Remothered: Broken Porcelain – Recensione – PS4, PC, Xbox One, Nintendo Switch

Stormind Games ha saputo conquistare un successo ben più che discreto grazie al suo Remothered: Tormented Fathers e si appresta ora a ripetere, o almeno provarci, l’impresa con Remothered: Broken Porcelain, uscito il 13 Ottobre 2020 su PS4, PC, Xbox One e Nintendo Switch. Il team sarà riuscito a convincerci? Scopritelo in questa recensione!

Remothered: Broken Porcelain – Recensione – Survival Horror Tricolore

Remothered: Broken Porcelain si presenta come sequel diretto del titolo del 2018, Tormented Fathers, ma gioca con gli eventi e rimescola le carte in tavola per mostrarci nuovi punti di vista e sfaccettature.

Il gioco ruota attorno alla quindicenne Jennifer (un nome legato a doppio filo alle vicende del primo capitolo), costretta a lavorare come cameriera e domestica nell’hotel italiano Ashmann Inn. Dalla sua prospettiva il giocatore può notare nuovi elementi appartenenti al primo capitolo , ma al tempo stesso la storia non dipende dagli eventi passati e mira ad avere un’anima tutta sua.

Ad ogni modo il gioco offre un breve ma chiarissimo recap della vicenda principale appena iniziata una nuova partita ed offre una, seppur minima, infarinatura utile per cogliere alcuni aspetti più pregnanti di Broken Porcelain.

Il survival horror di Stormind Games, studio tutto italiano di Acireale, cerca di offrire un ampliamento delle meccaniche del suo predecessore, oltre ad una nuova storia ricchissima di atmosfera. Questo primo assaggio, dopo l’ormai lontana Gamescom dell’anno scorso, offre un quadro abbastanza chiaro di cosa aspettarsi da questo nuovo e tetro capitolo.

Remothered: Broken Porcelain – Recensione – Check-in

Nelle prime due ore di gioco si vivono da subito momenti in cui la tensione è molto alta, ma al tempo stesso ci vengono fornite le prime informazioni sui personaggi e i rapporti che li legano, così come l’ambientazione e il contesto storico e culturale in cui viene narrato il racconto.

L’identità del titolo è ben riconoscibile sin da subito e Jennifer risulta una protagonista credibile e interessante, nonostante venga introdotta in maniera piuttosto semplice ed anonima. Espulsa da un collegio femminile, si ritrova insieme ad altre ragazze problematiche a lavorare all’interno del fascinoso hotel della famiglia Ashmann, sotto la tutela di Andrea, a capo dei dipendenti della struttura. È chiaro sin da subito che Andrea non nutre grande simpatia verso Jennifer e le altre ragazze e, soprattutto, non approva il ruolo che il direttore dell’albergo le ha affidato, ovvero occuparsi delle stesse.

Lo stesso rapporto fra le insubordinate adolescenti pare essere piuttosto burrascoso e complicato, ma proprio mentre si inizia a intravedere qualche sviluppo su uno di questi rapporti conflittuali, l’orrore prende il sopravvento: qualcosa di oscuro sembra infatti controllare Andrea, non più semplicemente esasperata dall’insolenza che vede nelle giovani, ma totalmente trasfigurata in un pupazzo mosso da rabbia e sete di sangue.

Il giocatore si trova dunque solo e senza appigli contro un’inseguitrice apparentemente implacabile, bloccata fra le spire dell’hotel. Proprio come nel capostipite della serie, Remothered: Broken Porcelain mette il giocatore al centro di fasi esplorative e di sezioni puzzle scandite dalla fuga dai nemici alle nostre calcagna. Non possiamo sconfiggerli, solo rallentarli o sviarli con oggetti per distrarli o armi di fortuna da sfruttare come ultima risorsa per evitare una morte certa.

Concettualmente questa scelta di design funziona bene, poiché ci pone una serie di mostri, sempre in agguato, contro cui ci si sente costantemente impotenti, in un perenne stato di disagio e tensione che spinge a pensare, agire in fretta e muoversi sempre con cautela nella risoluzione degli ostacoli messi di fronte a noi. Arrivati a questo punto, pronti per partire con la nostra avventura… iniziano i problemi, purtroppo, e questo meccanismo non sempre funziona a dovere, considerati alcuni fattori che, alla fine dei conti, a oggi minano parecchio l’esperienza.

Remothered: Broken Porcelain – Recensione – Potenziale Sprecato

In tante occasioni la telecamera impazzisce nelle situazioni più concitate e sfuggire alle grinfie dei nemici risulta più ostico del previsto; così come non sempre sono chiare le routine che l’AI nemica decide di seguire e a volte ci si ritrova faccia a faccia con i nostri carnefici senza essere riusciti a prevederne l’arrivo.

L’impossibilità di disfarcene definitivamente è assolutamente coerente con la direzione del prodotto, ma può risultare un po’ ripetitiva e in alcuni casi frustrante, considerato che il nuovo sistema di crafting, che permette di sfruttare gli oggetti raccolti nell’ambiente per creare nuovi elementi di gioco o potenziare quelli già presenti, non funziona al meglio, diventando legnoso e poco funzionale e smorzando l’ottima atmosfera che il gioco riesce ad offrire.

Inoltre, alcuni dei passaggi proposti dal team per incedere nello svolgimento del gioco risultano un po’ criptici e forzati. Il level design risulta ben congegnato sia in termini ludici che di credibilità della struttura, offrendo nell’ambientazione forse il punto più interessante fra tutti.

Remothered: Broken Porcelain – Recensione – Un titolo a metà

Broken Porcelain è un titolo che arriva sul mercato a prezzo budget di 29.99 euro e questo è un aspetto che giocoforza bisogna considerare quando si parla del suo aspetto tecnico.

Nonostante si possa quindi chiudere un occhio su alcuni elementi un po’ incisivi in termini di modellazione poligonale, però, non si può perdonare un set di animazioni troppo pesante e ingessatoche smorza fortemente le scene di tensione legate agli inseguimenti e alle disperate lotte contro i nemici, già fiaccati da un’IA che, come già scritto, non brilla particolarmente.

A livello di sound design invece, spesso è difficile capire la posizione dell’antagonista in base alle sue frasi e risulta in alcuni casi anche fuorviante. Non mancano problemi legati alla fisica di alcuni oggetti, prompt dei comandi a volte scomodi da sfruttare con precisione, streaming texture e altre sbavature a livello di polishing generale, i quali seppur supportati da una patch pre-lancio da 4.5 Gb non hanno trovato soluzione. Tutto questo rende Remothered; Broken Porcelain un titolo a metà fatto da una storia e un’ambientazione molto affascinanti, con un background solido, ma destinate a schiantarsi contro uno comparto tecnico non all’altezza e sviluppato male.

Remothered: Broken Porcelain – Recensione – Check out

Remothered: Broken Porcelain si presenta e si scopre come un survival horror dove la frustrazione e il senso di impotenza regnano sovrani, non per la difficoltà del gioco in sé, ma per tutta una serie di difetti dal punto di vista tecnico che minano pesantemente il gameplay. Certo, il gioco si può superare tranquillamente, ma armatevi di molta, molta pazienza; naturalmente tutti questi problemi possono essere corretti, speriamo, con una patch futura, ma in un momento molto caldo per il mondo videoludico come quello che stiamo per attraversare, avrei preferito giocare un titolo tecnicamente più sviluppato.

Francesco Alberio
Milanese, nato nel’anno del primo Final Fantasy e di Metal Gear, non c’era da stupirsi che i videogiochi gli sarebbero entrati nel DNA a tal punto da aprire un canale YouTube ed una pagina Instagram dedicati alla sua passione. Innamorato degli U.S.A, del mondo nerd e delle colline di Toussaint al tramonto.