Ghostrunner – Recensione – PC, PS4, Xbox One

In un periodo in cui i videogiochi vengono posticipati con la stessa facilità con qui addenti un panino alla nutella, Ghostrunner è arrivato sul mercato in un periodo in cui ha potuto destreggiarsi senza troppe difficoltà. Andiamo ad analizzare questo titolo adrenalinico.

Comincio con il dire che il gioco è talmente veloce e frenetico, che durante le partite ho pensato mi stesse per venire un infarto. Per quanto mi riguarda è stata una sensazione strana, mi son sempre tenuto molto lontano da giochi così movimentati, preferendo di gran lunga quelli un po’ più tranquilli (Detto da un simdriver sembra un ossimoro, ma così è), però questo gioco ha catturato la mia attenzione.

Ci troviamo in un mondo post-apocalittico, l’umanità si è rifugiata su una torre, la Dharma Tower. In questo luogo non esiste uguaglianza sociale, piuttosto povertà, disperazione, atti violenti ed entropia. Sì, la torre sembra una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere in un caos primordiale cancellando dalla terra quei pochi sopravvissuti dell’umanità. L’obiettivo del nostro protagonista, Jack o meglio Ghostrunner, è quello di porre fine allo strapotere del Keymaster. Chi è il Keymaster? Il reggente della Dharma Tower, che governa senza un briciolo di umanità sulla Tower. Jack è l’ultimo dei Ghostrunner; questa cosa fa molto “L’ultimo samurai”, ed è un po’ così che è andata la questione. Questi erano delle vere e proprie macchine da guerra inarrestabili, armati di katana con un’agilità senza eguali ed erano i “sorveglianti” che mantenevano l’ordine nella Dharma Tower ai tempi dell’Architetto, prima che questo sparisse ed il Keymaster prendesse il suo ruolo.

Fatto questo preambolo, è doveroso annunciare che nel gioco non ci saranno cutscene, tranne una, quella iniziale. Lì vedremo Jack essere colpito a morte da Mara, questo è il nome del Keymaster, e lanciato nel vuoto verso i piani più profondi della Tower. Indovinate? Jack non muore. Viene salvato dai Climbers, dei ribelli guidati da Adam, una IA nella quale è stata impiantata la coscienza dell’Architetto. Il nostro Ghostrunner viene rimesso in forze e scala piano dopo piano per trovare la sua vendetta e liberare la Dharma Tower dalla tirannia di Mara.

Sembra veramente la trama di un film giapponese, e non mi stupirei se un giorno dovessero farci un anime, o un live action. Per circa dieci ore, poco più poco meno, impersoneremo il “buon” jack, lungo diciassette livelli nei quali dovremmo star ad ascoltare l’Architetto, Zoe (Una Climber che ci aiuterà nella storia), combattere e fare parkour. Voi direte: “Ma è impossibile fare tutto assieme!”. Certo che lo è, altrimenti perchè all’inizio ho detto che mi stava per venire un infarto? I dialoghi iniziano sempre nel momento meno opportuno, magari mentre stai correndo su una parete o stai schivando un proiettile e ciò rende ancora più difficoltoso il tutto. Capisco la scelta degli sviluppatori di non voler interrompere la frenesia e far battere i cuori dei giocatori alla stessa velocità della grancassa durante “Master of Puppets”.

Per quanto riguarda il gameplay nudo e crudo, Ghostrunner è veramente un gioco che mette a dura prova la pazienza. Avete presente la serie dei Souls? Ecco, simile, ma con la differenza che questo ha talmente tanta frenesia dentro che sembra ti sia bevuto venti caffè. Jack ha l’incredibile capacità di correre sui muri, fermare il tempo per schivare i proiettili, aggrapparsi alle sporgenze lontane con un rampino e tagliare in due chiunque gli si pari davanti; però si ha la resistenza di una foglia in autunno. Un colpo e muori. Tu che stai leggendo penserai: “Poco male, tanto il personaggio è fortissimo, cosa ci vorrà a passare i livelli?”. Eh no, caro lettore, la cosa non è per niente facile. Devi trovare il momento giusto per schivare mentre stai saltando su un muro, dopo aver corso da una parete all’altra ed esserti arrampicato con il rampino mentre il nemico ti sta sparando con il mitra. Ora prova a pensare che queste cose avvengono in tre-quattro secondi. Ci sono persone che hanno la capacità ed i riflessi di muoversi con facilità ed agilità nei livelli, muovendo le dita in sincronia perfetta con quello che succede a schermo. Ecco io non sono tra quelle, e spesso mi è capitato di morire decine di volte in un singolo livello.

Ghostrunner è tutto tranne che benevolo. Ogni volta che fallisci, il gioco ci prende gusto a farti notare quanto tu sia scarso, mostrando in schermata le volte che sei morto e confrontandole con quelle dei tuoi amici. Lì sale, ovviamente, la voglia di fare meglio di xXAsDuBaLiNo99Xx e la competizione fa battere il cuore ancora più velocemente. Però non è tutto così. Avete presente la Nutella che ho citato poco fa? Ecco Ghostrunner è un po’ come lei. Sai che ti fa venire l’esaurimento nervoso per le tante morti, che devi giocare con una tazza di camomilla vicino, ma non riesci a smettere. Continui a giocare e provare, saltando, correndo ed affettando. Il gioco è fluido, la grafica veramente ben fatta, l’ottimizzazione è da dieci e lode e la musica ti lascia lì, imbambolato. Un gioco fatto veramente tanto bene, seppur non sia il mio genere. Ti ritrovi a passare il pomeriggio davanti allo schermo senza neanche rendertene conto, e quando finalmente osservi fuori dalla finestra il sole è già tramontato.

Non importa quanto Ghostrunner sia punitivo, quante bestemmie ci tirerete contro e quanto sarà difficile restare calmi durante la vostra run, voi sarete lì, a giocare.

I nemici sono tanti, tutti letali e sempre più difficili da eludere. Dal semplice combattente con la pistola, fino a quello con il mitragliatore, per arrivare poi a quelli con scudi e robottoni che sparano raggi laser. Insomma, ce n’è veramente per tutti i palati e non è mai noioso. Nulla si ripete. Ogni livello è sempre diverso dall’altro ed è sempre più difficile; la curva di apprendimento di Ghostrunner è talmente ripida che a confronto il Monte Everest sembra una passeggiata. Ti ritrovi a passare mezz’ora o anche più su un solo livello, quando magari quello prima eri riuscito a superarlo dopo “solo” quindici fallimenti. Lì la frustrazione sale, così come la voglia di cliccare con il tasto destro sull’icona del gioco e poi su “Disinstalla”, ma poi ripensi che non può vincere. Quindi ci riprovi e riprovi e riprovi. Mi rendo conto, mentre scrivo queste parole, che Ghostrunner non sia un titolo per tutti i videogiocatori, io stesso non rifarei MAI E POI MAI una seconda run, ma è bello.

Il mio consiglio è quello di non acquistare il gioco qualora non foste realmente consapevoli di quello che vi attende.

In tutto ciò, durante le varie partite fatte, ho potuto notare come ci siano degli intermezzi interessanti e dove fosse possibile riposare le dita e la testa: CyberVoid. Qui Jack può acquisire potenziamenti per le proprie abilità risolvendo dei puzzle, spesso complicati. Rompe l’adrenalina e la frenesia di tutto il gioco, è vero, ma l’ho trovato piacevole. Cosa invece un pochino inutile sono le abilità stesse. Certo sembrano appetitose, ma durante i livelli sono andato talmente tanto veloce che raramente ho pensato “Oh ma avevo quest’abilità da usare e non l’ho usata”. Di conseguenza mi sono ritrovato a finire il gioco usando una percentuale minima di quanto sbloccato. Alcuni potenziamenti più semplici e passivi sarebbero stati sicuramente migliori.

Tecnicamente è fatto piuttosto bene, come accennato sopra, e l’ottimizzazione pure è ben studiata. Un titolo così DEVE essere ottimizzato. La velocità è tutto e deve essere fluido come l’acqua. Non ho mai riscontrato cali di frame o tentennamenti. In risoluzione a 2K, con i settaggi grafici al massimo i miei FPS sono sempre stati oltre i 90, grazie alla RTX 2080 Super. Pure sotto il punto di vista audio è egregio, nulla da dire; il doppiaggio è sempre azzeccato così come la soundtrack.

Non si può non parlare dei problemi, però. La difficoltà in primis. Capisco il voler fare un gioco che sappia di sfida per i giocatori, ma qui siamo a dei livelli quasi imbarazzanti. Disinstallai Sekiro per molto meno, incapace di andare avanti e frustrato per le eccessive e stupide morti. Ghostrunner, se non fosse per la sua ridicola (Diciamocelo senza problemi) difficoltà, non durerebbe più di tre ore. A volte sono incappato anche in hitbox un po’ maldestre che si sono rivelate fatali. Lì c’è poco da fare, non dipende dalla tua bravura, ma da un errore che sta alla base e devi aggirare l’errore in un altro modo. In un gioco come questo sono sbagli inconcepibili, dove tutto deve essere perfetto ed armonico. Sicuramente problemi che verranno risolti in futuro, ma era giusto farli notare.

Ghostrunner è disponibile su PC, PS4 ed XBOX ONE al prezzo di 29,99€, ma sono in arrivo anche le versioni per SWITCH, PS5 ed XBOX SERIES X.

Andrea Panicali
Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il rispetto tra i più famelici mangiatori d'Italia.