.

Allora, di cosa parla The Undoing?

Basata sul romanzo del 2014, You Should Have Known di Jean Hanff Korelitz, la serie segue la vita della dottoressa Grace Fraser, una psicologa clinica specializzata in consulenza matrimoniale, che è sposata con il dottor Jonathan Fraser, un oncologo infantile molto apprezzato. A detta di tutti, i Fraser hanno il matrimonio perfetto e conducono un’esistenza privilegiata. Vivono nell’Upper East Side di New York e il loro figlio, Henry, frequenta l’elegante Reardon School.

Come l’ultima serie TV della Kidman, l’acclamata Big Little Lies (entrambe le serie sono state scritte da David E Kelley), anche The Undoing si apre con una morte. Qualcuno ha ridotto Elena Alves a una poltiglia sanguinolenta e il principale sospettato si rivela presto essere Jonathan (H.Grant). Mentre i personaggi principali hanno qualche connessione con la vittima, l’ago del sospetto punta in diverse direzioni nel corso dei sei episodi. Questo, naturalmente, significa che ci sono abbastanza colpi di scena (anche se alcuni possono essere indovinati) per tenere il pubblico agganciato.

Da un lato la serie affronta temi come le relazioni, il matrimonio, la manipolazione e il privilegio. In fine però pone la classica vecchia domanda: “si può mai conoscere veramente qualcuno?”

Essendo uno show di David E Kelley, c’è naturalmente, un avvincente dramma giudiziario, e il direttore della fotografia premio Oscar Anthony Dod Mantle mette in mostra tutta la bellezza di New York.

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The Undoing – Serie Tv

Il cast

Dell’impressionante cast, l’elemento di spicco è Hugh Grant (Jonathan), che offre una performance complessa e stratificata, ben lontana dalla recita dell’inglese innamorato con cui è maggiormente associato. Nicole Kidman (Grace) è affidabilmente brava nei panni di una donna che sta cercando di affrontare i segreti che vengono a galla, con la sua famiglia che cade a pezzi. Il suo personaggio rimane imperscrutabile. Donald Sutherland come suo padre protettivo, Franklin, è davvero magnetico. Mentre Noma Dumezweni, nei panni dell’avvocato Haley Fitzgerald, dimostra di avere il giusto piglio per interpretare una figura come questa.

Il finale di The Undoing

Devo dare credito alla serie per non aver tirato fuori, il classico “finale a sorpresa”. Sarebbe stato così facile per lo show prendere una svolta all’ultimo minuto. Ho avuto i miei sospetti sul Franklin, tuttavia, pur fornendo un valore iniziale di shock, nessuna di queste opzioni sarebbe stata narrativamente soddisfacente come il finale che abbiamo ottenuto.

Così, alla fine è stato il chirurgo sociopatico di Hugh Grant, nello studio d’arte della sua amante, con il martello da scultore. Il finale di The Undoing di David E Kelley e Susanne Bier (Sky Atlantic/ HBO) contiene sì una grande rivelazione, ma non una notizia bomba sull’assassino di Elena Alves (Matilda De Angelis). È che abbiamo dato troppo credito a questo uomo patinato e apparentemente ingegnoso. Alla fine, si scopre che l’assassino era il sospetto più ovvio. Tutto il resto è stato una mera distrazione. Nelle ultime cinque settimane, la serie è andata avanti con fumo negli occhi, specchi e il sorriso hollywoodiano di Grant.

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The Undoing – Serie Tv

Alcune riflessioni sulla serie

La mente umana può essere il suo peggior nemico. Incline alla miopia, all’egoismo e alla ricerca di conferme, cadiamo in trappole che avremmo dovuto individuare a tre stati di distanza. Per esempio, potremmo credere, che un uomo accusato credibilmente di omicidio, che ha già ammesso di aver tradito la moglie e di essere fuggito diverse ore a nord dopo aver trovato la vittima morta debba essere innocente solo perché è interpretato dall’affascinante Hugh Grant. Questa si è palesata come la grande rivelazione di The Undoing.

The Undoing è pieno di false piste. Il marito (Ismael Cruz Córdova) della vittima di omicidio Elena Alves (Matilda De Angelis)  non sembrava stranamente emotivo? Cosa c’entrava il padre oscenamente ricco e ferocemente protettivo della protagonista Grace (Nicole Kidman), il cui inquadramento come sospetto si estende alla decisione di affidare il ruolo allo spesso sinistro Donald Sutherland? E cosa pensava di fare Grace quando è stata ripresa dalle telecamere mentre passeggiava per Harlem a un’ora così improbabile? Il penultimo episodio si è chiuso con un cliffhanger straordinariamente assurdo: la scoperta da parte di Grace dell’arma del delitto nascosta nella custodia del violino di suo figlio preadolescente Henry (Noah Jupe). Potrebbe essere stato lui? Naturalmente no!

Per concludere

The Undoing nel suo complesso, è stata una serie con performance di alto livello e alti valori di produzione che ha raccontato una storia competente anche se non entusiasmante. Un’altra storia di omicidio che sconvolge le vite dei bianchi ricchi, e niente qui sembrava necessario o originale. Apprezzato il fatto che lo show sia rimasto fedele alle sue idee e non abbia fatto una deviazione all’ultimo secondo, spero che questa sia l’ultima volta che vediamo Jonathan e Grace. Perché una seconda serie sarebbe davvero ingiustificata.

Il finale può deludere alcune persone, ma nel complesso, la serie è coinvolgente e vale sicuramente la pena di essere vista.

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Marco Salati
Scrive come tesi di laurea “ Il cinema nella mente” perché per lui la relazione tra cinema e psicologia è tutto. Ama vivere nel sogno, o semplicemente far vivere i suoi di sogni, purché questi vengano vissuti in maniera personale. Non dimentica mai che “In ogni strada di questo paese c'è un nessuno che sogna di diventare qualcuno” e in quel viaggio cosi folle “ Perdersi è meraviglioso”.