Set and Match – Recensione del gioco di tennis da tavolo! – Prètexte SAS

Ammirate la classe infinita di Roger Federer? Vi entusiasma la prepotenza fisica di Rafa Nadal? Invidiate la forza mentale di Novak Djokovic? Volete seguire le gesta di questi campioni, ma voi e la racchetta siete due mondi lontani? Nessun problema! D’ora in poi potrete giocare delle vere partite di tennis stando comodamente seduti sulla sedia di casa vostra, utilizzando il vostro solo dito indice… no, non sono pazzo, capirete tutto in questa recensione di Set & Match!

Set & Match è un gioco da tavolo per 2 o 4 giocatori, ideato da Philippe Latarse e sviluppato insieme a Vincent Chatel, nonchè distribuito da Prètexte SAS. L’idea di base è molto simile a quella Subbuteo, il cui fulcro di gioco passa attraverso la classica “schiccherata”, ovvero il colpo singolo effettuato con il dito indice. In questo caso però non sposteremo un giocatore di calcio in miniatura, bensì una piccola pedina di legno raffigurante una pallina da tennis. Allora, io direi che non resta che cominciare a scaldare i vostri indici e continuare a leggere, perchè ne vedrete delle belle!

Set & Match – Recensione – DIAMO UN’OCCHIATA AL REGOLAMENTO…

La scatola sottile e rettangolare di Set & Match racchiude in sè l’essenziale: un regolamento scritto in ben sei lingue (italiano presente, ndr), il tabellone che raffigura il campo da tennis in terra battuta dalle dimensioni di 50cmX35cm ed un sacchettino contenente due pedine di legno “palla da tennis” con i rispettivi feltrini da attaccare nella parte sottostante per uno scorrimento sul tabellone più adeguato ed i segnalini punteggio, bianchi e sempre di legno. Se sapete come si svolge una partita di tennis, beh praticamente possedete già il 90% delle nozioni necessarie per poter iniziare a giocare. Set & Match è una vera e propria simulazione tennistica, quindi molto di quello che succede sul campo reale, accadrà anche sui vostri tavoli; ma è comunque necessario scendere nei particolari per poter gestire appieno il completo flusso di gioco.
Partiamo dal sistema di punti, segnalato comodamente a lato del tabellone: il punteggio del game in corso (15-30-45-AD che sta per vantaggio), il conteggio totale dei game del set in corso (ogni set ha un massimo di 3 game) ed infine il totale dei set vinti (anch’essi con il limite di 3). Inoltre, per chi volesse approcciare il gioco con partite dal punteggio più semplificato o per chi è proprio allergico alle regole del tennis, è possibile sfruttare un basilare percorso punti che va da 0 a 12. Ma come si assegnano i singoli punti? Dall’altro lato del tabellone, possiamo trovare il tracciato dei “punti pressione”. In sostanza, l’indicatore parte dal centro e, come in un tiro alla fune, il giocatore guadagna ad ogni colpo dei punti che spostano il segnalino verso la propria parte; quando si riesce a portare la pedina sulla casella POINT del proprio lato, allora il punto viene assegnato ed il giocatore incaricato ritorna al servizio. La pallina da tennis viene piazzata dietro la linea di fondocampo ed il giocatore può così effettuare il proprio servizio; la pallina deve ovviamente fermarsi all’interno dell’area di risposta avversaria, in caso contrario viene chiamato il fallo (come nella realtà, un doppio fallo significa punto perso). Se il servizio rimane in campo, l’avversario può rispondere e dare così via allo scambio di gioco, ma se la pallina si ferma sull’apposito spazio ACE, allora chi ha servito ottiene istantaneamente il punto.
Il campo è diviso in molte sezioni, ognuna con un proprio punteggio specifico, utile ad assegnare punti pressione nella corsa al raggiungimento del POINT. Per attribuire i punti ottenuti dal colpo, è necessario osservare dove si è fermato esattamente il puntino nero disegnato al centro della pallina, mentre per valutare se una palla è fuori o meno dobbiamo utilizzare il corpo della pedina stessa: se essa tocca la riga allora la palla è buona, altrimenti è out. Nel caso in cui la palla risulti quindi in gioco solo perchè tocca la linea bianca, per attribuirne i punti pressione bisogna tirare una linea retta immaginaria partendo dal puntino nero al centro della pallina fino alla casella più vicina, dalla quale si otterranno i relativi punti. Nell’ulteriore caso in cui la pallina si fermi esattamente tra due caselle, il regolamento dice di attribuire sempre il punteggio più alto tra le due. Qualora invece la pallina si fermasse sul nastro, sarà ancora decisiva la posizione del puntino nero: se esso si fermerà al di là della rete allora lo scambio potrà continuare (nel caso di un servizio, sarà NET ed esso andrà ripetuto), mentre se il puntino non avrà superato la linea bianca del nastro allora si tratta di un colpo in rete e quindi di un punto perso. Rimane infine sottinteso come un colpo finito out durante uno scambio significhi punto immediato per l’avversario.
Ma esiste anche la possibilità di ottenere punti bonus grazie ad alcuni colpi speciali, qualora si riuscissero a sfruttare le tre sezioni più remunerative del tabellone: la zona di fondocampo, la zona laterale e la zona di rete. Si può quindi ottenere un bonus pressione +1 qualora si riuscisse a spedire la pallina da una zona laterale all’altra (simulando un colpo incrociato in topspin) oppure quando si esegue un dropshot (una palla corta) mandando la pallina dalla zona di fondocampo alla zona di rete. E’ inoltre consentito ottenere ben 2 punti pressione bonus, se si riesce a spedire la palla dall’incrocio tra la zona di fondocampo e quella laterale all’incrocio tra la zona laterale opposta e quella di rete: questo è il miglior colpo eseguibile in Set & Match. Altre regole da imparare non ne abbiamo, la partita prosegue quindi come una classica sfida tennistica finchè a prevalere non sarà uno dei due contendenti ed il giudice di sedia pronuncerà le fatidiche parole “Game… Set & Match!” Ricordatevi che esiste anche la possibilità di giocare un doppio 2VS2, dove i giocatori si alternano effettuando un colpo a testa.

Set & Match – Recensione – ALCUNE CONSIDERAZIONI…

Essere un giocatore (amatoriale) di tennis da circa 25 anni ha influito sul mio giudizio? Sicuramente l’entusiasmo con cui gioco a Set & Match è sopra la media ed è proprio per questo motivo che mi sono riservato di scrivere questa recensione solo dopo averlo fatto provare anche a persone non propriamente appassionate di tennis. Tra intavolarlo, spiegarlo e partire a giocare forse non sono arrivato a 5 minuti. Il gioco è praticamente un plug&play da tavolo, pronto per tutti i giocatori di tutte le età: mio figlio di 6 anni sta prendendo pian piano familiarità con la “schiccherata”, mentre il grande di 10 anni ormai ci va a nozze. La sensazione che trasmette Set & Match è impressionante, pare di essere veramente dentro un vero campo da tennis: ed essendo un gioco di abilità in tempo reale, quando si sfidano due giocatori in grado di padroneggiare bene il colpo, le partite diventano divertenti, frenetiche e anche faticose!
L’atteggiamento al match può essere differente per ognuno di noi: c’è chi si accontenta del colpo centrale per non rischiare l’errore, c’è chi cerca l’errore dell’avversario, c’è chi aggredisce mirando vicino alle righe e c’è chi sarà sempre alla ricerca dei bonus con i colpi spettacolari. Quando comincerete a farvi prendere la mano, voi ed il vostro avversario commenterete ogni colpo del match diventando con un po’ di nostalgia dei piccoli Rino Tommasi e Gianni Clerici (i due commentatori più iconici e riconosciuti di sempre). Set & Match è un titolo che si presta, per quanto sia un gioco esclusivamente per 2 (o 4) giocatori, a serate di grande agonismo attraverso l’organizzazione di tornei e campionati: più tabelloni al tavolo, partite in contemporanea, lavagna gigante ed arbitri per tutti i match. Insomma, cosa chiedere di più per una serata tra amici?

Ringrazio sentitamente Philippe Latarse e Vincent Chatel per aver inviato questa copia review! Inoltre vi ricordo che in commercio è possibile trovare la versione maxi di Set & Match con il campo “verde Wimbledon” in neoprene dalle dimensioni pazzesche di 100cmX60cm!

 

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si considera con orgoglio un nerd di prima classe. Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.