The Song Of Names (2019) – Recensione – François Girard

The Song of Names di François Girard tocca, letteralmente, le giuste corde per emozionarci? Recensione in 60 secondi testuale e video per scoprirlo.

 

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Quali corde di violino toccare?

Il tempo passa, ma la memoria resta. Memoria per terribili orrori dovuti alla guerra e all’olocausto che ancora oggi tramandano nuove testimonianze dirette ed indirette che non possono lasciare indifferenti.

In The Song Of Names di François Girard si racconta la storia, tratta da una novella di Norman Lebrecht, di un uomo inglese alla ricerca, da 35 anni, del suo migliore amico fraterno scomparso la notte del suo debutto in un importante concerto di musica classica organizzato dal padre del primo. La trama si svolge in un passato recente e vede il perfetto Tim Roth in viaggio seguendo gli indizi che lo porteranno a scoprire il destino del suo amico, interpretato, da adulto, da Clive Owen.

La struttura narrativa del film risulta essere il suo grande tallone d’Achille, con un’impostazione troppo classica di alternanza tra presente e flashback in un susseguirsi di cambi di locazione temporale e cast. Nella regia di Girard non si osa mai, sacrificando un’ottima fotografia ben composta e ben illuminata, in vista di un film piatto nel suo incedere. Un gran peccato, poiché il soggetto risulterebbe interessante soprattutto per la sua vena musicale classica, in quanto il protagonista scomparso doveva essere un violinista dal talento cristallino.

Spunti di riflessione vengono comunque offerti e arrivati ai titoli di coda non si pensa di aver sprecato tempo. Una storia dell’olocausto vista dalla prospettiva di chi è sopravvissuto senza vivere direttamente l’orrore ci rende più empatici verso i protagonisti e il solo sfondo di una Londra in guerra ci immerge in un contesto storico che siamo fortunati a non aver vissuto.

Il titolo recensito è stato distribuito dalla Koch Media in Blu-ray. Il comparto sonoro e visivo è di ottimo livello, la localizzazione è italiana sia nel doppiaggio che nei sottotitoli (solo in italiano). Contenuti speciali assenti ad eccezion fatta per il trailer, non una mancanza così pesante visto il peso del film nella sua narrativa più che nella sua tecnica.

Dettagli prodotto
Aspect Ratio : 2.40:1
Lingua : Italiano, Inglese
Formato supporto recensito : Blu-ray
Tempo di esecuzione : 1 ora e 53 minuti
Data d’uscita : 21 gennaio 2021
Attori : Tim Roth, Clive Owen, Gerran Howell
Doppiaggio: : Italiano
Sottotitoli: : Italiano
Lingua : Italiano (DTS-HD Master Audio 5.1), Inglese (DTS-HD Master Audio 5.1)
Studio : Koch Media
Stefano Ciociola
Artista di Schrödinger. Fotografo e Videomaker freelance, ossia disoccupato perenne tra un progetto e l'altro. Tra cinema, videogiochi e cartoni animati, cerca la gnosi spirituale per poter sopportare chi segue il mainstream più del proprio cuore. Fincher, Lynch, Noè e Lanthimos i suoi punti di riferimento, che lo guidano in un turbinio di cinico romanticismo. In 60 secondi consiglia film, riuscendo a infilare qualche tecnicismo e qualche insulto. La sua filosofia si traduce in "Non sono misantropo, è che mi disegnano così."