Ma Rockstar ha davvero cambiato la sua politica economica?

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Rockstar e la politica economica – Speciale di Valerio Vega

Rockstar è oramai riconosciuto come uno dei più grandi nomi dell’industria videoludica esistenti al mondo, ma alcune scelte degli ultimi tempi fanno pensare ad un cambio di rotta nell’ambito delle politiche economiche… Che il denaro l’abbia davvero trasformata per sempre?

 

L’eredità che dei capolavori lasciano in dote può durare per sempre? E’ davvero passato troppo tempo dall’uscita del suo ultimo capolavoro (Red Dead Redemption 2), ed era così necessario annunciare subito un sequel di GTAV per la next gen?

La rete è strana si sa… In molti hanno ironizzato e storto il naso quando hanno visto che Rockstar per la PS5 non aveva in serbo nulla, se non la versione next gen del suo ultimo capitolo della saga di Grand Theft Auto. In molti hanno puntato il dito sull’azienda, ma con quali motivazioni?

Beh basta fare due conti ed è presto detto. Si critica Rockstar perchè la si vede camminare con l’auto in folle, ad alta velocità solo grazie alla spinta delle sue ultime due IP e del loro indotto economico provenienti dalle relative versioni online.

Grand Theft Auto ha scritto piccoli pezzi della storia culturale mondiale dei paesi civilizzati, con strascichi e polemiche che ai tempi della sua uscita invasero il mondo della TV, dei giornali, con l’accusa di una iperviolenza messa in mano di ignari ragazzini che da quel momento si sarebbero trasformati tutti in teppisti o assassini. Fu un gioco che diede una forte scossa all’ambiente videoludico, un gioco in grado di spaccare le opinioni, di creare dibattiti, ma la sua potenza si è (ovviamente) via via affievolita… il mondo è cambiato d’altronde, ora di quella violenza è pieno, forse ipersaturo e da quando l’ultima versione di GTA, ovvero Grand Theft Auto 5, è il prodotto di intrattenimento più redditizio di tutti i tempi, beh allora vien da se che non ci sia la volontà di smettere di mungere la vacca, anche perchè sembra avere ancora tanto latte.

Un guadagno stimato tra i 6 ed i 10 miliardi di euro, 120 milioni di copie vendute ufficialmente e Dio solo sa quante non ufficialmente distribuite, il successo strepitoso di GTA Online, con un vissuto che praticamente ci presenta quello che è a tutti gli effetti il gioco più riuscito (commercialmente parlando) al mondo… possono questi dati modificare l’approccio al mercato di un’intera azienda?

In una rara intervista del 2011, uno dei fondatori di Rockstar, Dan Houser, si è seduto con la stampa ed ha spiegato la sua mentalità e l’approccio di Rockstar allo sviluppo del gioco.

“Perché Rockstar ha avuto così tanto successo? Non abbiamo fatto affidamento sulle testimonianze in un libro di testo aziendale per fare ciò che abbiamo fatto. Penso che siamo riusciti proprio perché non ci siamo concentrati sul profitto. Il focus del mio sforzo è stato quello di creare prima dei buoni giochi e poi lasciare che i risultati arrivassero naturalmente. Se creiamo il tipo di giochi a cui vogliamo giocare, allora crediamo che le persone li compreranno.”

Insomma, il mantra era “Fai buoni giochi e il denaro seguirà”, una frase che vale ancora oggi?

Sicuramente affermare il contrario sarebbe delittuoso, ma di sicuro in Rockstar si è capito come ottenere il massimo del profitto con il minimo sforzo, andando a lavorare su aggiornamenti, sfide e premi, che spingano l’utenza a pagare, pagare e ancora pagare, con l’apice raggiunto dopo l’arrivo del Casinò in game…

Insomma, è anche giusto che l’azienda, dalla posizione favorevole in cui si trova e con l’esperienza maturata nel tempo, cerchi di combattere la crisi economica a modo suo, ottenendo il massimo, centrando e superando ogni obiettivo, ma sarebbe altrettanto giusto dire ogni tanto “Ehi, non ci siamo dimenticati di voi amanti del single player e delle storie da raccontare… stiamo lavorando anche per voi!”

Sarebbe forse bastato un minuscolo teaser di GTAVI per far arrapare milioni e milioni di utenti, ed invece non è arrivato nemmeno quel piccolo segno di vita. Giusto o sbagliato che sia lo lasciamo decidere a voi, d’altronde siamo nel magico campo dei pareri personali. Diteci la vostra nei commenti se vi va…

 

About author

Andrea Panicali

Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il soprannome di Bistecca per un motivo, che non è di certo la sua snellezza. CANALE TWITCH