Disney fissa l’obbiettivo – A tutto streaming!

Disney annuncia con un comunicato stampa la volontà esplicita di spingere a tutta sui contenuti streaming. La notizia era già nell’aria da tempo, ma ora è tutto nero su bianco!

Walt Disney Pictures
Immagine iconica della Walt Disney Pictures

In questa nuova strutturazione, i tre gruppi della compagnia dedicati alla creazione dei contenuti saranno responsabili di produrre e consegnare contenuti per il cinema, canali lineari e streaming, con il focus primario sui servizi di streaming della compagnia.

Questo comunicato stampa da parte di Disney, preannuncia qualcosa  che da tutti era già stato preventivato, ma ora, passo dopo passo sta prendendo sempre più forma. Possiamo pensare che la pandemia abbia amplificato il tutto, che abbia accelerato il flusso dell’evoluzione, se cosi vogliamo chiamarla. Ma il dato di fatto è che le basi sono state create tempo fa, con l’avvento del fenomeno Netflix.

Le ultime dichiarazioni di Disney (riportate nel virgolettato) pongono un forte focus sulla volontà di spingere, sempre più a fondo, su una fruibilità streaming. Queste parole devono portare ad una riflessione a lungo raggio, su quel che avverrà in un futuro lontano, perché quello che avverrà nell’immediato possiamo già tastarlo con mano.

Un esempio può essere Soulultimo lavoro Pixar programmato per l’uscita  nelle sale, ma dirottato all’ultimo in esclusiva streaming, nel giorno di Natale, sulla piattaforma Disney+ .

Mulan, Onward oltre la magia e Soul
Da sinistra a destra troviamo la locandina di: Mulan , Onward oltre la magia e Soul.

Potremmo citare altri casi avvenuti negli States, come Frozen II e Onward. Entrambi i film sono stati resi fruibili sulla piattaforma streaming molto prima della cessazione della visibilità in sala.

Il caso Mulan, a disposizione solo su piattaforma, ed esclusivamente con accesso al pacchetto “VIP”, ovviamente con un supplemento di costo. Una soluzione nuova per Disney+, per poi renderlo disponibile a tutti i possessori dell’abbonamento classic pochi mesi dopo.

Atteniamo ora la riunione del 10 dicembre che coinvolgerà tutti gli azionisti. Se tutto verrà confermato saremo davanti ad un grande cambiamento.

Sta davvero cambiando la modalità di vivere la visione dei film?

Sono i numeri a dircelo, in meno di un anno la Disney ha già superato i 60 milioni di abbonati, Netflix ne conta 180. Le sale cinematografiche in tutto questo, lottano per restare a galla, alcune chiudono. La pandemia sicuramente ha fatto pendere l’ago della bilancia nettamente a favore dello streaming, ma questo cambiamento in cosa consisterà?

Spariranno davvero le sale cinematografiche?

Non è questione prevedibile, sicuramente le teorie sono molte, ma non penso che il cinema, inteso come struttura fisica possa sparire. Si può pensare ad un futuro con sale tematiche dettate dai grandi colossi Disney, Warner Bros, Universal, Netflix e via dicendo. Anche se Netflix non si è mai dichiarata interessata a possedere delle catene cinematografiche. Però qualche sala storica Americana è già stata riscattata dal colosso. Ma ora dobbiamo fare un passo indietro.

Fondamentale sapere che:

Hollywood Antitrust del 1948 ( o caso Paramount ) è stata una disputa fondamentale che ha deciso le sorti degli studi cinematografici. In sintesi questa legge proibiva alle major di possedere sale o catene cinematografiche, perché avrebbero manipolato le programmazioni e forzato un mercato. Quindi libertà agli esercenti di stabilire i loro palinsesti, e al pubblico libertà di scelta. Questo portò ad interessanti evoluzioni:

• Nascita di un maggiore numero di cinema indipendenti tra gli anni ’50 e ’70

• La fine del vecchio sistema degli studi Hollywoodiani e la nascita della sua età d’oro, la new Hollywood 

• Aumento di produttori e studi indipendenti senza l’interferenza di grandi major, nuove produzioni.

• L’indebolimento del codice di produzione a causa della nascita di teatri indipendenti che potevano proiettare film stranieri realizzati al di fuori della giurisdizione del codice.

La parte interessante arriva ora, quando quest’anno,  il giudice federale Analisa Tores ha dato il via libera al dipartimento di giustizia americano di revocare il  “Paramount Decrees” in vigore da 71 anni. Queste le sue parole:

Settant’anni di innovazione tecnologica, nuovi competitors e modelli di business, e cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, hanno cambiato la fondamenta dell’industria. Inoltre tra gli studios legati al decreto sono pochi quelli ancora esistenti (RKO, MGM Warner Bros, Paramount e Fox ).

Nessuna società streaming come: Disney, Netflix , Amazon, Apple e altre erano soggette al ormai ex-decreto. Ricordiamo che nel 1948 Disney non era ancora una major, non aveva la forza di autodistribuirsi, iniziò a farlo solo dal 1953.

In conclusione

Come vi dicevo Netflix si è già mossa negli anni acquistando sale cinematografiche, ma solo dopo l’ufficiale cessazione della legge del ’48 ha voluto rimarcare il suo disinteresse verso un determinato scopo.

Magari ci troveremo ad assistere ad una battaglia fatta di grandi cinema a tema, che veicoleranno le fruizioni e le programmazioni in base alle loro produzioni o chissà cos’altro. Proiezioni che saranno in sincrono con la visione e la disponibilità in streaming, goduta comodamente da casa, accedendo alla piattaforma smart. Le mie sono solo provocazioni, ma la situazione che andremo a vivere nei prossimi anni o decenni sarà di grossi cambiamenti.

Sembra un qualcosa che puzza di vecchio, ma con una connotazione tecnologica. Aspettando un’altra Hollywood Antitrust, vi lascio alle vostre riflessioni.

Marco Salati
Scrive come tesi di laurea “ Il cinema nella mente” perché per lui la relazione tra cinema e psicologia è tutto. Ama vivere nel sogno, o semplicemente far vivere i suoi di sogni, purché questi vengano vissuti in maniera personale. Non dimentica mai che “In ogni strada di questo paese c'è un nessuno che sogna di diventare qualcuno” e in quel viaggio cosi folle “ Perdersi è meraviglioso”.