Ladykillers – Recensione – Fratelli Coen

Ladykillers, commedia nera dei fratelli Coen che non trovano il favore della critica, al contrario quello del pubblico. Recensione in 60 secondi per convincervi a recuperarlo.

Quando la critica fallisce, il pubblico reagisce

Tom Hanks imbastisce una banda criminale, il cui scopo è quello di rapinare il caveau di un noto Casinò galleggiante nelle intrepide acque del fiume Mississippi. Per farlo però, avranno bisogno dello scantinato di un’anziana signora, devota a Dio e alle buone maniere.

Le motivazioni che hanno portato gli addetti ai lavori a bocciare questa brillante commedia nera targata Coen Bros mi risultano avvolte nel mistero. Una sceneggiatura piena di gag, personaggi assurdi e citazioni al maestro Edgar Allan Poe immerse in un ambiente del Sud degli USA che si sanno non prendere sul serio. Un cast composto da attori dal nome più o meno blasonato, in grado di caratterizzare ogni singolo ruolo e che sapranno tirare fuori una risata anche al più burbero.

Un plauso a Tom Hanks che esce dalla sua zona di confort, sfornando un’interpretazione folle e grottesca insieme anche ad un J.K. Simmons che scorderete difficilmente.

La scrittura risulta efficace per quanto semplice e raggiunge il picco di follia nel finale, che per quanto assurdo, ben si sposa con la coerenza narrativa. La fotografia come spesso accade nei film dei fratelli Coen viene lasciata in mano al genio di Roger Alexander Deakins che svolge il suo compito senza eccellere, ma confezionando un prodotto di buona fattura.

Nota di merito alla colonna sonora dall’animo Gospel che si amalgama alla perfezione con la sceneggiatura e scenografia accompagnandoci in vari momenti del film con allegria e spensieratezza.

Che dire di più se non…recuperatelo! E se Ladykillers risulta, da molti, il peggior film dei Coen, potete ben immaginare l’abilità di questo duo infallibile.

Stefano Ciociola
Artista di Schrödinger. Fotografo e Videomaker freelance, ossia disoccupato perenne tra un progetto e l'altro. Tra cinema, videogiochi e cartoni animati, cerca la gnosi spirituale per poter sopportare chi segue il mainstream più del proprio cuore. Fincher, Lynch, Noè e Lanthimos i suoi punti di riferimento, che lo guidano in un turbinio di cinico romanticismo. In 60 secondi consiglia film, riuscendo a infilare qualche tecnicismo e qualche insulto. La sua filosofia si traduce in "Non sono misantropo, è che mi disegnano così."