VIG Project Racing Team – Intervista doppia al cuore pulsante del team

VIG Project Racing Team – Speciale – Valerio Vega

Da qualche tempo siamo legati a doppia mandata al progetto eRacing dei ragazzi di VIG Project Racing Team ed è con un’intervista doppia che vogliamo approfondire la conoscenza di questa realtà del settore.

Amerigo e Andrea qual è la vostra storia nel simracing? Come nasce VIG Project Racing Team?

Amerigo Russo: Sono entrato nel VIG Project quando ancora non era un vero e proprio team di simracing, ma volevo partecipare alla 24h di LeMans su iRacing ed avevo bisogno di compagni. Una volta finita la gara però mi resi conto che il team non era realmente gestito da nessuno e lasciato un po’ alla deriva. Così, dato che tutte le mie precedenti esperienze gestionali erano andate male, insieme ad Andrea Panicali (conosciuto proprio durante la live della 24h) prendemmo la decisione, di acquisire il Team in veste di Team Manager, fare pulizia e ordine ed unire la mia esperienza decennale nel mondo simracing, a quella di Andrea come TM di un team di corse reale.
Andrea Panicali: Ho scoperto relativamente da poco tempo l’esistenza del simracing. Non ho mai pensato che fosse un “movimento” così importante e che coinvolgesse così tante persone. Verso Giugno 2019 ho conosciuto, durante la sua live della 24h di Le Mans (un evento che a me piace molto seguire nella realtà, ma che non avevo mai seguito nel mondo simulato) Amerigo. Rimasi affascinato, attratto, volevo saperne sempre di più. Dopo un mese, io ed Amerigo, decidemmo di acquisire il VIG Project Racing Team, che non se la stava passando molto bene, combinando le nostre conoscenze.

Qual è l’obiettivo di questo progetto?

Amerigo Russo: L’obiettivo è sicuramente quello di differenziarci dalla maggior parte dei team che si trovano nel panorama italiano del simracing. Solitamente non sono dei veri e propri team, ma semplicemente un gruppo di amici che corrono insieme. Noi cerchiamo di seguire tutti i nostri piloti supportandoli il più possibile e dandogli modo di esprimersi al meglio. Quindi l’obiettivo è sicuramente quello di creare una squadra competitiva nei vari eventi organizzati in Italia e di rendere il nostro nome abbastanza conosciuto per i propri risultati. Come ultimo obiettivo, ma non per importanza, c’è sicuramente quello di creare un forte affiatamento fra tutti (cosa che sta riuscendo decisamente bene), non a caso il nostro motto è #VIGFamily.
Andrea Panicali: Vorremmo creare un Team che sia un punto di riferimento per i simdrivers italiani. Noi, come Team Manager, li seguiamo sia dentro che fuori la “pista”, supportandoli in tutto e per tutto. L’unica cosa di cui loro devono preoccuparsi è dare il 110% durante i Campionati.
Competitività, questo sì, ma un Team riesce a distinguersi dagli altri soprattutto quando c’è coesione. I nostri piloti devono sentirsi a casa, in una famiglia, un posto dove si ride e si scherza, ma quando c’è da lavorare si abbassa la testa. Siamo estremamente orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto da Luglio ad ora.

Pensate di aprire una vostra Academy in futuro?

Amerigo Russo: Attualmente non è in cantiere, anche perchè un’Academy significa avere già un team principale che sia composto quasi solo esclusivamente da campioni, e l’accademy sarebbe da utilizzare per chi invece vuole crescere, cosa che attualmente facciamo già.
Andrea Panicali: No, non ci abbiamo neanche pensato. Avere un’Academy comporta degli sforzi veramente importanti da parte dei piloti più navigati e dei Team Manager. Sforzi che in questo momento non siamo in grado di coprire. Con questo non voglio dire che non alleviamo ragazzi da zero, anzi, Claudio Greco è un esempio; ha comprato il volante a dicembre e lo stiamo seguendo passo dopo passo. Un conto però è fare questo lavoro con uno/due piloti, un altro è avere una “struttura” totalmente separata.

Chi è o chi sono i piloti più talentuosi del vostro Team?

Amerigo Russo: Sicuramente son da sottolineare due piloti relativamente nuovi nel mondo sim (pochi mesi) ma che sono già stati capaci di mettersi dietro piloti di ben più lunga carriera ed affermata skill. Gabriele Dal Canto è un pilota che nel giro di pochissimi mesi ha ottenuto ottime prestazioni se si tiene in considerazione il fatto che ha iniziato a competere e prendere un volante in mano seriamente solo poco tempo fa. Altro nome da tenere d’occhio è sicuramente Gianpaolo Cristini, che nonostante la sua giovanissima età ha dimostrato maturità nel gestire gare lunghe ed una costanza che farebbero invidia davvero a tanti simracers. Poi fra i nomi che invece girano da più tempo nel mondo sim troviamo sicuramente Fabio Alaimo, nel quale personalmente ripongo tantissime speranze per quanto riguarda Assetto Corsa Competizione. Ci sarebbero anche altri piloti da menzionare, ma questi sono quelli che hanno concluso almeno un campionato ed hanno dato modo di formarmi un’idea su di loro.
Andrea Panicali: Questa domanda ha molteplici risposte, ma non per i nomi. Ci sono persone che appena prendono un volante in mano riescono ad essere subito molto incisive, ed altre che invece hanno bisogno di tempo per capire sé stesse.
Nel primo caso il lavoro di noi Team Manager è più complesso, anche se non sembra. Avere un ragazzo, o una ragazza, con un grande talento può essere un’arma a doppio taglio. Il lavoro psicologico fa molto. Bisogna aiutare la persona che si ha davanti a restare umile, a non perdere la testa, prima di tutto. Poi bisogna cominciare a lavorare su tutti quegli aspetti che riguardano la maturità delle gare stesse.
Nel secondo caso, invece, la curva di apprendimento è un po’ più lenta, ma il pilota che si ha davanti è una spugna, perché sa che da noi può imparare tanto. In questo caso è importantissimo anche il lavoro di squadra, e l’aiuto da parte di tutti i compagni.
Se proprio dovessi dire qualche nome, sicuramente Gianpaolo Cristini. Quel ragazzino è un talento puro, deve solo imparare a gestire le emozioni. Piano piano ci stiamo lavorando. Poi abbiamo Gabriele Dal Canto, Fabio Alaimo, Andrea De Santis, Claudio Baseggio… Potrei dirveli tutti.
Per me sono tutti talentuosi e veloci. Se non fossero veloci significa che il nostro lavoro da Team Manager sarebbe fallito.

Il simracing si sta allargando parecchio in tutto il mondo, molte squadre reali cominciano ad affacciarsi e sempre più multinazionali entrano in campo. Come vedete questa trasformazione?

Amerigo Russo: Da una parte è un’ottima cosa, avere dei competitor di altissima caratura non fa che aumentare la visibilità di questo mondo. Dall’altra però non sono pienamente convinto della strada intrapresa, dato che spesso e volentieri, nei campionati organizzati dalle multinazionali, ci ritroviamo a perdere un po’ il senso del simracing, e cioè potersi sedere nella propria stanza e con pochi soldi competere in tutto il mondo. Spesso nei campionati organizzati ultimamente invece questa cosa si è persa, dato che per partecipare si ha bisogno di partire, alloggiare fuori casa, provvedere al cibo e quant’altro tutto di tasca propria, per poter poi alla fine fare la stessa cosa che si sarebbe potuta fare tranquillamente dalla propria cameretta ma con decisamente meno dispendio di soldi. Diciamo che per ora rimango a guardare, ma la direzione presa non mi fa impazzire di gioia.
Andrea Panicali: Non vorrei sbilanciarmi troppo. La sensazione, da parte nostra che siamo dentro, è quella di avere un riflettore puntato dritto in faccia in piena notte. Dobbiamo ancora capire le forme attorno a noi e se siano amiche o meno.
Una cosa è sicura, soldi portano soldi, ma ne richiamano altrettanti indietro; si rischia di perdere la filosofia dietro il simracing. La magia.

Quali sono i requisiti necessari per poter competere ad alti livelli?

Amerigo Russo: Sicuramente per competere non si ha bisogno dell’ultimo volante da 1000€, le periferiche non fanno il tempo. La costanza di allenarsi e di dedicarsi sono le cose FONDAMENTALI per poter competere ad alti livelli, ci vuole tantissima dedizione ed essere aperti alle critiche di chi magari ne sa qualcosa in più. Andarsi a vedere gli onboard dei più veloci è un altro ottimo modo per capire meglio linee e traiettorie. Il setup è sicuramente importante (ma non tanto quanto la community creda), è importante sapere cosa accade quando si muove un determinato slider piuttosto che un altro, riuscire a cucirsi addosso un proprio setup è una cosa che dà un plus, ma non ti rende veloce.
Andrea Panicali: Allenamento, allenamento, allenamento ed ancora allenamento. Non si può pensare di dire ai Team Manager “Vorrei iscrivermi a questo Campionato”, andare lì e vincere. Ci vuole dedizione, sudore, fatica, errori e costanza. Non si può entrare in pista e pretendere di fare il giro veloce al primo tentativo. Ci sarà sempre qualcuno ancora più veloce. Quindi bisogna girare e girare. Capire qual è il limite della vettura ed anche il proprio, per poi andare a lavorare di setup.
Non si vince senza dare qualcosa in cambio, e questo qualcosa è il tempo e la fatica. Vi assicuro che stare seduti in postazione non è una passeggiata come possa sembrare.

Negli e-sport più famosi la carriera di un giocatore non dura molto, perchè i riflessi calano. Nell’e-racing quanto dura la carriera di un pro-driver?

Amerigo Russo: Un pro-driver può avere una carriera molto più longeva di un qualsiasi altro pro-player di altri ambiti. Conosco gente di oltre 30 anni che compete a livello mondiale su iRacing ed ottiene risultati che solo una manciata di persone al mondo potrebbero avere. Quindi i riflessi sono sicuramente molto importanti ma non così tanto quanto la costanza e la conoscenza del come possa andare una gara. Esempio pratico: Un giovane pilota velocissimo ha dei tempi incredibili in qualifica e gara, ma quando si trova in bagarre non ha il bagaglio di conoscenza per poter immaginare ogni singolo movimento della vettura che ha di fianco, questo porta ad un ovvio svantaggio, dato che è la gara che decreta il vincitore, non chi fa il giro più veloce.
Andrea Panicali: La carriera di un simdriver, ai livelli più alti, può durare veramente tanto. La differenza non è la velocità con la quale muovi le dita su una tastiera o il mouse, nel simracing la differenza la fa la capacità di reagire e di coordinare mani-piedi-occhi nel minor tempo possibile.

Cosa consigliate a chi vuole affacciarsi a questo mondo?

Amerigo Russo: Di iniziare con calma e senza spendere cifre folli, prima bisogna capire se questo mondo può appassionare davvero o meno, spesso vedo gente che inizia attratta dal dire “wow sembra di guidare davvero” ma è soltanto hype momentaneo che poi svanisce. Quindi chi ha intenzione di cominciare, deve farlo con calma e senza indebitarsi per comprare un setup da 3000€. Ma neanche di iniziare con volanti giocattolo, come minimo per iniziare si ha bisogno di un Logitech G29(27/25/920 sono tutti lo stesso volante). Una volta acquistato il vostro setup vi consiglio di avvicinarvi ad un gruppo che sappia indirizzarvi bene e darvi le giuste dritte per iniziare al meglio, altrimenti potrebbe capitare che ci si senta talmente tanto spaesati che si abbandoni ancor prima di essersi realmente messi alla prova.
Andrea Panicali: Bisogna essere in grado di capire innanzitutto se si ha il tempo da dedicare al simracing, perché come detto precedentemente questo hobby richiede veramente tanto tempo. Fatto questo ragionamento, il mio primo consiglio è quello di non spendere cifre folli inizialmente, tra volante e postazione, piuttosto andare su qualcosa di tranquillo per capire se veramente si abbia voglia di spendere tempo e voglia.
Passato un periodo di apprendimento, che varia da pilota a pilota, consiglio infine di cercare un gruppo con cui condividere le proprie sensazioni e non trovarsi totalmente da soli in momenti che possono essere difficoltosi.

E per oggi è tutto ragazzi! Se avete voglia di approfondire al meglio la filosofia di questo gruppo vi lasciamo il link alla loro pagina facebook: https://www.facebook.com/VIGProjectRacingTeam/

 

Valerio Vega
Valerio "Raziel" Vega: Napoletano a Roma, Tecnico Ortopedico di giorno, Retrogamer compulsivo di notte. Creatore del progetto Nerdream, amante del cinema, delle serieTV, dei fumetti e di tutto ciò che è fottutissimamente NERD, sogna una vecchiaia con una dentiera solida ed il pad di un NES tra le mani. Il suo motto è “Ama il prossimo tuo come hai amato il tuo commodore64”