Watch Dogs Legion – Recensione – Xbox One, PS4, Series X/S, PS5, PC, STADIA

Watch Dogs è tornato in un nuovo ed “hackerabile” capitolo. Lo abbiamo provato per voi su Xbox One X e lo stiamo testando anche su Series X grazie allo Smart Delivery: continuate a leggere per scoprire che cosa ne pensiamo.

Watch Dogs: Legion – Recensione – Ricco di colpi di scena, povero di contenuti.

Ci siamo, il DedSec è tornato, ma questa volta è nei guai: aiutali a scoprire la verità in un gioco ricco di colpi di scena, ma forse “povero” di contenuti… parliamone meglio.

Il gioco inizia con una sequenza veramente bella, d’altronde anche i precedenti capitoli avevano una intro intrigante (scusate il gioco di parole): questa volta ci troviamo a Londra, ed i nostri amici de DedSec devono impedire un attentato che li vede protagonisti. Le cose, purtroppo, non vanno per il verso giusto ed in un attimo Londra diventa una palla di fuoco. La colpa degli attacchi ricade sugli hacker, che diventano i criminali più ricercati del paese. Albion, una milizia privata, ha il compito di ristabilire l’ordine e cacciare i membri del DedSec, i quali invece vogliono far luce su un’oscura verità.

Watch Dogs: Legion – Recensione – Un ascolto “prolungato”.

Dopo l’introduzione si deve scegliere il proprio personaggio, e già qui si notano delle features in più rispetto al capitolo precedente: ogni persona ha dei “perk” personali e degli oggetti che possono essere utili durante la partita; si passa da un’arma ad un veicolo, da uno sconto sull’abbigliamento ad una maggior potenza della fazione. Quest’ultima, sin dall’inizio, ci dà una mezza anticipazione sulla meccanica delle fazioni stesse e del controllo dei quartieri, di cui parleremo più avanti.

Le prime ore trascorrono “fluide”, forse troppo, nel menù ad ascoltare tutti gli audio che si sono collezionati alla fine della prima missione. Sono molto interessanti, spiegano i retroscena di una Gran Bretagna non più grande, arricchiscono la lore e rendono chiari alcuni dialoghi a cui abbiamo assistito all’inizio. Il problema, però, è che sono tanti e tutti insieme: forse avrebbero dovuto mischiarli meglio durante l’esplorazione, che invece è risultata un pochino vuota e fine a se stessa.

Watch Dogs: Legion – Recensione – Ecco cosa vuol dire Legion.

Dopo aver passato il tempo ad ascoltare o leggere le dinamiche della Gran Bretagna, si riprende il controllo del nostro personaggio, con la consapevolezza di essere sempre osservati: non c’è più privacy, la Blume sa tutto di tutti, come se fosse una sorta di “grande fratello”, ed il governo pare sia stato soppiantato dalla Albion stessa. Si riprende in mano il pad con la consapevolezza di vivere in una città oppressa da un regime totalitario ed autoritario. La sensazione di essere perennemente osservati e giudicati ti assale per ogni ora del gioco.

Per quanto riguarda il gameplay, ci si aspettava qualcosa di più ricco, almeno per come era stato presentato il gioco inizialmente: le missioni si alternano in viaggi dal A al punto B, liberazione dei quartieri ed aumento della potenza della propria fazione a Londra. Potrebbe facilmente cadere nella monotonia, pensandoci bene, ma giunge qui in aiuto una nuova meccanica: gli attivisti. Durante la partita non impersonerai mai lo stesso personaggio scelto all’inizio, ma avrai la possibilità di reclutare varie persone in strada, ognuna con un tratto caratteristico (anche se graficamente si assomigliano tutte) e queste saranno utili per un determinato tipo di missione.

Puoi reclutare un operaio, che permette di utilizzare un drone cargo per raggiungere posti altrimenti non raggiungibili, oppure un abile hacker che riesca a bypassare tutti i sistemi di allarme; puoi reclutare un picchiatore che tramite l’attività secondaria della boxe illegale ti permette di atterrare i nemici con un solo colpo; un soldato della Albion che ti permette di entrare nei luoghi sorvegliati senza destare alcun tipo di sospetto, così come puoi reclutare un membro del Clan Kelly, i mafiosi del gioco, famosi per la loro brutalità e il loro sangue freddo.

Ogni personaggio è diverso dall’altro, e questo rende perfetto il termine “Legion: non sei più da solo, è una città intera che si ribella, una città che prende vita.

Mano a mano che si avanza nel gioco, si sbloccano delle abilità e degli oggetti dal menù Tecnologia, che facilita non poco il lavoro. Personalmente, l’oggetto che ho usato di più in assoluto è un ragno radiocomandato che permette di raggiungere punti difficili; si ha a disposizione anche un mantello che rende invisibili, un tirapugni elettrificato, trappole shock, torrette, possibilità di hackerare i droni o armi degli avversari. Insomma, l’arsenale per combattere Albion e Clan Kelly non manca di certo!

Wacht Dogs: Legion – Recensione – Black Mirror giocabile!

Watch Dogs: Legion è un gioco che fa della distopia il proprio pane, portando all’estremizzazione tutto ciò che avviene oggigiorno: dai cookie sui siti internet, al controllo degli acquisti, all’automazione… forse un po’ troppo Black Mirror per i miei gusti, ma serviva un qualcosa che si discostasse abbastanza dai precedenti capitoli. Si è discostato troppo, però, sotto certi punti di vista: la mappa è vuota e le attività da fare, a parte la boxe, palleggiare con il pallone, tirare a freccette o poco altro, sono limitate. Su Watch Dogs 2, ad esempio, potevi rubare i soldi dai telefonini, distruggerli, far saltare i tombini o impazzire i semafori; qui le attività in free roaming sono scarse.

Tralasciando la trama che, secondo il mio modesto parere, risulta essere la migliore tra i tre capitoli, il gioco risulta quasi incompleto. Attendiamo con ansia il multiplayer, perché le premesse per fare un videogioco che possa durare a lungo ci sono tutte… basta solo sfruttarle.

Watch Dogs: Legion – Recensione –

Per quanto riguarda il lato tecnico, Watch Dogs Legion è curato molto. Graficamente non c’è nulla da dire, se non qualche bug qua e là; i dettagli sono ben studiati ed ogni cosa ha vita propria, Londra è viva. I PNG reagiscono a qualsiasi evento accada nelle vicinanze, dalla pioggia, ad una sparatoria, da una scazzottata ad un incidente stradale… persino all’hacking di un drone.

Su Xbox One X ho sofferto ogni tanto qualche calo di frame, mentre sto ancora testando la versione su Series X, ma vi posso già preannunciare che sembra tutt’altro gioco, almeno per come cambiano l’illuminazione, le ombre, i dettagli e la risoluzione… Faremo uscire un aggiornamento di questa recensione con anche i dettagli della nuova console Microsoft, ma è un progresso sotto ogni punto di vista… tranne il gameplay, purtroppo.

Andrea Panicali
Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il rispetto tra i più famelici mangiatori d'Italia.