Gods Will Fall – Recensione – PS4, PC, Xbox One, Xbox Series X/S, Nintendo Switch, Stadia

Gods Will Fall, il nuovo gioco sviluppato da Clever Beans per PS4, PC, Xbox One, Nintendo Switch e Xbox Series X/S, ci offre una versione davvero unica e intrigante del genere soul-slike, pur presentando qualche sbavatura. Ma parliamone meglio: armi in pugno, dunque, e andiamo ad affrontare gli dei!

Gods Will Fall – Recensione – Scontro tra titani.

L’umanità, stanca di subire l’oppressione degli Dei, ha riunito i suoi eserciti per sconfiggerli. Durante il viaggio attraverso i mari, gli Dei puniscono questi grandi guerrieri per le loro minacce e scaraventano le navi sul fondo dell’oceano.

Quando il gioco inizia, solo otto guerrieri rimangono vivi e sono costretti ad affrontare i dieci dei, totalmente da soli… la telecamera inquadra una spiaggia coperta dai cadaveri di legno di quelle che erano robuste navi da guerra. Otto figure si sollevano dalla sabbia e iniziano la loro marcia verso una delle dieci grotte oscure e pericolose che popolano questa misteriosa isola. Decidono di entrare in una caverna e scelgono il più veloce dei loro fratelli, che brandisce una lancia di bronzo, per combattere contro il Dio che presiede la caverna stessa. L’uomo entra nella grotta e inizia a farsi strada tra i suoi nemici mentre cerca di vendicarsi per i suoi parenti, mai riusciti a lasciare la spiaggia. Pugnala un nemico al petto, lancia un coltello ad un altro e calcia un terzo a terra prima di precipitarsi in avanti. Dopo un viaggio duro e arduo attraverso il regno, vede l’ingresso al nascondiglio del Dio Morrigan. Purtroppo, il guerriero calcola male la distanza di un salto e cade verso la morte prima ancora di avere la possibilità di vedere il Dio; a quel punto, uno dei membri della squadra dovrà ripercorrere la sua strada, nella speranza di sconfiggere Morrigan e liberare l’umanità dal giogo delle divinità.

Gods Will Fall – Recensione – La Dea Bendata.

La feature più interessante di Gods Will Fall si può riassumere con la parola “Casualità”.

Ogni volta che inizi una nuova run, tutti gli otto guerrieri del party vengono generati casualmente: questo significa che ognuno avrà nomi, armi, statistiche e background diversi che influenzeranno le reazioni degli Dei e dei vostri compagni guerrieri. Anche i domini degli Dei sono abbastanza randomizzati, con il posizionamento dei nemici e degli oggetti che vengono cambiati ad ogni run, con una conseguente variazione della difficoltà.

Il giocatore può scegliere di giocare attraverso i domini nell’ordine che desidera, quindi in una partita possono esserci domini che in una prima run risultano difficili, mentre in un’altra potrebbero essere i più semplici da incontrare.

L’obiettivo di Gods Will Fall è molto semplice: entrare in ciascuno dei domini e combattere i servi di un Dio fino a quando non affronti la divinità stessa.

Il problema è che il giocatore può inviare solo uno dei guerrieri alla volta e, se fallisce, quest’ultimo sarà catturato o ucciso dal Dio. Se il guerriero viene catturato, hai la possibilità di recuperarlo sconfiggendo il Dio con un altro guerriero, ma se muore, sarà definitivamente morto per il resto di quella run.

Dal momento che la difficoltà di ogni dominio è generata casualmente, ho avuto la netta sensazione che la buona riuscita della mia run sia dipesa più dalla fortuna che dall’abilità. Ci sono stati momenti in cui sono entrato in un dominio facile riuscendo ad eliminare un Dio abbastanza rapidamente e alti in cui, entrando in un dungeon iniziale estremamente difficile, ho perso tutti quanti in un un colpo solo.

Gods Will Fall – Recensione – Sento odore di Yarnham.

Il combattimento di Gods Will Fall è fortemente ispirato ai souls-like, in particolare a Bloodborne. Indipendentemente dal guerriero che scegliamo, abbiamo la possibilità di utilizzare un attacco leggero, un attacco pesante e un’abilità di parata. Parare un attacco ci consente di stordire un nemico e prepararlo per danni più pesanti, il che a sua volta ci costringe ad essere più aggressivi per abbattere i nemici più velocemente. Inoltre, quando infliggiamo danni ai nemici, aumenta l’indicatore Sete di Sangue. I giocatori possono quindi utilizzare la meccanica Ruggito per spendere Sete di Sangue e recuperare la propria salute, nonché aumentare i danni inflitti e potenziare la difesa.

Se devo essere sincero, gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro nel costringermi ad essere sempre aggressivo al massimo nel gameplay; se provavo a rallentare un po’ e a mettermi sulla difensiva, il risultato era essere sconfitto… e morire.

Gods Will Fall – Recensione – Bello fuori, frustrante dentro.

Il problema più grosso che ho avuto in Gods will Fall sono stati i controlli, per niente reattivi la maggior parte del tempo; inoltre, le hitbox del giocatore e dei nemici non hanno senso.

Vi erano volte in cui gli attacchi nemici mi raggiungevano nonostante non fossi stato assolutamente toccato, o volte in cui avrei dovuto colpire un nemico mentre il risultato era trapassargli il corpo come se nulla fosse. Le battaglie contro i boss, in particolare, hanno molti problemi sotto questo punto di vista: infatti, le loro enormi dimensioni rendono quasi impossibile schivarne gli attacchi per la maggior parte del tempo, con il risultato di rendere molto difficile voler rigiocare Gods Will Fall, nonostante la sua rifinitura.

Senza dubbio, la mia parte preferita del gioco è stata l’enorme diversità tra i domini e i nemici che li popolano. Il dominio del mare, ad esempio, è pieno di onde che si infrangono, navi semi affondate e nemici a tema granchio, mentre il dominio del decadimento è popolato dalla crescita di piante scure e dal veleno che usano i mostri. Ogni area sembra completamente diversa dalle altre e molti dei domini hanno anche segreti che aiuteranno il giocatore nella sua lotta contro gli Dei.

Tuttavia, la disposizione di questi livelli rimane esattamente la stessa in ogni partita, il che, già dalla seconda run, li rende ripetitivi.

Gods Will Fall – Recensione – Morte eterna.

La ripetizione è la base quando si gioca un souls-like. Il punto centrale del genere dovrebbe essere che una volta che muori, ricominci dall’inizio, ma o più forte o con la consapevolezza di come sei morto in quel determinato punto, pronto a far sì che non accada di nuovo.

Gods Will Fall funziona proprio così, ma non c’è modo di diventare più forte e il più delle volte mi sono sentito come se fossi morto per ragioni stupide o ridicole.

Il problema dei controlli approssimativi, che mi hanno mandato alla morte abbastanza spesso nel gioco, si unisce alla necessità di affrontare i nemici più pericolosi di tutta l’avventura: i dirupi.

Ci sono stati molti casi in cui sono stato costretto a saltare attraverso un fosso e il mio guerriero non ce l’ha fatta, ma invece di rigenerarlo con una piccola perdita in termini di salute, il gioco decide di ucciderlo definitivamente. Capita anche di distruggere il pavimento con gli attacchi e caderci dentro per errore, producendo lo stesso effetto.

Questa meccanica, alla lunga, diventa frustrante se non si è abituati a questo genere di titoli. La cosa peggiore, però, è l’assenza di una forma di progressione del personaggio: non esiste alcuna valuta o XP che possa essere utilizzata per far salire di livello i guerrieri prima di iniziare una nuova run, il che andrebbe bene se il gioco non cambiasse sempre. Sicuramente, i poco avvezzi a questi titoli dovranno davvero sforzarsi di continuare a giocare dopo ogni morte, senza avere personaggi che possano migliorare rispetto alla run precedente. Mi è sembrato davvero che il successo di una run dipendesse più dalla “fortuna” di ottenere un buon gruppo di guerrieri che dall’abilità stessa… peccato.

Gods Will Fall – Recensione – La caduta degli Dei.

Gods Will Fall ha davvero alcuni grandi concetti e idee, ma non funzionano come dovrebbero.

Tecnicamente il gioco gira molto bene e le palette di colori a schermo conferiscono un effetto molto piacevole al colpo d’occhio, aumentando l’immersività dei dungeon. L’atmosfera è davvero meravigliosa e unica per un genere che è estremamente popolare.

Il problema, però, è che Gods Will Fall soffre di controlli piuttosto deboli e di una natura profondamente ripetitiva: l’obiettivo dei souls-like è coinvolgere il giocatore, facendogli pensare “Ci provo un’altra volta”, ma dopo alcune morti, la noia sopraggiunge inesorabilmente.

Comunque, resta un titolo godibile, anche se pesantemente influenzato dal fattore fortuna.

Francesco Alberio
Milanese, nato nel’anno del primo Final Fantasy e di Metal Gear, non c’era da stupirsi che i videogiochi gli sarebbero entrati nel DNA a tal punto da aprire un canale YouTube ed una pagina Instagram dedicati alla sua passione. Innamorato degli U.S.A, del mondo nerd e delle colline di Toussaint al tramonto.