Maneater – Recensione – PS4, Xbox One, PC

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Maneater – recensione di Valentina “AkemiMas” Malara

Maneater non è un prodotto che si vede tutti i giorni e questo già basta ad attivare la curiosità del pubblico di massa, sempre attirato dal diverso, soprattutto se ha in sé quella puntina di trash che tanto ci piace; il titolo di Tripwire è infatti dedicato al magico mondo degli squali, alterando tagli documentaristici e scene degne di un film horror di bassa fattura. La produzione è disponibile dal 22 Maggio 2020 su PC, Xbox One e PlayStation 4 e proprio su quest’ultima piattaforma abbiamo affrontato la nostra avventura: come sarà andata?

 

Maneater – Recensione – Un squalo citazionistico.

La storia di Maneater comincia con un cacciatore di squali esperto intento a cercare proprio noi, una femmina di squalo che si diletta a mangiare grossi pesci nelle profondità dell’oceano: una volta catturati, non esiterà ad ucciderci e ad estrarre dalla nostra pancia un cucciolo di squalo che, con fare vendicativo, gli strapperà un braccio e tornerà in mare aperto.

Sarà a quel punto che prenderemo il controllo del “cucciolotto” e cominceremo a mangiare tutto ciò che ci capiterà a tiro. La storia è semplice, basata su vendetta e rivalsa nei confronti dello spietato cacciatore, ricca di citazioni ma comunque abbastanza spicciola.

Maneater – Recensione – E m’è dolce naufragar in questo mare… forse.

Il nostro obiettivo sarà quello di crescere, crescere ben oltre le normali regole della natura: il nostro squalo si cimenterà in missioni che lo contrapporranno a spietati predatori dell’oceano e ovviamente al nemico più grande… l’uomo.

Mangiando gli esseri umani accresceremo il nostro livello di infamia e avremo sempre più cacciatori alle calcagna; distruggendo gli inseguitori attiveremo le mini-boss fight, tutte molto simili fra loro e in realtà poco appaganti.

L’esplorazione del mare vi porterà a scoprire luoghi di interesse, mangiare (ovviamente!), raccogliere collezionabili di vario genere e trovare casse con agenti mutageni e risorse in grado di farvi sviluppare nuove abilità.

Ogni area avrà delle missioni specifiche che una volta completate permetteranno di far apparire un super-predatore da sconfiggere: alligatori, barracuda, altri squali molto molto grandi e animali oceanici di ogni genere tenteranno di porre fine al vostro viaggio e, ovviamente, sviluppare le abilità sarà fondamentale per impedirglielo.

Tuttavia, non pensiate che il gioco vi metta incredibili ostacoli di fronte: i moveset dei nemici sono simili fra loro e una volta imparati, vincere sarà un gioco da ragazzi!

L’evoluzione dello squalo si svilupperà tramite una grotta, una zona neutrale dove potervi rifugiare e implementare abilità e “pezzi” da aggiungere alle parti del corpo dell’animale: fauci, corpo, pinne, coda, testa e organi possono essere sviluppati singolarmente migliorando attacco, difesa, resistenza e danni extra.

Il problema più grosso della produzione è la sua ripetitività sotto ogni punto di vista: le missioni principali, le missioni secondarie e il combattimento stesso sono legati da meccaniche identiche e poco evolute che con il passare delle ore vi porteranno alla noia; sebbene lo squalo possa compiere alcune azioni spettacolari come schivate, morsi potenti, sferzate di pinna ecc.ecc. , queste non saranno sufficienti a dare la giusta scarica di adrenalina per continuare il tutto senza sentirne il peso.

In poche parole, nuotare e combattere diventerà presto “abitudinario”, poco stimolante.

Maneater – Recensione – Meno ambizioso del previsto.

La longevità del gioco si attesta sulle 10 ore per la sola trama, qualcosina in più se si vuole esplorare a fondo l’oceano e scoprire ogni suo più piccolo segreto, cercando i collezionabili e completando le missioni secondarie.

Tecnicamente il gioco è meno ambizioso di quanto sembrasse in un primo momento, risultando poco superiore ad un titolo di inizio generazione: i modelli sono troppo generici e poco rifiniti, soprattutto per gli umani e i nemici, poco vari.

Le animazioni di alcuni pesci stonano con il contesto “realistico” e in generale abbiamo rilevato qualche pop up e rallentamento di troppo. La voce narrante e la colonna sonora risultano invece simpatici ed appaganti.

Maneater – Recensione – PS4, Xbox One, PC

Maneater – Recensione – PS4, Xbox One, PC
6.5

Editor Rating

 

Maneater

IN SINTESI

Maneater è quel tipico gioco che vuole divertire e intrattenere con poco, un gioco scanzonato che riporta a qualche anno fa, quando il giocare era questo... ma ora, non è più così e la produzione paga lo scotto di un budget limitato e di una ripetitività che finisce per annoiare. Un progetto che pareva ambizioso e che si è rivelato di puro intrattenimento e nulla più.

PRO

  • Mappa grande e ben caratterizzata
  • Molti collezionabili da raccogliere 
  • Personalizzazione dello squalo da vero GDR

CONTRO

  • Troppo ripetitivo nel combattimento e nelle missioni
  • Comparto tecnico non eccellente
  • Nessun elemento davvero distintivo 
Articolo a cura di Nerdream.it
- Data
- Titolo
Maneater
- Giudizio
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Maneater
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PS4
Software Category
Videogiochi
About author

Valentina Malara

Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!