Draftosaurus – Recensione – Ghenos Games

Era il 1993 quando al cinema usciva un film che avrebbe cambiato per sempre la nostra visione dei dinosauri: sto parlando ovviamente di Jurassic Park, immenso capolavoro cinematografico non solo insignito di tre premi Oscar, ma soprattutto capace di dar vita ad uno dei brand più acclamati e “copiati” di sempre. E’ innegabile come da allora i dinosauri siano entrati prepotentemente nel nostro immaginario collettivo, molto più che qualche lezione sui libri di scuola, bensì una presenza quasi costante in molti ambiti sociali. E di sicuro, non sono stati da meno i giochi da tavolo, i quali hanno provato più e più volte ad omaggiare quel leggendario parco di dinosauri, anzi… con Draftosaurus potrete ora costruirne uno tutto vostro (in formato mignon)!

Una piccola scatola dalle dimensioni di una spanna, 5 plance giocatore, un regolamento a dir poco abbordabile e 60 coloratissimi meeple di dinosauro (divisi in 12 unità per 6 specie), sono tutto ciò che rendono Draftosaurus un vero e proprio gioiello da tavolo. Ed il merito è dei ragazzi del Team Kaedama, un gruppo di quattro game designer che annovera tra le proprie file nientepopodimeno che Antoine Bauza, Corentin Lebrat, Ludovic Maublanc e Thèo Riviere. Aggiungere altro sarebbe superfluo.
Ma prima di passare alla descrizione del regolamento, vi elenco le solite generalità del gioco che alla fine dei conti è sempre cosa buona e giusta conoscere. Come suggerisce il titolo, Draftosaurus è un gioco basato sul sistema di drafting per 2-5 giocatori edito in Italia dalla Ghenos Games, consigliato a partire dagli 8 anni compiuti e dalla durata di circa 15 minuti a partita, indipendentemente da quanti giocatori sono seduti al tavolo. Tutto chiaro? Curiosi? Sì? Allora, andiamo a vedere come si gioca!

DRAFTOSAURUS – DIAMO UN’OCCHIATA AL REGOLAMENTO…

Premetto subito che il turno di gioco si svolge in modo differente a seconda del numero di giocatori: da 3 a 5 lo svolgimento è il medesimo, mentre è stata studiata una variante (molto interessante) per la sfida a 2 giocatori. Parto quindi a parlare del regolamento “base”, finendo poi con la variante a cui ho appena accennato.
Preparare una partita a Draftosaurus è un gioco da ragazzi, una procedura semplice e celere: ogni giocatore prende la propria plancia e la piazza davanti a sè con il lato estivo a faccia in su, poi sempre in base al numero di partecipanti si lasciano dentro al comodo sacchetto di tessuto (compreso nel gioco) un numero di dinosauri stabilito dal regolamento. Fatto ciò, a partire dal primo giocatore, ognuno pesca a caso sei dinosauri e passa il sacchetto alla propria sinistra e si continua così finchè tutti non hanno pescato questi sei meeple. Ora, il gioco prevede di tenere i dinosauri in mano, ma io per comodità utilizzo i bicchieri di Perudo, molto colorati e robusti: è una cosa che vi consiglio per evitare soprattutto che i dinosauri cadano in continuazione dalle mani dei più sbadati.
Chiusa questa piccola parentesi, il primo giocatore si appropria del dado e la costruzione del parco può avere inizio! Il dado viene tirato. Il risultato del lancio rappresenta un vincolo di posizionamento per i dinosauri di tutti i partecipanti, eccezion fatta per chi ha eseguito il lancio, il quale è libero di eseguire il proprio piazzamento in qualsiasi zona della plancia. I risultati del dado obbligano a posizionare i dinosauri in zone boschive o rocciose, nel lato del bar o vicino ai bagni, all’interno di recinti vuoti oppure in recinti senza T-Rex già al proprio interno. Quest’ultimo rappresenta l’eccezione tra le sei specie di dinosauri presenti; infatti, esso possiede l’abilità di aggiungere un punto al totale punteggio del singolo recinto in cui è stato piazzato. Ma attenzione! Più T-Rex nello stesso recinto producono sempre e solo un punto aggiuntivo.
Già che ci siamo, vi faccio anche bella panoramica della plancia di gioco estiva. Sono presenti sei recinti su cui poter piazzare i propri dinosauri: uno in cui è consentito piazzare solo dinosauri uguali, uno in cui devono essere tutti diversi, uno in cui si fanno punti ogni due specie identiche, un altro dove si ottengono ulteriori punti ogni tre dinosauri presenti di qualunque tipologia e gli ultimi due recinti a posto unico in cui si ottengono punti se e solo se: viene piazzato il dinosauro di cui si ha la maggioranza rispetto a tutti gli altri giocatori (vale anche il primo posto a pari merito) e se viene piazzato un dinosauro non presente in nessun altro recinto del proprio parco. Per ultimo, vi parlo della settima zona ovvero il fiume: quando non sapete dove posizionare un meeple e non volete sprecarlo sapendo che non frutterà punti, potrebbe essere una saggia decisione buttarlo in acqua per portarsi a casa un punto sicuro.
Bene, ora che conoscete Draftosaurus nei minimi dettagli, spiegarvi lo svolgimento del turno sarà un gioco da ragazzi: il giocatore di turno tira il dado e tutti in contemporanea piazzano uno dei sei dinosauri che hanno in mano. Ora tutti i giocatori passano i propri dinosauri al giocatore alla propria sinistra, stessa sorte subirà il dado. Così finchè ognuno non ha piazzato sei dinosauri nel proprio parco… ma non è finita! Una partita a Draftosaurus si svolge infatti su due turni identici, di conseguenza dopo aver completato il primo round, se ne svolge un secondo seguendo lo stesso percorso. Alla fine del secondo round, si possono quindi contare i punti ottenuti dai propri parchi per scoprire chi è il vincitore!
Ma la plancia invernale? E la variante per 2 giocatori? Arrivo. Cominciamo con il lato invernale della plancia, nata per alzare la difficoltà di gioco con piazzamenti sicuramente più impegnativi da gestire. Oltre al fiume che si comporta allo stesso modo del lato estivo, qui abbiamo sei recinti tutti nuovi: in un recinto possono essere collocate due specie diverse (alternate però tra di loro), in un altro si posiziona un dinosauro per ottenere punti in base a quanti ne possiede l’avversario di destra, poi vediamo una piramide in cui si possono piazzare tutti i colori, ma mai adiacenti tra di loro. Molto interessante è il doppio recinto dell’amore, dove bisogna piazzare due specie uguali su entrambi i lati, mentre per finire troviamo un recinto singolo dove poter mettere un meeple qualsiasi da poter poi riutilizzare appena dopo il termine della partita. Per quanto riguarda invece la variante per 2 giocatori, la partita si svolge su 4 turni invece dei canonici 2. Questo perchè durante il proprio turno un giocatore viene sì chiamato a piazzare un dinosauro all’interno del proprio parco, ma sarà obbligato anche ad eliminare un dinosauro dalla propria mano senza farlo vedere all’avversario.
DRAFTOSAURUS – ALCUNE CONSIDERAZIONI…
Ve lo confesso a cuore aperto: Draftosaurus mi piace veramente tanto. Ho un vero debole per questo giochillo dalle dimensioni minute, ma che garantisce un divertimento grande così (non potete vedere le mie braccia aperte, ma potete fidarvi). Diverte tutti, lo fa sempre ed in qualsiasi momento vi venga in mente di apparecchiarlo… beh sarà sempre il momento giusto. Mi viene difficile trovargli un difetto, perchè credo che, a suo modo, difetti non ne abbia proprio. Vogliamo parlare di questi fantastici meeple? 60 piccoli dinosauri di legno coloratissimi che colpiscono dritto al cuore ed agli occhi: metterli in fila, impilarli e fargli foto di qualunque genere diventerà una tentazione irresistibile. Anche le plance non sono affatto da meno, disegnate ad hoc e perfettamente in tema con il resto della produzione.
Ma quello che più lascia il segno è senza ombra di dubbio la sua modalità di gioco. Praticamente chiunque può apprenderlo in neanche 5 minuti per poi divertirsi a non finire. Per farvi rendere conto, dopo averlo presentato a dei miei amici, erano talmente entusiasti che abbiamo fatto ben diciotto (!!!) partite consecutive. E non vi direi una bugia dicendovi che non ci eravamo ancora stufati. Perchè, in realtà Draftosaurus nasconde una dose di strategia per nulla scontata, la quale dà una bella spinta alla rigiocabilità. Seppur il sistema di drafting si espone molto al fattore fortuna, essa può essere mitigata grazie alla varietà di recinti presenti all’interno delle due plance, altro fattore che fa venir voglia di rigiocarlo “solo un’ultima volta”.
Inutile dirvi che il gioco scala perfettamente con qualsiasi numero di giocatori, giocare in tanti è davvero divertente, ma devo dire che trovo molto intrigante la variante per 2 giocatori. Il dover togliere un dinosauro ad ogni turno dona al gioco un’interazione diretta semplicemente “perfida” che nessuno si sarebbe mai immaginato, regalando anche ai protagonisti un maggior controllo sul gioco a dispetto di una minore influenza dell’alea.

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Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si considera con orgoglio un nerd di prima classe. Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.