Il caso Pantani – L’omicidio di un campione – Anteprima Film

Grazie a Koch Media siamo riusciti a vedere in anteprima il film di Domenico Ciolfi, che ritrae le vicende legate a Marco Pantani. Un film che fa emergere dettagli sconvolgenti, una storia che urla a gran voce: È L’ORA DELLA VERITÀ!

Domenico Ciolfi riporta alla luce una vicenda accaduta ormai 16 anni fa. Una storia che tutti noi conosciamo, ma con il passare del tempo abbiamo archiviato nella nostra memoria tralasciando un piccolo dettaglio, quella tragedia non ha mai avuto giustizia. Marco Pantani, non ha mai avuto giustizia. Troppi dettagli non hanno mai trovato la luce,  troppi particolari non sono mai stati presi in considerazione, troppe le persone ignorate, troppe le calunnie mosse contro Marco. Troppi i silenzi attorno a questa vicenda.

Il caso Pantani è il film sulla storia di un uomo e delle sue contraddizioni. Una storia che merita di essere raccontata.

Marco Pantani
Marco Pantani – Il pirata

Il caso Pantani – L’omicidio di un campione – Anteprima Film

Interessante scoprire durante la visione, come il regista indaga sull’uomo, dividendo in tre fasi la sua vita. La prima, quella del campione, del Pirata che ha fatto stropicciare gli occhi a tutto il mondo del ciclismo e non. Dello sportivo che ha fatto avvicinare il più grande numero di persone a questo sport. Ma è anche il Marco Pantani che vive la sua prima “morte”. Perché la manipolazione di quella provetta, avvenuta a Madonna di Campiglio, il 5 luglio 1999 sancisce la morte del Pirata. Da qui nasce la seconda fase della sua vita, un Pantani differente, un’evoluzione che lo porterà a vivere la terza, ed ultima evoluzione che la sua storia gli ha riservato. Questa fase, lo porterà, cinque anni dopo gli avvenimenti della provetta, disteso a terra, a petto nudo, in una camera del residence Le Rose di Rimini, nel giorno di San Valentino.

Scelte del  regista

Il regista, Domenico Ciolfi, decide di far interpretare queste tre fasi della sua breve vita da tre attori diversi. Brenno Placido interpreta il Pirata, il Marco Pantani capace di imprese sportive senza eguali. Marco Palvetti è il Marco Pantani di Cesenatico, l’uomo che affronta la seconda fase della sua vita. Mentre Fabrizio Rongione conclude l’opera interpretato i capitoli conclusivi della vita del campione, quelli riguardanti le vicende di Rimini.

Monica Camporesi, che oltre ad essere attrice è anche produttrice esecutiva, interpreta due personaggi femminili. La prima, Christina Jonsson, il grande amore di Pantani. Marco e Christina si sono incontrati nell’inverno del 1995. Lui era il Pirata, considerato uno dei più forti scalatori di tutti i tempi, con grandi doti di fondo e recupero. Lei ballava sui cubi e non aveva mai sentito parlare di Pantani. Il secondo personaggio è Elena Korovina, la bella escort russa “vicina” a Marco Pantani nelle ultime fasi della sua vita.

Francesco Pannofino interpreta il ruolo dell’avvocato Antonio De Rensis. Le immagini che lo ritraggono non sono molte, ma la sua voce ci accompagna per tutto il film. Nella fase conclusiva, dove molte delle vicende insabbiate, vengono portate alla luce dalle immagini, c’e spazio per delle riflessioni personali. La voce fuori campo di Pannofino è la cornice perfetta per una narrazione toccate, che provoca quel fastidio, per una vicenda che un pò tutti, colpevolmente, avevamo archiviato nel passato.

Altri interpreti del film: Libero De Rienzo, Gianfelice Imparato ( Candido Cannavò ), Giobbe Covatta ( Rosario Tolomelli ), Domenico Contamare ( Augusto La torre ), Marco Boriero ( Isp. capo Daniele Laghi ), Alessandro Lui (Pietro Buccelato ), Michele Abbandonza ( Marcello Siboni ), Paola Baldini ( Manuela Ronchi, Manager di Marco ).

Conferenza stampa
Anteprima del film Il caso Pantani – L’omicidio di un campione

L’omicidio di un campione

Aver scelto di far interpretare la stessa persona ( Marco Pantani ) da tre attori diversi è stata una decisione, a parer mio, coraggiosa, ma ben riuscita. Ognuno di loro ha dato un sentimento diverso al film, all’uomo. È come se avessero girato tre piccoli cortometraggi riguardanti tre fasi diverse di una storia. Assemblate con la giusta cura in un montaggio alternato, che non ti abbandona mai. Le immagini hanno un potere enorme, restano indelebili nella memoria, toccano quella parte più profonda e personale. Questo film, nonostante sia inscenato con una delicatezza invidiabile da parte del regista,  fa risuonare emozioni contrastanti. Resti deluso, arrabbiato, triste, confuso da una storia che non può essere vera. Ti senti in colpa, perché dentro di te sai, che anche tu, come miglia di persone, avevi tirato una riga sopra questa storia, archiviando il faldone con un titolo affrettato, superficiale: ” Marco Pantani era un drogato “.

Delicato, ma con forza

È un film affrontato con la giusta delicatezza, con la forza di raccontare il dramma di un uomo, con tutte le sue contraddizioni. Mette in evidenza come Marco sia stato abbandonato, come lo stesso Marco ad un certo punto abbia abbandonato la sua anima. Passeranno 15 anni prima che una procura italiana accolga le prove di un coinvolgimento della criminalità organizzata dietro al sabotaggio delle analisi avvenute a Madonna di Campiglio. La sua vita però è stata strappata via molto prima.

Il caso Pantani – L’omicidio di un campione, per stessa ammissione del regista, é un noir, un thriller, un dramma interiore che svela le contraddizioni e l’ipocrisia della società contemporanea. Il volere di quest’opera è chiaro fin dalle prime immagini, cito le parole di Tonina Pantani durante la conferenza stampa avvenuta dopo la visione dell’anteprima del film presso The Space Odeon a Milano:

“Spero che qualche magistratura veda questo film su Marco e si metta una mano sulla coscienza facendo le indagini sul serio”.

Immagine tratta dal film IL CASO PANTANI
IL CASO PANTANI – L’OMICIDIO DI UN CAMPIONE Marco Palvetti nei panni del Pirata

La ricerca

Durante la conferenza stampa, Domenico Ciolfi e Monica Camporesi ribadiscono più volte la difficoltà nel reperire le informazioni. Non tutti volevano ricordare. Le ricerche sono iniziate nel 2014 e hanno portato via molto tempo. Questo film doveva scavare sugli avvenimenti accaduti a Madonna di Campiglio fino ad arrivare a Rimini. Soprattutto si è indagato sull’uomo e sui suoi ultimi 5 anni di vita. In questi anni, Marco ha affrontato cambiamenti molto profondi, risultati fatali per la sua storia. Questo film racchiude aspetti nuovi delle vicende giudiziarie. Le continue indagini hanno fatto emergere fatti sconosciuti anche ai più affezionati alla storia, che è tutto, tranne che chiara. In sala era presente anche l’inviato delle Iene Alessandro De Giuseppe, che è intervenuto mettendo in luce una collaborazione con il regista, in questa continua ricerca. Ricordiamo inoltre, che l’inviato delle Iene, ha girato una video-inchiesta sulla vicenda, andata in onda il 24 Ottobre 2019  Pantani si è ucciso o è stato ammazzato? .

È da vedere perché…

Pantani è un’icona sportiva, un mito al pari dei più grandi atleti. Perché quei 55 giorni per chiudere un caso cosi complicato sono una farsa. Lo dobbiamo all’uomo, lo dobbiamo a quello che ha sofferto la famiglia. Lo dobbiamo alla giustizia nel suo più puro significato. È un gesto di perdono che chiediamo noi al Pirata, per aver creduto a quelle etichette, che hanno voluto forzatamente addossargli. Un uomo abbandonato in balia di un qualcosa di più grande, che nessuno ci ha raccontato per davvero. Lo dobbiamo allo sport, che dovrebbe essere un simbolo di rispetto e passione. Il cinema ha la forza di sensibilizzare anche una nuova generazione, cresciuta all’oscuro di questa vicenda. Con questo film, con le nostre visioni, dobbiamo riaccendere un fuoco di speranza, che grazie a Domenico Ciolfi ha di nuovo preso ardore.

È DA VEDERE PERCHÈ… LO DOBBIAMO AL PIRATA!

Marco Pantani – Il Pirata
Marco Salati
Scrive come tesi di laurea “ Il cinema nella mente” perché per lui la relazione tra cinema e psicologia è tutto. Ama vivere nel sogno, o semplicemente far vivere i suoi di sogni, purché questi vengano vissuti in maniera personale. Non dimentica mai che “In ogni strada di questo paese c'è un nessuno che sogna di diventare qualcuno” e in quel viaggio cosi folle “ Perdersi è meraviglioso”.