Reef – Recensione – Ghenos Games

Recensioni Giochi da Tavolo – Reef – Recensione di Alessandro Pugliese

“In fondo al maaaar, in fondo al maaaar, per poter vincere tutti i coralli devi impilaaaar…”

 

Reef è un gioco da tavolo ideato da Emerson Matsuuchi (già conosciuto per la serie di Century), edito in Italia dalla Ghenos Games, per 2-4 giocatori e dalla durata media di 45 minuti.

Questo titolo puramente astratto ci catapulterà nelle profondità degli oceani con lo scopo di costruire la più bella delle barriere coralline, un Reef appunto. Non resta altro che armarsi di carte, tabellone e tantissimi coralli colorati (ben 118!)… e che la magia abbia inizio!

REEF – RECENSIONE – DIAMO UN’OCCHIATA AL REGOLAMENTO…

Aprendo il regolamento, si comprende subito come Reef sia un gioco alla portata di tutti e veramente semplice da imparare.

Anche il setup si presenta snello e veloce: distribuire una piccola plancia per giocatore, dividere le quattro tipologie di coralli in quattro gruppetti separati (in quantità relativa al numero dei giocatori) e piazzare al centro del tavolo il mazzo di carte dal lato scoperto, affiancandoci le tre prime carte iniziali.

Per ultimo, ad ogni concorrente vengono distribuite due carte, tre punti ed un corallo per colore, i quali verranno inseriti a piacimento nelle quattro caselle centrali della plancia.

Ed ora che il setup è terminato, il giocatore con la stella marina sulla sua plancia potrà dare inizio alle danze!

Sono le carte a comandare il flusso di gioco di Reef, sono loro infatti ad indicare i coralli da piazzare ed i punti che si possono ottenere. Ogni carta è composta da due sezioni separate: la sezione superiore indica quali coralli prelevare dalla riserva per poi piazzarli immediatamente sulla plancia, mentre la parte sottostante indica lo specifico Reef da completare per ottenere punti immediati.

Premettendo che il Reef va sempre visto dall’alto, esistono varie tipologie di combinazioni: diverse forme, richieste di colori su piani diversi (è possibile impilare coralli fino ad un massimo di quattro piani), sezioni multicolore e serie di coralli circondati da altre tipologie specifiche.

Ad ogni turno, il giocatore deve effettuare una tra le due seguenti azioni: prelevare una delle tre carte al centro (è possibile prendere anche la quarta carta in cima al mazzo, ma farlo costerà un punto da piazzare sopra la carta al centro dal minor valore) fino ad avere un massimo di quattro carte in mano oppure giocare una carta, eseguendo le azioni riportate su di essa.

Si prelevano quindi i due coralli indicati e li si piazza sulla plancia, poi in seguito si controlla se vengono soddisfatte o meno le condizioni per la riscossione dei punti.

Ricordiamo inoltre che è possibile ottenere più volte la stessa ricompensa, nel caso in cui il Reef richiesto sia presente più volte sulla plancia (senza avere però coralli in comune).

Il flusso di gioco procede spedito fino a quando un giocatore non termina un riserva di coralli; scatta così l’ultimo turno di gioco. Se vengono avanzate delle carte in mano al termine della partita, esse potranno essere giocate per ottenere punti Reef, senza però poter piazzare i coralli indicati sopra e senza riscuotere più volte la stessa ricompensa.

Chi avrà totalizzato più punti verrà quindi nominato Il Signore Supremo degli Oceani!

REEF – ALCUNE CONSIDERAZIONI…

Al termine della partita, la plancia di Reef è senza dubbio una delle più belle e colorate che si possano ammirare su un tavolo da gioco.

Tutti quei coralli colorati impilati uno sull’altro formano barriere coralline sempre diverse, ma dal fascino ogni volta inalterato.

Possiamo quindi affermare come i materiali siano senza alcun indugio uno dei pezzi forti di Reef, per quanto siano tutto sommato essenziali e senza troppi fronzoli.

Non faranno salti di gioia gli amanti del legno, ma i coralli, seppur fatti di pura plastica, risultano alla fine dei conti perfettamente riusciti per il loro scopo: colori allegri ed appariscenti e dall’incastro perfetto (non abbiate paura ad impilarli, le torri saranno ben salde a terra).

Unica nota stonata è la scatola, priva dei giusti spazi per riporre tutto il materiale correttamente; soprattutto le plance risulteranno ballerine e senza un loro incastro dedicato.

Ma Reef non è solo sinonimo di bei materiali, l’opera di Matsuuchi vi stupirà infatti per una notevole profondità di gioco che, seppur inserita nel contesto di un family game con tutti i crismi, risulterà gradita anche a giocatori più navigati.

Quasi sempre, giocare una carta porterà a piazzare coralli che non serviranno a completare quel determinato Reef richiesto: sarà quindi molto importante pianificare una corretta strategia, prelevando carte dal centro in grado di dar vita a combo importanti.

Ogni carta dovrà completare il Reef richiesto dalla carta che verrà giocata nel turno seguente. Ci troviamo quindi davanti ad un sistema di gioco che dopo qualche partita può regalare davvero delle belle soddisfazioni.

L’interazione tra i giocatori è pressochè inesistente, limitandosi solo al rubare eventuali carte utili agli avversari, mentre la scalabilità è molto buona; da due a quattro giocatori le partite girano pressochè identiche, se non che con più concorrenti le carte girano più velocemente.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Alessandro Pugliese
Classe '83, fiero torinese ed assiduo instagramer con lo pseudonimo "aleboardgamer", si considera con orgoglio un nerd di prima classe. Amante dei giochi da tavolo sin dalla tenera età di sei anni quando gli vennero regalati titoli d'antologia come Brivido, Hero Quest e L'isola di Fuoco, la sua missione è quella di espandere il credo dei boardgames per distogliere l'attenzione dagli smartphones e convincere le persone a riunirsi attorno ad un tavolo per socializzare, sviluppare l'ingegno e soprattutto divertirsi.