The Sugarland Express – Recensione – Steven Spielberg

Koch Media ripropone in bluray uno dei primi film di un giovane destinato a fama mondiale: Steven Spielberg.

Debutto in sala

E’ il 1974 quando il giovane regista di Cincinnati, Ohio, all’epoca appena ventottenne e reduce da una prima opera brillante come Duel (1971) si mette alla ricerca di una storia per un secondo lungometraggio. Sugarland Express è ispirato a fatti realmente accaduti solo 5 anni prima e segna il debutto al cinema per Spielberg (Duel fu distribuito direttamente in TV). E’ la storia di Lou Jean Poplin, determinata a riprendersi suo figlio dopo che gli è stato portato via dagli assistenti sociali per i suoi precedenti penali. Lou Jean fa evadere il compagno Clovis dal carcere e da li comincia l’epopea dei due per ritrovare l’affetto perduto, dato in adozione ad una famiglia di Sugarland.

Nella realtà, pochi anni prima i coniugi Robert Dent e la moglie Ila Fae erano fuggiti a bordo di un’auto dopo aver sequestrato l’agente James Kenneth Crone. Durante la loro fuga i Dent speravano di ricongiungersi con i figli da cui erano stati separati e per seguire l’evento, che ormai era su tutti i giornali, si era formata una carovana di oltre 150 auto.

Spielberg dichiarò:

Mi piaceva l’idea di persone che si radunano davanti a un evento mediatico, senza sapere chi siano i personaggi o di cosa si tratti, ma solo sostenendoli… questo accende un bel po’ di buon vecchio sentimentalismo americano

Sceneggiatura vincente

Il co-sceneggiatore Hal Barwood ha aggiunto che Sugarland Express parla di «come gli americani trovino molto facile confondere la cattiva fama con la celebrità» e questo interessava narrare a lui e al regista.

Il film fu presentato in anteprima  al 27º Festival di Cannes e vinse il premio proprio per la miglior sceneggiatura originale.

Un film in parte biografico

Una chiave di lettura del film è molto biografica e riguarda la vita personale del regista, che ancora in giovane età, rimproverava molti ai genitori il fallimento del loro matrimonio. Il tema è di fatto la difficoltà e l’impossibilità di rimettere insieme i pezzi di una famiglia disgregata e il comportamento sempre infantile e folle di Lou Jean (nel film il personaggio non tenta solo di ritrovare suo figlio ma forse soprattutto di prolungare con la sua follia l’età adolescenziale) potrebbe essere ricondotto a quello della madre di Spielberg, come intuisce il biografo Joseph McBride.

Goldie Hawn, una scelta vincente

Nel 1970 la Hawn aveva già vinto un Oscar come miglior attrice non protagonista per il film Fiore di cactus, una commedia. Da allora le sue apparizioni televisive per la NBC l’avevano stereotipata come la tipica ragazza bionda sexy e svampita. Spielberg dichiarò:

Ho sempre pensato che fosse un’attrice drammatica perché prendeva le sue parti comiche molto sul serio», ha ricordato in seguito Spielberg, «si vedeva subito che era molto più intelligente di quanto quelli del Laugh-In di NBC  le permettevano di dimostrare

La Hawn, vincitrice di un Oscar, era già abituato a somme considerevoli, ma lesse la sceneggiatura del film e se ne innamorò. Accettò di lavorare al film di Spielberg per 300.000 dollari, ben al di sotto del suo stipendio abituale, pur di scrollarsi di dosso la sua reputazione di ragazza svampita e di interpretare un personaggio in parte infantile e folle, ma anche complesso e profondo come Lou Jean.

Curiosità

La sceneggiatura nella sua prima stesura venne scritta in sole due settimane nel 1972.

Il titolo provvisorio era Carte Blanche poi cambiato in The Sugarland Express. La cittadina di Sugarland non esiste nella realtà.

Nel film Spielberg, grande estimatore di Alfred Hitchcock, utilizza l’effetto Vertigo (chiamato così poiché utilizzato per la prima volta dal maestro del brivido 15 anni prima nel suo film Vertigo – La donna che visse due volte) combinazione di uno zoom in avanti e di una carrellata indietro. Lo avrebbe utilizzato di nuovo nel suo terzo film, Lo squalo, l’anno successivo.

La Panavision presentò quell’anno la sua nuova macchina da presa super leggera, la Panaflex, e la prima volta questo innovativo strumento venne utilizzato proprio in The Sugarland Express. Potete leggere un approfondimento qui.

Il film segna l’inizio di un binomio filmico-musicale che farà storia, quella fra il regista e il compositore John Williams, che con Sugarland Express firma la sua prima partitura “spielberghiana” del tutto anomala rispetto alle successive. Nessuna orchestra di 50 elementi e musica di stampo sinfonico ma un’armonica e un ensemble di archi molto limitato per rendere l’atmosfera di un film on the road perfetto. La colonna sonora di Sugarland Express è l’unica tra quelle realizzate per i film di Spielberg a non essere mai stata pubblicata ufficialmente.

L’uscita del film fu rimandata di qualche mese al fine di non mettersi in competizione con quelli che si preannunciavano (e che poi sarebbero stati) grandi titoli come L’esorcista di William Friedkin e La stangata.

Koch Media edition

Il film è stato distribuito per la prima volta in DVD il 17 agosto 2004 dalla Universal Studios e nel 2014 è stato incluso nel box set Steven Spielberg Director’s Collection costituito da 8 DVD.

Koch Media ripropone il film in BLURAY con una masterizzazione in alta definizione rispettosa di quel sapore perfetto della pellicola anni ’70 e della fotografia scelta dal regista. Presentato con una risoluzione HD Full 1080×1920 a 24 fotogrammi al secondo nel suo formato cinematografico originale di 2.35:1 e DTS-HD master audio per entrambe le lingue, inglese e italiano.

 

Stefano Chianucci
Stefano "TheMoviemaker" Chianucci - Nato a Firenze, dopo la laurea in Storia della Musica per Film con una tesi sulla musica di Star Wars, ha vissuto a Roma dove ha lavorato in alcune fiction italiane brutte brutte. Ora di nuovo a Firenze, si occupa di formazione. Sembra serioso come Darth Vader ma se lo conosci meglio è l’anima della festa come Voldemort!