Speciale – The Road to Demon’s Souls – Parte III

Oggi, il nostro viaggio entra nel vivo con un capitolo speciale, quello dedicato ai personaggi più importanti e rappresentativi di Dark Souls: approfondirli ci aiuterà a capire meglio la lore e ci accompagnerà verso il capitolo più controverso della saga… “Dark Souls II“. Ma ogni cosa a suo tempo e, se non lo avete ancora fatto, vi invitiamo a leggere la Parte I e la Parte II prima di inoltrarvi in questo speciale.

Siegmayer di Catarina

Inizio col dire che Siegmayer, ed in generale i Cavalieri di Catarina, sono di pelle scura, come si può notare nella personalizzazione del personaggio; hanno un carattere molto gioviale e vengono spesso derisi per la forma della loro armatura (che somiglia appunto ad una cipolla), ma che in realtà è studiata proprio per deviare i colpi dei nemici. Siegmayer è diverso dagli altri eroi che tentano di sfidare lo strapotere di Anor Londo, proprio perché non ha uno scopo preciso come gli altri non morti, ovvero quello di accogliere la leggenda del Prescelto, ma soltanto di vivere delle avventure emozionanti.

Ogni volta, però, resta bloccato, come quando non riesce ad aprire il cancello della Fortezza di Sen. Siegmayer si addentra nella Fortezza solo una volta che noi ne avremo aperto le porte, ma viene incastrato dal meccanismo delle “palle di pietra” che quando (sempre da noi) viene finalmente spostato, gli permette di passare.

Il Cavaliere approfitta poi del nostro aiuto e di quello di Tarkas per superare anche il Golem di Ferro ed arrivare ad Anor Londo, dove resta bloccato dai troppi nemici presenti nell’area. Una volta sconfitti i Guardiani della Cattedrale (Ornstein e Smough) ci ringrazierà di cuore e partirà verso la Palude.

Anche lì lo troveremo assopito nella zona delle salamandre e dovremo svegliarlo per permettergli di andare avanti. Scopriamo anche che Siegmayer ha una figlia, che probabilmente non deriva da un matrimonio, poiché il Cavaliere non menziona mai la madre di Sieglinde, mentre quest’ultima lo chiama padre. Rimasta intrappolata in un Golem di Cristallo, la ragazza è alla ricerca di suo padre, che sappiamo essere fin troppo “un disattento combattente”, proprio perché ha paura che venga colpito dalla maledizione e che perda il senno. Dandogli informazioni, ci ringrazierà ed andrà a cercarlo.

La sua avventura lo porta a Lost Izalith dove ci aiuta a sconfiggere i Divoratori del Chaos, ma questa purtroppo sarà la sua ultima missione insieme a noi: lo vedremo per l’ultima volta al Lago di Cenere, disteso a terra vicino a sua figlia, che ammetterà di averlo ucciso perché colpito dalla pazzia e senza speranza. Mentre per lui era importante compiere alcune avventure per sentirsi vivo, per sua figlia l’unica preoccupazione era evitare di lasciarlo andare in giro da solo, non potendo fare affidamento su di lui a causa dell’eccessiva disattenzione che lo contraddistingue.

La sua quest ci porta ad ottenere una Lastra di Titanite, ma anche tanta amarezza…

Solaire di Astora

In un mondo terribile ed oscuro come quello di Dark Souls è presente un barlume di luce: stiamo parlando di Solaire, un personaggio fantastico che ci aiuta in molte delle nostre avventure. All’inizio si presenta come una specie di pazzo, dicendoci di provenire da un altro mondo, di essere alla ricerca del “suo Sole” e di voler “essere altrettanto incandescente”. Ci dirà poi che potremo aiutarci a vicenda attraverso la Pietra Bianca che lui stesso ci regalerà e, in seguito, lo ritroveremo come supporto contro parecchi boss: Gargoyle della Campana, Drago Famelico, Ornstein e Smough, Demone Centipede e Gwyn Lord dei Tizzoni.

Solaire è senza dubbio un Chierico, in quanto lo abbiamo visto molte volte scagliare la potente Lancia del Fulmine ottenibile, avendo 25 di Fede, all’Altare del Sole sotto la Viverna. Inoltre, è l’unico personaggio che impazzisce senza diventare vuoto.

Anche lui, come molti altri nel corso del gioco, impazzirà e ci attaccherà senza motivo… ma potremo salvarlo e farci aiutare contro Gwyn: occorre donare 30 Umanità a Quelaan (sorella distrutta di Quelaag che si trova vicino al Falò dietro la parete illusoria sotto la Campana nella Palude) e andare a destra prima della nebbia del Demone del Fuoco a Lost Izalith, dove troveremo alcuni strani insetti: uccidiamoli tutti. In seguito, ci sarà una grande porta, che potremo aprire proprio grazie alle 30 Umanità date a Quelaan, dietro la quale vi saranno molti altri insetti da uccidere… ed uno di loro farà cadere a terra la Larva del Sole. Gli insetti potranno droppare anche il Medaglione del Sole (che serve nel Patto dell’Altare del Sole per avere la Lancia del Fulmine Migliorata, richiedente 30 di Fede).

Questa porta, aperta con il Patto, vi farà arrivare rapidamente alla nebbia della Culla del Chaos (attenti a Kirk se siete umani e ad una Strega del Chaos vuota, vi attaccheranno); la Larva del Sole è un copricapo che genera luce intorno al giocatore (utile nella Tomba dei Giganti, ma un consiglio: non entrate nella nebbia di Nito con questa, o morirete quasi subito). Avendo la Larva del Sole dovremo quindi uccidere il Demone Centipede (evocando Solaire) e troveremo, di seguito, il Cavaliere nel Falò, visibilmente confuso. Torniamo quindi dove c’erano gli insetti e lo troveremo lì seduto: ci dirà di non essere riuscito a trovare qualcosa e che sta pensando che quest’ultima non esista. Adesso Solaire è salvo: il Cavaliere cerca il suo Sole e, pensando che il Sole sia quell’insetto che emana luce, ha probabilmente deciso di indossarlo, diventando pazzo… ma non se faremo come vi ho detto.

Dietro Solaire ruota il mistero del Primogenito del Sole, figlio di Lord Gwyn, che è stato esiliato per via della sua avventatezza: egli era il Dio della Guerra che, a causa della sua condotta scellerata, perse il proprio titolo. Questa storia ce la racconta la descrizione dell’Anello del Primogenito del Sole che, fate bene attenzione, potenzia i Miracoli! L’anello si trova su di un corpo, forse quello dello stesso figlio di Gwyn, seduto nella stessa identica posizione di Solaire… curioso vero?

Unica nota di contrasto è che, all’Altare del Sole, la Statua dedicata al Primogenito lo rappresenta con in mano un’arma simile alla Lancia Ammazzadraghi di Ornstein, che infatti è in grado di lanciare saette…

Artorias, il camminatore degli abissi

Artorias è uno dei migliori personaggi del gioco, con una storia leggendaria alle spalle e capace di affascinare chiunque giochi a Dark Souls. Il Cavaliere Artorias era uno dei 4 cavalieri al servizio di lord Gwyn, invincibile con lo spadone e con una volontà indomita. Il nome “camminatore degi abissi” gli è stato attribuito poiché fu l’unico essere che arrivò fino in fondo a Petite Londo, invasa dai Darkwraith; giunto lì, strinse probabilmente un patto con quest’ultimi e con le creature dell’Abisso, forse per distruggerli dall’interno. Petite Londo fu poi sigillata ed allagata, causando la morte di molte persone. Successivamente, un umano di nome Manus rapì la principessa Dusk di Oolacile nell’omonima contea; Artorias partì e quando vi arrivò, trovò un paesaggio cambiato: gli abitanti erano diventati creature malefiche e la città era ricoperta da una strana sostanza oscura.

Il Cavaliere si fece strada nell’abisso con il fedele Sif: per evitare di far ferire il suo amico, ancora cucciolo, decise di proteggerlo donandogli il suo scudo e sfidò così il Padre dell’Abisso privo di difese… perdendo. Purtroppo per lui. invece di morire come un grande eroe, venne corrotto dall’abisso, insieme alla sua lama.

Aveva anche ricevuto in dono da Alvina, la gatta che protegge la foresta nel Giardino Radiceoscura, il “Patto di Artorias”, che permise al cavaliere di attraversare l’abisso stesso. Verrà sconfitto dal giocatore nel DLC “Artorias of the Abyss e alla sua morte, nello stesso luogo dove lo avremo sconfitto, vedremo una donna che indossa una maschera (doveva essere una ciclope, a giudicare da dove è situato il buco per l’occhio sulla maschera): si tratta di Ciaran, anche lei facente parte dei 4 cavalieri di Gwyn, e forse innamorata di Artorias al punto da donarci le sue lame micidiali in cambio dell’anima del cavaliere; è lei, infatti, ad erigere la tomba di Artorias nella foresta, dove possiamo trovare il suo anello.

Dopo che il giocatore lo avrà sconfitto, riceverà la sua anima, ormai oscura, che reca la seguente descrizione: “Anima di Artorias il Camminatore dell’Abisso. La leggenda che vede Artorias vincere l’Abisso non è totalmente vera; infatti fu un eroe ignoto, che mantenne intatto l’onore del Cavaliere, a vincere l’Abisso.

Se oggi Artorias è considerato un grandissimo eroe, è proprio merito del personaggio ignoto che ne preserva l’onore… ma chi è? L’unico che può mantenere intatto l’onore di Artorias e vincere l’Abisso è proprio il nostro giocatore. Con questo scherzetto, gli sviluppatori ci hanno mostrato che in fondo siamo stati noi a modificare, anche se di poco. il corso della storia, creando la leggenda del personaggio migliore di sempre: Artorias era in possesso del suo formidabile spadone e dell’Anello del Lupo, oltre che dello scudo donato a Sif. Uccidendo Sif otterrete, appunto, l’anello usato da Artorias per camminare nell’abisso, il “Patto di Artorias”, che servirà nella boss-fight con i 4 Re.

Una curiosità: nella copertina del gioco (edizione senza DLC incluso) si vede Artorias con la spada a sinistra e lo scudo a destra, mentre nella “Prepare to Die Edition” si vede il cavaliere con la spada a destra e senza lo scudo. Lo scudo lo ha dato a Sif, lo sappiamo, ma perché usare la spada con l’altra mano, che infatti non muove mai? Che si sia ferito nello scontro con Manus? Nella copertina della Prepare to Die Edition possiamo infatti notare uno squarcio profondo sulla spalla sinistra del Cavaliere; che Artorias sia mancino è testimoniato dallo Spadone Maestoso di Dark Souls II: situato in fondo ad una delle torri infestate dalla Nebbia Oscura, ci viene detto che quest’arma è stata tramandata sempre a Cavalieri mancini e, se impugnata nella mano sinistra, darà la possibilità di utilizzare la Spazzata di Artorias. Sappiamo anche che l’ultimo ad usarla si chiamava Gordin ed era un Cavaliere della città di Forossa (più volte nominata nel gioco).

La mia teoria è questa: il nome del nostro Cavalier Artorias è stato modificato nella storia in Gordin; era mancino, come testimonia l’impugnatura dello spadone, Forossa è Lordran ed il Vecchio Re di Ferro è Gwyn (la spada si trova nel DLC Crow of The Old Iron King).

Logan Gran Cappello

La prima volta che sentiamo questo nome è dopo il salvataggio del sospetto Griggs, incastrato in una casa popolare nella parte inferiore del Borgo dei Non Morti. Quest’ultimo ci dirà che era alla ricerca del suo maestro, Logan, e che ha paura per la sua incolumità. Il timido Gran Cappello, chiamato così proprio per il suo inconfondibile copricapo, è in cerca della conoscenza totale.

Mentre affrontiamo la terribile Fortezza di Sen, il banco di prova per i non morti in cerca della città Divina di Anor Londo, troviamo Logan in una cella: il suo destino sarebbe stato quello di finire nel baratro del forte, ma grazie ad una chiave ottenibile alla fine della Fortezza o con la Chiave Universale possiamo salvarlo. Fatto questo, Logan potrà riprovare a compiere la scalata. Di lui sappiamo che indossa il grande cappello per pensare in pace ed evitare di essere disturbato dagli sguardi delle persone, e da questo intuiamo che sia una persona molto riservata.

Sempre in questo luogo, Griggs, stregone nero della Scuola del Drago, muore nel tentativo di seguire o spiare il maestro Logan. Ci sembra vivo solo perché a Lordran il tempo é distorto; siamo noi, quindi, a spianare la strada a Logan, uccidendo il Golem di Ferro. Lo stregone ci ringrazierà al Santuario e ci dirà che il suo obiettivo sono gli Archivi del Duca. Una volta partito, Logan cadrà di nuovo in trappola negli Archivi e, come al solito, dovremo liberarlo per poterlo ritrovare in una sala degli Archivi.

Proprio qui, il Gran Cappello ci rivela che i suoi studi hanno dato molti frutti e che ha scoperto che il potere dei cristalli si fonde bene con l’anima dell’incantatore. Le sue nuove stregonerie si basano adesso sui cristalli stessi, che rappresentano l’essenza di Seath, reso immortale proprio dal Cristallo Primordiale, tesoro di Oolacile che lui stesso ha razziato. Adesso, occorre parlare ancora con Logan per scoprire proprio questo dettaglio, che ci consentirà di rendere Seath vulnerabile e, in seguito, acquistare TUTTE le stregonerie disponibili.

La voglia di conoscenza però oscura la mente e lascia spazio alla pazzia: proprio questa è stata la condanna del drago pallido… e si ripete ancora con Logan. Se avete acquistato tutte le stregonerie da lui e battuto Seath, potrete tornare dallo stregone e a quel punto lo troverete certamente diverso; poco dopo sparirà e lo potrete cercare nel luogo del vostro primo incontro con Seath, dove dovrete affrontarlo per ottenere la sua migliore stregoneria ed il catalizzatore.

“La sapienza è tutto, ma non bisogna essere troppo ambiziosi”

Gwyn, Lord del Sole

Gwyn è un personaggio fondamentale della trama, capo dei Cavalieri d’Argento e signore unificatore di tutti i Falò. Fu lui a dare inizio all’Era del Fuoco, sconfiggendo i draghi con l’aiuto dei cavalieri, avvalendosi dei dardi elettrici per spezzare la loro corazza e renderli vulnerabili.

Gwyn creò i Falò per favorire i viaggi all’interno di Lordran, ma ben presto si trovò di fronte ad una serie di problemi: perse molti amici, tra cui Havel, che tentò di ribellarsi diventando un essere vuoto, e perse i membri della propria famiglia, fuggiti o morti. Fu costretto a mandare i propri cavalieri contro le orde di demoni create dalla Culla del Chaos e fu lui stesso a creare la maledizione della non-morte ed il Segno Oscuro, poiché bisognoso di umanità per alimentare la fiamma. Usò quella degli esseri umani che diventavano non-morti, portatori dell’orribile segno oscuro, che impediva loro di morire ma che a lungo andare li costringeva a perdere il senno, a meno che non l’avessero riacquisita.

Nasce quindi una lotta per la sopravvivenza, tra umani e non morti: Gwyn perde anche Artorias, suo fedele cavaliere, e ormai privo di speranze, utilizza la sua stessa anima per alimentare le braci della fiamma… pagando un caro prezzo.

Mentre nella città divina di Anor Londo i Cavalieri d’Argento difendevano la reggia, Gwyn ed un gruppo di cavalieri entravano nella Fornace della Prima Fiamma, per far si che il Lord potesse vincolare la sua anima al fuoco, perdendo il senno. I cavalieri, suoi accompagnatori, divennero da argentati a neri e le loro stesse armature assunsero forme svariate. Gwyn, una volta incontrato come boss di fine gioco, esegue attacchi spettacolari, e l’arena dove avviene lo scontro è davvero azzeccata; risulta anche piuttosto rapido e, con la sua spada fiammeggiante, causa non pochi problemi allo scudo, se non si è bravi a schivare.

Dopo lo scontro, è possibile scegliere il finale del gioco.

Ornstein l’Ammazzadraghi e Smough il Giustiziere

Questi due assurdi avversari vi lasceranno un bel ricordo per tutta la vita, perché batterli è davvero esaltante.

Situati nella citta divina di Anor Londo, ormai abbandonata, e con il compito di difenderla dagli invasori, Ornstein e Smough vi attenderanno dietro la nebbia: il primo ad  “accogliervi” sarà Smough… penserete che sia solo, ma un secondo dopo arriverà Ornstein, atterrando sul pavimento con un agile balzo dalla balconata del palazzo. I due hanno l’obiettivo di proteggere il castello e la Principessa del Sole Gwynevere, anche se quest’ultima è soltanto un’illusione creata da Gwendolin il Sole Oscuro; non sappiamo se i due ne siano a conoscenza, ma probabilmente sì ed è per questo che non lasciano che nessuno si avvicini alla principessa. Analizziamo, quindi, un personaggio per volta.

Ornstein: Questo grande combattente è uno dei 4 Cavalieri di Lord Gwyn, che si fece notare nella lotta contro i draghi poiché con la sua lancia era in grado di lanciare fulmini che perforavano le scaglie di pietra dei draghi, uccidendoli. Inoltre, è agile, rapido e capace di affondi fulminei quasi spacca-difesa, che lo rendono pericoloso anche quando è molto lontano. Possiede l’Anello del Leone, che nessuno usa per via dell’errata traduzione in italiano… ma presto approfondiremo anche questo aspetto.

Anche se è un nemico davvero ostico e per molti addirittura insuperabile, tutti lo rispettano e lo riconoscono come un guerriero valoroso. Una volta ucciso Smough, Ornstein si chinerà e darà una tenera carezza al suo amico, ormai defunto, assorbendone l’energia e diventando enorme e pericolosissimo. Uccidendolo in seguito a questa trasformazione, avrete il suo anello, la sua anima (con cui potrete creare la sua arma) e la possibilità di acquistare l’Armatura dell’Ammazzadraghi da Domnhall di Zena. Fare ciò è molto difficile, quindi consiglio di farlo in NG+.

Smough:Il Giustiziere” non è solo un soprannome, ma rappresenta questo orribile essere bramoso di divenire cavaliere di Gwyn, ma rifiutato per alcuni suoi comportamenti raccapriccianti. Smough, dopo aver ucciso le sue vittime, senza pudore né pietà, le schiacciava col suo martello e ne mangiava i resti; era un essere privo di orgoglio e caratterizzato da una forte voglia di uccidere e di distruggere.

Il Giustiziere, infatti, sarà sempre rifiutato da Gwyn e rigettato dalla maggior parte dei Cavalieri… solo Ornstein gli sta vicino abbastanza da averlo come spalla, forse per amicizia, forse no. Ma, come dimostrato più avanti, Smough non ha interesse per la vita del suo “amico” e infatti, dopo che avremo sconfitto Ornstein, sarà proprio lui ad assestargli il colpo di grazia con il martello per assorbirne l’energia.

Il Nano Furtivo

Prima di parlare del Nano Furtivo, occorre spiegare bene il potere conferitogli dalla sua Anima: sappiamo che, nei tempi antichi, quattro esseri trovarono le Anime dei Lord, che conferirono ad ognuno di loro degli incredibili poteri. Uno di loro però trovò un’Anima apparentemente inutile, ma che nascondeva un potenziale davvero elevato: il Nano Furtivo, chiamato così per via della sua statura, viene “troppo spesso dimenticato” e quel “troppo spesso” ci fa comprendere che dovremmo dedicargli maggiore attenzione.

Il Nano Furtivo non capì le possibilità che aveva dentro di sé ed infatti sparì nel nulla, non mostrando mai le sue reali capacità. L’unico che lo nomina è Kathee, che ci racconta come sono andate davvero le cose, non menzionando però il suo stesso ruolo nella vicenda; questo essere non è nato piccolo, non poteva essendo un Gigante del sottosuolo, ma lo è diventato nell’istante stesso in cui ha ottenuto tale potere: il Nano Furtivo è il primo umano di tutti, colui che ha creato tutti gli esseri umani!

Il suo potere era infinito: riusciva infatti a separare la sua Anima senza perdere potere, ma anzi acquisendolo e garantendo ulteriori separazioni; l’Anima Oscura diventa, quindi, sempre più potente ogni volta che si divide e annienta la volontà mentale del suo possessore, che perde il senno. Lo scopo dell’anima è benevolo, ma se non ben coltivato diventa autodistruttivo, non solo per il possessore ma anche per il mondo intero. La cosa più incredibile è che i frammenti dell’Anima Oscura sono sempre stati davanti a noi… perché sono proprio le Umanità! Questo indica che il Nano Furtivo è il creatore delle rare fatine nere che si sono unite ad alcuni corpi, rendendoli umani. L’Umanità non è la fonte della vita, come l’Anima, ma è più solida e corporea.

Il Nano venne corrotto da un viscido serpente, di nome Kathee: quest’ultimo sapeva bene come ingannare il malcapitato e lo convinse ad abbandonarsi all’oscurità; questo gesto fece svegliare la furia del Nano Furtivo, che venne soffocato dal suo stesso potere (tra i malocchi di Dark Souls II, ce ne sono alcuni che per essere lanciati consumano anime… questo successe al Nano, che si vide annullare la propria identità), generando l’Abisso. Si crearono esseri corrotti, Magie e Piromanzie dell’Abisso, non più basate sull’Anima ma sull’Umanità e quindi in grado di infliggere assurdi danni fisici. Queste terribili stregonerie, infatti, si basano sulla Forza di chi le utilizza e non sull’Intelligenza. Le Umanità hanno, inoltre, una vita propria: sono infatti esseri che levitano in aria e, se toccati, appaiono come spettri capaci di arrecare danni fisici. C’è un solo posto dove è possibile trovare tutto questo, ovvero il Baratro dell’Abisso: il Nano Furtivo altri non è che Manus, Padre dell’Abisso!

Nell’ottica in cui vi ho proposto la storia, l’Anima Oscura ha fatto più danni che altro… ma pensiamoci bene: Gwyn utilizza la sua Anima per vincolare la Fiamma Primordiale, che alla fine è come un Falò; allora, cosa avrebbe potuto fare Manus, la cui anima è formata da infinite Umanità? Le fatine nere servono per ravvivare i Falò e questo significa che l’unico in grado di salvare Lordran è diventato parte della sua stessa rovina. Con i Serpenti Primordiali chiunque ci sarebbe cascato e Manus, infondo, è soltanto un pover uomo che, caduto in depressione, è stato ingannato.

Ma si può fermare questo ciclo di sacrifici inutili? Lo volete sapere davvero? Beh, la risposta è no.

Non per essere pessimisti, ma una volta ucciso Manus, perchè l’Abisso raggiunge comunque Petite Londo? Il processo è innescato, ormai, e ravvivare la Fiamma serve solo a rimandare la vittoria dei Serpenti Primordiali. E prima non vi ho detto la cosa più terribile dell’Anima Oscura: una volta ucciso il suo possessore, quest’ultima si reincarna in un altro, scegliendolo in modo tale da causare più danni possibili.

Il gioco, infatti, si chiama “Anime Oscure”, ragion per cui non vi è una sola anima destinata a portare distruzione… ma non è questo il momento giusto per parlarne: lo sarà, però, nel prossimo capitolo, dove parleremo di Dark Souls II.

Alla prossima.

Francesco Alberio
Milanese, nato nel’anno del primo Final Fantasy e di Metal Gear, non c’era da stupirsi che i videogiochi gli sarebbero entrati nel DNA a tal punto da aprire un canale YouTube ed una pagina Instagram dedicati alla sua passione. Innamorato degli U.S.A, del mondo nerd e delle colline di Toussaint al tramonto.