Giochi da Tavolo – Intervista a Franco “Frank” Caniatti, l’autore di OTTO 8GameOver

Signore e signori, ho il piacere di presentarvi Franco Caniatti, amichevolmente chiamato “Frank”, qui in esclusiva su Nerdream. Chi è, direte voi? E’ la mente geniale che ha creato dal nulla OTTO 8GameOver, il gioco da tavolo completamente Made in Italy (per la precisione Made in Torino) che ha affrontato e concluso con grande successo la sua campagna Kickstarter.

In questa intervista, andremo a conoscere Frank e la sua azienda, l’Arcastudio, le origini di OTTO e tutto ciò che ruota attorno a quello che senza dubbio sarà uno dei titoli italiani di punta del 2021. Curiosi? Allora non vi resta che cominciare a leggere e godervi questa piacevolissima chiaccherata.

L’eleganza della scatola di OTTO

L’INTERVISTA CON FRANCO “FRANK” CANIATTI

Ale: Ciao Frank! Grazie per aver accettato questa intervista qui su Nerdream, siamo molto onorati della tua presenza.

Frank: Grazie a voi per l’invito.

Ale: Allora, prima di entrare nel vivo di OTTO Game Over, parliamo un po’ della persona Franco Caniatti e di Arcastudio. Che relazione c’è tra voi e che cosa fate abitualmente nella vita?

Frank: Arcastudio è l’agenzia di comunicazione che ho fondato insieme a due cari amici nel 1987. Io sono un tipo strano, così dicono gli altri, appassionato di arte, matematica e astrofisica. Tra queste tre inclinazioni ha vinto l’arte, anche perché non ero altrettanto bravo nelle altre due. Così quando ero un venticinquenne cercavo insistentemente lavoro come disegnatore; in quegli anni dipingevo ad olio e facevo immagini iperrealiste con l’aerografo. Oggi si fanno con il computer in un decimo del tempo. Nessuno mi offrì un posto fisso, ma molte agenzie torinesi mi commissionarono illustrazioni per campagne pubblicitarie e lavori creativi. All’epoca (bei tempi) c’era così tanto lavoro che nacque prima un gruppo di amici disegnatori e poi l’Arcastudio, che con il tempo diventò un’Agenzia di comunicazione a servizio completo. Insomma, oggi faccio il lavoro che desideravo da ragazzo, che fortuna!

Ale: Frank, qual è la tua esperienza con i giochi da tavolo. Sei un giocatore? Hai un gioco od un genere ludico preferito?

Frank: Diciamo che mi piace giocare in generale, come stile di vita. Non sono un fanatico dei giochi da tavolo, ma quando ci gioco mi piace che ci sia divertimento. Credo che sia l’unico vero scopo dei giochi. Il divertimento a sua volta cura lo spirito e il corpo, fa stare bene, per questo i bambini pensano sempre e solo a giocare. Poi, crescendo, spesso se lo scordano; probabilmente è per questa dimenticanza che invecchiamo. Personalmente, cerco il divertimento perfino quando gioco a scacchi che per me resta al primo posto come gioco astratto, quindi evito sistematicamente i giocatori di alto livello.

Ale: Oggi, nel 2021, i giochi da tavolo sono diventati una realtà incredibile che sta vivendo probabilmente il suo periodo di massima espansione. E io credo che uno dei motivi sia che “chiunque” abbia la possibilità di creare un proprio gioco, grazie a idee originali ed innovative. E questo è sicuramente il tuo caso Frank, hai tirato fuori il classico coniglio dal cilindro. Allora ti chiedo, com’è nato OTTO?

Frank: È paradossale, ma mi tocca ringraziare il lockdown della primavera 2020 e di conseguenza tutti i clienti che hanno smesso di dare lavoro alla mia azienda. Mi sono ritrovato, per la prima volta negli ultimi trent’anni, con molto tempo libero, senza poter uscire di casa. Così, per non svalvolare di cervello, ho iniziato a riguardare i miei block notes, dove schizzo a matita tutte le idee che mi passano per la mente. Mi sono imbattuto in una serie di disegni di piastrelle che avevo fatto sei o sette anni prima. Forse non avevo gli occhiali e ci ho visto un gioco da tavolo, così, improvvisamente. Nei giorni seguenti gli ho dedicato il tempo che mi chiedeva e in poche settimane il gioco è nato da solo, come se fosse lui, il gioco, l’autore di se stesso. Quando è stato possibile riaprire l’Arcastudio ho iniziato a far giocare il mio team, nessuno si è lamentato per questo. E il gioco si è perfezionato con il contributo dei miei collaboratori. Funzionava bene, ma mancava qualcosa. Poi una notte ho sognato che ci giocavo con persone non terrestri… al risveglio ho preso appunti sui soliti block notes, segnando le regole di cui mi era rimasta traccia. Ho portato sette nuove regole in ufficio, mi hanno chiesto dove le avessi prese. Non ho confessato subito, per non essere preso per matto, ma le abbiamo provate… finalmente il gioco scorreva alla perfezione e il divertimento era forte! Allora abbiamo capito che OTTO era nato e doveva essere prodotto!

Ale: Posso immaginare come la parte più difficile della creazione di un gioco da tavolo non sia tanto avere l’idea di partenza, quanto trovare il giusto bilanciamento attraverso ore di playtesting da parte tua, del tuo team, ma anche di persone esterne in grado di dare giudizi, consigli e critiche oggettive, in quanto non coinvolte direttamente nel progetto. In quanti avete lavorato per questo? Quante ore avete speso per dare ad OTTO la sua forma definitiva?

Frank: Sì, è proprio così, l’idea non basta, bisogna configurare elementi e regole di gioco con precisione e poi verificare cosa succede in una partita reale ovvero giocarne tante e prendere nota di tutto. Noi ci abbiamo lavorato in 4 e nelle prime fasi di playtest, ci sono volute cinque revisioni del regolamento per arrivare ad un risultato interessante; funzionava bene, ma non eravamo ancora convinti. Poi la svolta, il sogno accennato prima, un guizzo di creatività che in un paio di giorni ha portato il gioco ad un livello inaspettato perfino per noi. Noi creativi sappiamo che non è scontato avere idee in continuazione, a volte, per quanto ti impegni, non vengono proprio. Altre volte arrivano in un lampo, illuminazioni improvvise, tanto che mi verrebbe da pensare che non siamo noi a trovare le idee, ma sono le idee che trovano noi. Comunque sia, ci si divertiva così tanto a giocare 2 contro 2 che ogni giorno i miei collaboratori non vedevano l’ora di fare le tre o quattro partite di test nella pausa pranzo. Abbiamo fatto oltre 250 partite, non ce ne sono state due simili, tutte divertenti e imprevedibili: OTTO era pronto per i test finali. Abbiamo costruito 5 prototipi ben fatti e durante le vacanze estive sono stati fatti playtest da 5 gruppi. Tutto ok! OTTO era nato.

Ale: Il primo dettaglio che mi ha colpito di OTTO è stato il design moderno, incredibilmente elegante e perfettamente simmetrico, senza dubbio il risultato di un grande studio e lavoro, sotto questo punto di vista. E poi ritengo che la scelta cromatica del bianco e nero sia, oltre che coraggiosa ed originale, estremamente funzionale al gioco. E’ stata una tua idea?

Frank: Sì, le tue intuizioni sono tutte giuste. Sembra che io ti abbia suggerito la domanda 🙂 In passato ho fatto studi approfonditi su Maurits Cornelis Escher, un artista matematico che mi aveva catturato. Analizzando le geometrie delle sue opere si comprendono tutti i principi della tassellatura regolare del piano. Così, per me, è stato un giochino da poco disegnare oltre 30 tessere quadrate con grafiche differenti, tutte accostabili sul lato in modo che il disegno sia continuo all’infinito. Otto di queste tessere sono state scelte per OTTO. In una fase embrionale c’era molto colore, ma ho capito al volo che era controproducente per l’esperienza di gioco. Così è stato scelto il bianco e nero netto: per giocare era perfetto. Certamente una scelta controcorrente e, dal punto di vista commerciale, sconsigliata, ma noi non ci siamo fatti spaventare.

Ale: Permettimi, aver utilizzato la tessera per fare 8 come copertina del gioco è stato a dir poco geniale. Nulla di più riconoscibile, direi.

Frank: Grazie! È stata una scelta istintiva, era la tessera simbolo del gioco, la più importante, meritava la copertina. Così abbiamo dato personalità e riconoscibilità alla scatola. Inoltre avvicinando più scatole si può creare l’8. Una cosa originale per le vetrine e per le fiere.

Una partita completa ad OTTO

Ale: Ma veniamo ora al vostro straordinario risultato. La campagna Kickstarter di OTTO ha raggiunto l’incredibile cifra di €57.000 con oltre 1700 sostenitori! Inoltre, il fato vi ha fatto un grande regalo visto che OTTO è stato finanziato in sole OTTO ore. Non ti chiedo se siete felici (sarebbe superfluo), bensì fino a che punto credevate in questo risultato, perché non avete solo vinto, avete stravinto.

Frank: Sì, in 8 ore esatte al minuto, siamo entusiasti del risultato e, devo essere onesto, non ci aspettavamo 1.708 sostenitori. Bisogna tenere presente che i giochi astratti sono una piccola nicchia all’interno del segmento giochi da tavolo, quindi, questo risultato non era affatto scontato. Poi era la nostra prima campagna su Kickstarter, un po’ di errori li abbiamo fatti, tutta esperienza per il futuro. In quei trenta giorni eravamo elettrizzati, più per il consenso ottenuto dalla nostra creatura che per la cifra.

Ale: Una curiosità: grazie a Kickstarter, in quante nazioni verrà inviata almeno una copia di OTTO?

Frank: Incredibilmente in ben 52 diverse nazioni. Abbiamo seminato OTTO su buona parte del pianeta. Questo in effetti era il nostro obiettivo principale.

Ale: Avete assicurato a tutti i backers che riceveranno il gioco già in questo aprile 2021, una tempistica molto breve per un prodotto Kickstarter. A che punto siete? Riuscirete a vincere anche questa volta?

Frank: Prima di promettere la spedizione ad aprile abbiamo affrontato e superato le difficoltà tecniche di produzione, insite in questo gioco, con diversi test e una preserie di poche centinaia di copie. Ci servivano anche per mandare dei campioni da far provare a tutti i blogger che avevamo contattato. Abbiamo più di trent’anni di esperienza nelle tecniche di stampa, questo è stato fondamentale. Ora siamo in produzione con buona parte dei componenti, entro fine febbraio (2021) sarà tutto pronto, in marzo inizierà il confezionamento che è piuttosto lungo e in aprile la preparazione per la spedizione. Speriamo di spedire prima della terza settimana di aprile.

Ale: Passiamo al post Kickstarter, ovvero alla versione retail di OTTO. Vi occuperete voi della distribuzione in Italia? Avete ricevuto richieste dall’estero a questo riguardo?

Frank: Per il momento sul mercato Italia faremo da soli. Dall’estero abbiamo già molte richieste e siamo in trattativa. Vorremmo che diventasse un gioco di successo, vedremo…

Ale: Se puoi dircelo, avete in serbo nuovi progetti futuri per OTTO? Il mio sogno sarebbe poter avere una versione di OTTO tutta completamente in legno. Avete mai pensato a questa soluzione? Una sorta di versione deluxe?

Frank: Abbiamo in un cassetto una bella sorpresa, ma ovviamente non ne posso parlare 🙂 Mentre la versione in legno per il momento è troppo complessa e costosa, in futuro, forse.

Ale: Oltre all’incredibile soddisfazione, che cosa ti ha lasciato questo grande successo? Nuova consapevolezza? Nuovi obiettivi? Nuovi progetti ludici parcheggiati da qualche parte della tua mente?

Frank: Prima di tutto ha entusiasmato me e tutto il mio team, una decina di persone, le quali hanno lavorato letteralmente giorno e notte e festivi per sostenere la campagna Kickstarter. Un team instancabile, fatto di giovani e meno giovani, senza il quale il mio guizzo creativo sarebbe rimasto nelle pagine di un block notes. Ora non nego che ci sia una voglia incontenibile di creare altri giochi… qualcuno è già virtualmente in cantiere!

Ale: Caro Frank, a nome mio e di tutto lo staff di Nerdream ti ringrazio per la tua grande disponibilità con l’augurio che tutto questo sia solo il primo di vostri tanti altri successi! Da vostro concittadino torinese, mi permetto di dire che è stato un vero onore collaborare con voi ed essere stato il primo a recensire OTTO qui su Nerdream e ad avere fatto il primo video tutorial in assoluto. In bocca al lupo per tutto!

Frank: Caro Ale, grazie a te che con le tue domande mi hai spinto a fare ulteriori riflessioni e complimenti per aver battuto tutti facendo la prima recensione di OTTO, ci porterà fortuna 😉

Se ancora non conoscete OTTO 8GameOver, potete approfondire l’argomento leggendo la mia recensione completa a questo link oppure guardando il mio video tutorial proprio qui sotto!

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si diverte a spiegare regolamenti sul suo canale Youtube "La Ludoteca di AleBoardGamer". Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.