Recensione – Cooper Island, alla scoperta di nuove isole! – Uplay.it

Questa volta qui su Nerdream vi parlerò di un gioco da tavolo per veri esperti, una sfida che darà filo da torcere a tutta quanta la vostra materia grigia. L’ambientazione assai evocativa vi porterà ad essere il comandante di una folta ciurma che ha appena scoperto una grande isola dai panorami mozzafiato, ma ancora del tutto inesplorata. Quindi, con l’aiuto di tutti, cercherete di colonizzare ogni angolo di questo paradiso naturale nel tentativo di trasformarlo nella vostra nuova casa. Piazzamento tessere, utilizzo dei lavoratori ed una gestione oculata delle risorse vi aiuteranno ad esplorare quanto più possibile l’isola il cui nome d’ora in poi sarà Cooper Island.

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Il setup di gioco

Cooper Island è un gioco da tavolo ideato da Andreas “ode.” Odendahl (già conosciuto per Solarius Mission e La Granja) per 1-4 giocatori della durata di circa 30/35 minuti a giocatore per partita, età consigliata 12+.

Come già accennato nella intro dell’articolo, parliamo di un classico titolo gestionale che fonde le meccaniche del piazzamento tessere, dell’utilizzo dei lavoratori per la selezione delle azioni e della gestione delle risorse: potremmo far crescere diversi tipi territori per produrre altrettante risorse, erigere imponenti statue, costruire utili edifici e circumnavigare tutta l’isola con le nostre due navi.

Ma saremo costretti a fare tutto questo in modo estremamente certosino, in quanto Cooper Island rappresenta una sfida impegnativa anche per i giocatori più “navigati (scusate la battuta, ma la dovevo fare ^_^). All’interno della mia esperienza ludica quasi trentennale, Cooper Island è senza alcun indugio il titolo più “stretto” a cui abbia mai giocato.

La difficoltà non sta infatti nel regolamento e nel flusso di gioco (le regole sono sì tante, ma molto semplici da comprendere e da applicare), ma nel riuscire a portare a termine una strategia in soli 5 turni di gioco e potendo utilizzare nella maggior parte dei casi, solamente due lavoratori per turno ed una piccola rendita fissa. Insomma, le cose da poter fare sono tante, ma il tempo è tiranno! Vediamo un po’ chi di voi sarà tanto coraggioso da accettare questa grande sfida!

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Esempio di gioco

Cooper Island – Diamo un’occhiata al regolamento…

Vediamo ora un po’ come si gioca a Cooper Island, andando a vedere tutte le regole nel dettaglio. E per rendervi la vita facile, vi ho inserito proprio qui sotto il mio video tutorial con il quale vi spiego tutto nei minimi particolari.

Cooper Island – Le mie opinioni sul gioco…

Parto subito col dire che Cooper Island non è un gioco per tutti, ma questo l’avrete già capito da soli: non può essere utilizzato come introduttivo, è sicuramente troppo complesso per i giocatori occasionali e può non andar giù a chi ama i classici “minestroni di punti”; qui le partite si vincono con soli 25/30 punti se siete stati molto bravi!

Ci troviamo davanti infatti ad un titolo per esperti nel vero senso del termine, adatto a chi ama affrontare sfide impegnative, ma in grado di fornire una grande soddisfazione a fine partita; quindi, se fate parte di quest’ultima schiera, Cooper Island non potrà che piacervi.

Ma anche per giocatori esperti come me, l’impatto iniziale con Cooper Island non è stato dei migliori. La prima partita è stata davvero molto dispersiva, non sapevo nè cosa fare nè come mettere in atto le poche idee che ero riuscito a raggruppare, a dimostrazione che per padroneggiare bene Cooper Island servono almeno 4/5 partite. Attenzione però, perchè non vi sto parlando di un gioco difficile a causa delle sue meccaniche; le azioni da poter fare sono veramente tante, ma in realtà una volta memorizzate, tutto fila decisamente liscio e senza nessun intoppo di sorta. Grazie anche e soprattutto alle buonissime schede riassuntive di riferimento che si trovano sia sul tabellone centrale che nelle schede dei giocatori.

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Il tabellone dello spazio azioni

La parte che rende così complesso Cooper Island è il suo essere incredibilmente “stretto, come nessun’altro titolo a cui abbia mai giocato. I giocatori hanno solamente 5 turni di gioco per poter far viaggiare la nave il più possibile, perchè alla fine è quello che conta più di tutto: ci sono anche gli obiettivi “carte del Re” che però forniscono, a mio parere, pochi punti rispetto a quello che chiedono di fare.

Potremo sfruttare solo qualche rendita negli ultimi turni, una quantità misera di lavoratori a disposizione per quasi tutta la partita ed un magazzino assai minuscolo: vedrete che sarà impossibile potenziare tutte queste cose, sarete costretti a studiare una strategia ben precisa già prima di iniziare la partita. Va detto anche che, essendo praticamente assente l’effetto fortuna, con un po’ di esperienza, ognuno potrà portare avanti i propri piani senza particolari ostacoli per la via.

Non lo faccio spesso, ma vorrei fare una menzione negativa per la zona del Mercato che ritengo essere esageratamente “cattiva anche per un gioco come Cooper Island. Non solo ci sono dei tassi di cambio merci molto elevati, considerando la quantità di risorse che muove questo titolo, ma addirittura ad ogni giro tutte le merci e monete avanzate nel mercato devono essere scartate. Questo mi pare decisamente esagerato: personalmente non avrei inserito proprio il Mercato, utilizzando solo i vari magazzini dei giocatori, ma dato che c’è, almeno avrei lasciato la possibilità di mantenere le merci durante la partita. Questa idea potrebbe essere uno spunto interessante per una homerule.

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La plancia giocatore

Ma nonostante tutto ciò, Cooper Island mi sta piacendo davvero tanto, adoro combinare le varie azioni tra di loro, cercando ogni volta di creare sinergie sempre più fruttuose. Veder cresce pian piano la propria penisola è davvero soddisfacente, questa sezione di gioco è a tutti gli effetti un bellissimo puzzle-game a dir poco intrigante: ogni aspetto è da valutare nei minimi dettagli, bisogna cercare di ottimizzare al meglio le rendite del momento con il posizionamento dei lavoratori. Mi ripeto, cercare di far collimare al meglio tutte le azioni possibili è il miglior pregio di questo gioco.

Per ora l’ho giocato solo in due giocatori e devo dire che gira perfettamente, ma credo che anche in tre o in quattro possa essere altrettanto. Per quanto riguarda l’interazione, non ne ho vista moltissima, ma quella che c’è può essere molto fastidiosa; occupare un determinato spazio azione prima di un nostro avversario può addirittura risultare determinante in alcuni frangenti. E non sto scherzando.

Ho provato anche la modalità in solitario chiamata “Solo contro Cooper”, ma non mi ha colpito particolarmente. In pratica, si gioca contro il tabellone, il quale non fa altro che occupare spazi azione e muoversi con la sua nave. Il giocatore non deve solo pensare a fare più punti possibili, ma deve anche cercare di piazzare più ancora possibili sulla nave di Cooper. Non è malaccio, ma credo che questa meccanica alla lunga possa diventare monotona e poco stimolante, quindi non credo che riaffronterò l’esperienza, perlomeno in tempi brevi.

Ops! mi stavo quasi dimenticando di parlarvi dei materiali. Allora, la scatola di Cooper Island ha un peso decisamente notevole, a dimostrazione della generosità in tal senso. Di roba ne abbiamo veramente tanta ed il bellissimo colpo d’occhio che il gioco offre una volta intavolato è veramente notevole.

Come già scritto in precedenza, vedere cresce la propria penisola è davvero soddisfacente e, qualsiasi sia il risultato finale, una bella foto è quasi d’obbligo. La qualità dei componenti stessi è buona, le tessere e le varie plance sono belle robuste, le carte non presentano segni d’imbarcamento e gli edifici sono ben riconoscibili.

Mi permetto solo di appuntare su due dettagli: mi sarebbe piaciuta una sorta di versione deluxe con dei pezzettini di legno sagomato al posto di anonimi cubetti colorati per le risorse e con le schede giocatore composte dallo stesso materiale robusto del tabellone. Nulla che infici l’esperienza di gioco, più che altro un mio capriccio estetico.

Un ultimo plauso lo voglio (ri)fare per tutte le schede di riferimento che troviamo sulle plance dei giocatori e sul tabellone centrale: all’inizio tutto può sembrare abbastanza “geroglifico”, ma dopo poco tempo ci si accorge di quanto tutti i simboli siano chiari e perfettamente riconoscibili. Un dettaglio molto importante in un titolo così impegnativo.

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Altro esempio di penisola colonizzata
Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.