Roam – Recensione – dV Giochi

Terre Arziane… siamo in un mondo fantastico e io non potrei che sguazzarci dentro. La stessa ambientazione di Above and Below e Near and Far, dovremo salvare i personaggi da un sonno ipnotico. Direi sia arrivato il momento di risvegliarli e scoprire in questa recensione di che pasta è fatto Roam, di dV Giochi!

Nella realtà, come nel gioco, siamo alle prese con uno strano virus… ah no, uno strano morbo che non fa venire la febbre, ma bensì fa vagare senza meta in un sonno ipnotico gli abitanti delle terre Arziane (vi è andata meglio che a noi, non vi lamentate). Salviamoli uno ad uno a suon di “tetris”, gli incastri serviranno a conquistare terreno e guadagnare preziose monete.

Il gioco, nato dalla mente dell’ingegnoso Ryan Laukat, di cui è autore e illustratore, ci porterà in territori sconosciuti fantastici quasi da farmi sentire un’avventurosa Hobbit!

E a questo punto godetevi in breve o nel dettaglio le regole di Roam per poi scivolare curiosamente tra le parole della mia recensione…

In breve

Ad ogni turno dovremo piazzare dei segnalini sulle carte territorio con una configurazione ben precisa a quella riportata sulla nostra carta. Se il segnalino toccherà una moneta la guadagneremo e ce ne serviremo per acquistare tessere Artefatto che ci daranno poteri speciali. Quando una carta territorio sarà completa di segnalini si vedrà chi avrà la maggioranza su di essa e colui prenderà la carta in questione che girandola rivelerà il personaggio salvato e una nuova configurazione da usare.

Nel dettaglio

Per cominciare una partita a Roam scegliamo il nostro colore prendendo le 3 carte iniziali associate e i relativi segnalini. Al centro del tavolo si posizioneranno 6 carte territorio pescate casualmente dal mazzo a formare una griglia 3×2, questa sarà la nostra mappa. Accanto ad essa mettiamo quattro tessere Artefatto a faccia in su.

Nel nostro turno scegliamo uno dei nostri personaggi disponibili su cui ad ognuno è associata una configurazione per far piazzare i segnalini nella mappa. La configurazione deve entrare per intero, eccetto le caselle tratteggiate. Se una casella della mappa è già occupata da un segnalino qualsiasi, la saltiamo. Se piazziamo un segnalino su una moneta la guadagneremo dalla riserva mettendola di fronte a noi.

Alla fine del nostro turno se una carta territorio è ricoperta da segnalini con una maggioranza del nostro colore, la prenderemo e sul retro scopriremo la creatura smarrita che siamo riusciti a ritrovare e rimpiazzeremo lo spazio lasciato vuoto con una nuova carta. La carta ottenuta ora sarà nostra e potremo usare la configurazione su di essa disegnata. In caso di pareggio di segnalini su una carta, i giocatori in parità punteranno delle monete. Chi avrà puntato di più vince la carta e metterà le monete giocate nella riserva.

Una volta usata una configurazione di una carta, quest’ultima dovrà essere girata; non sarà più utilizzabile finché non si avranno tutte le carta girate, a questo punto si riposizioneranno tutte le carte per essere di nuovo utilizzate. Si può anche decidere di pagare ad inizio del nostro turno per riportare utilizzabili le carte girate.

Come ultima azione del nostro turno c’è l’acquisto di un Artefatto. Questi ci daranno la possibilità di usare sei abilità da non perdere, anche loro andranno girati una volta utilizzati i loro poteri.

La partita terminerà quando un giocatore avrà 10 personaggi davanti a sé. Ora si conteranno i punti sulle carte e sugli Artefatti, chi ne avrà di più sarà il vincitore.

Roam – Recensione – Impressioni

Da brava figlia degli anni ’80 quando vedo qualcosa che assomigli ad un tetris il mio cervello grida “fate largo, questo è il mio campo”! Eh già, ho un debole per questa tipologia di incastri ed in questo, Roam, ha davvero soddisfatto tutte le aspettative durante la mia recensione.

Molto veloce e scorrevole il regolamento, con vari esempi e descrizioni dettagliate delle tessere Artefatto.

Materiali superbi: carte giganti (12×7), spesse, telate e con queste illustrazioni che trovo fantastiche e che richiamano alla mente Il Signore degli Anelli; segnalini grandi in legno e stondati; tessere e monete di uno spessore esagerato (3mm), indistruttibili.

Il gioco è divertente, facile e imprevedibile; ho apprezzato anche le due varianti che mettono un pizzico di pepe in più al tutto.

Non lo consiglierei di certo a chi predilige giochi più complessi e a chi ama avere libera scelta sul posizionamento dei segnalini nel gioco. Roam è un titolo semplice in cui però ci sono regole ben precise per il piazzamento sulla mappa e dunque siamo molto vincolati nelle decisioni da prendere, ma questa rigidità viene sbloccata in qualche modo con i poteri degli Artefatti.

E’ un filler astratto piacevole e leggero, per tutti, anche per chi ha poca familiarità con i giochi da tavolo.

L’espansione Plance Gemmate (che non ho ancora avuto il piacere di avere) mette a disposizione una plancia a giocatore per posizionarne sopra gemme ad ogni carta territorio che saremo riusciti ad ottenere. E’ una buona idea per chi ha già fatto molte partite a Roam.

Ultima curiosità: Roam è tra i 5 finalisti per il premio Gioco dell’Anno 2020.

Alessandra Canini
Alessandra1982giochidatavolo - E' una “desperate mom housewife”; avida consumatrice di Giochi da Tavolo, librigame, LEGO, Serie TV e Blockbuster. Vive nella campagna romana da dove riesce a vedere la Contea. Rossa per scelta… tutta colpa de La Sirenetta! Assidua frequentatrice della cittadina di Arkham nel Massachusetts.