Recensione – Tsuro, costruiamo il nostro sentiero zen – DV Giochi

E’ da oltre 16 anni che molti di noi giocatori italiani stavano aspettando una versione localizzata di Tsuro, un gioco da tavolo che in molte parti del mondo è diventato un vero e proprio classico. E così, dopo cotanta attesa, dobbiamo rendere grazie a DV Giochi che ha esaudito questa nostra necessità ludica, portando qui in Italia il titolo di Tom McMurchie alla fine di quel disgraziato 2020.

Tsuro è uno di quei giochi che prendi, intavoli, spieghi e giochi in 5 minuti, stando larghi. E’ considerato da tantissimi uno dei titoli in assoluto più adatti da presentare ai neofiti dei giochi da tavolo, in quanto è semplicissimo da spiegare ed ancora di più da imparare; insomma, un introduttivo di razza pura. Se aggiungiamo poi che è giocabile per 2-8 giocatori e che la durata delle sue partite è decisamente contenuta (ci aggiriamo sui 15-20 minuti), allora non possiamo che confermare ulteriormente quanto appena detto.

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Panoramica dei materiali di Tsuro

IMPARIAMO IL REGOLAMENTO DI TSURO

Allora, vediamo. Piazziamo il tabellone al centro del tavolo, consegniamo ad ogni giocatore una pietra del colore scelto, mischiamo le tessere e ne distribuiamo tre per ogni giocatore. In termini pratici, il setup di Tsuro termina in neanche un minuto. Ora bisogna spiegare qual’è lo scopo del gioco, ma anche questo sarà veloce ed indolore: per vincere una partita, bisognerà essere l’ultimo a rimanere all’interno del proprio sentiero sul tabellone.

Ognuna delle 35 tessere uniche rappresenta un tratto del sentiero da costruire turno dopo turno, esse presentano tutte al loro interno quattro percorsi diversi ed inoltre tutti e quattro i lati delle tessere hanno una doppia uscita; questo significa che ogni tessera percorso può essere attaccata a qualsiasi altra presente in gioco.

Ogni giocatore dovrà iniziare la propria partita piazzando una delle tre tessere che ha in mano obbligatoriamente sul bordo del percorso (dove si possono notare i segni di partenza) e scegliere il tratto di sentiero che utilizzerà per dare il via al proprio cammino. Fatto ciò, si piazza la propria pietra sulla tessera e la si sposta fino al limite del percorso scelto (come vedete nell’esempio in foto qui sotto); ed ora che l’azione è stata completata, non resta che pescare una tessera dal mazzo al centro del tavolo per ritornare ad averne tre in mano.

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Tessere di partenza, sia il bianco che il nero decidono di andare verso destra.

Il gioco prosegue in senso orario in modo decisamente fluido, basandosi quindi sempre e solo su questi concetti base: posiziona la tessera percorso adiacente ad una tua pietra, muovi la tua pietra fino all’estremità del percorso, pesca una tessera. Ci sono però ancora alcune importanti regolette di cui tener conto:

  • non è possibile piazzare una tessera adiacente solo ad una pietra avversaria
  • se nel piazzare una tessera essa è adiacente anche ad una pietra avversaria, siamo obbligati a muovere anch’essa
  • se i sentieri di due pietre si incrociano, i giocatori sono istantaneamente eliminati entrambi. A meno che non siano le ultime due pietre rimaste in gioco, allora in quel caso vengono dichiarate entrambe vincitrici
  • quando un giocatore viene eliminato dal gioco (cioè quando la sua pietra esce dal tabellone), deve mettere le tessere che ha conservato in mano nella pila di pesca generale

Infine, se un giocatore non può più pescare tessere perchè il mazzo al centro del tavolo è esaurito, allora deve tenere davanti a sé la tessera Dragone. Essa funge da reminder e decide chi dovrà pescare per primo, nel caso in cui alcune tessere tornino a formare il mazzo da pesca generale. Fatto ciò, la tessera Dragone si passa di mano in mano finchè tutti non hanno refillato la propria mano; se qualcuno non può ancora pescare, mantiene la tessere Dragone finchè non potrà farlo (ammesso che quel momento arrivi). E come detto, colui che riuscirà a rimanere l’ultimo all’interno del proprio sentiero sul tabellone verrà decretato il vincitore!

ALCUNE CONSIDERAZIONI SU TSURO

Per quanto mi riguarda, Tsuro è stata la ciliegina sulla torta di questo mio straordinario 2020 ludico (in totale contrapposizione con il resto del Mondo, ahimè). Arrivato l’ultimo giorno dell’anno, sono riuscito a proporlo ai parenti ed amici che ho avuto la fortuna di incontrare nei primi giorni di questo (speriamo migliore) 2021. E che dire, il risultato è stato assolutamente positivo!

Il gioco è piaciuto ai più piccoli, ai più grandi, ai medi, ai neofiti ed ai gamer più esperti. L’ho spiegato veramente in 2 minuti e dopo neanche due mosse praticamente tutti erano già diventati indipendenti, talmente Tsuro è intuitivo ed immediato.

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Le bellissime pietre e la tessera Dragone

Nonostante i materiali siano tutto sommato pochi ed essenziali, essi rivelano una grande cura sia dal punto di vista grafico che della robustezza tattile, andando a migliorare di parecchio la qualità generale rispetto alla prima edizione del 2004. Devo solo fare un appunto sulle tessere che sprigionano un odore non piacevolissimo sin dalla prima apertura della scatola; penso sia a causa del materiale utilizzato per costruire le tessere stesse, o almeno credo. Le ho fatte “arieggiare” un po’, ma l’odore rimane comunque stantio, sebbene in minor misura. Vabbè, nulla di grave sia chiaro, ma personalmente è la prima volta che mi capita.

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Un’avvincente partita a Tsuro a 6 giocatori

Entrando invece nel vivo della giocabilità di Tsuro, beh avete già capito che ci troviamo davanti ad un concentrato di semplicità e divertimento, un family-game nel vero senso della parola. Creare il proprio sentiero è qualcosa di stimolante, intrigante, ma forse ancor di più rilassante. Già, perchè Tsuro sprigiona un’aura zen che circonda i giocatori, rendendoli calmi e rilassati; insomma, come se l’importante non fosse vincere, ma godersi appieno l’esperienza di gioco. Fino in 8 giocatori, scusate se è poco.

Ringrazio la DV Giochi a nome mio e di tutto lo staff di Nerdream per avermi inviato la copia di Tsuro utilizzata per questa recensione.

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si considera con orgoglio un nerd di prima classe. Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.