The Coma 2: Vicious Sisters – Recensione – PC

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The Coma 2: Vicious Sisters – recensione di Andrea “Kobla” Panicali

L’asticella viene portata sempre più in alto dai grandi sviluppatori, grafiche pompatissime, giochi open-world talmente open che ci si perde, trame infinite, e via discorrendo. Guai a dimenticarsi però dei piccoli sviluppatori che, spesso, sono in grado di tirare fuori delle perle niente male. Non saranno titoli perfetti, non avranno le voci prestate da Jason Momoa o Luca Ward, ma sono comunque capaci di concedere al giocatore quelle emozioni che solo un VERO videogioco sa dare.

 

Questo è il caso di The Coma 2: Vicious Sisters, titolo sviluppato da Headup e Devespresso Games. Un gioco indie, a tematiche horror, che segue i fatti di The Coma: Cutting Glass.

Non un gioco con grafica pompata, ma un semplicissimo 2D a scorrimento laterale, che permette al giocatore di non pensare troppo ai tasti da premere nelle situazioni concitate (Comandi infatti molto basilari), ma di lasciarsi trasportare dalle emozioni di Mina, la protagonista.

La ragazza si troverà improvvisamente trasportata in un mondo che non le appartiene, dove tutto sembra distorto. La sua scuola è piena di corpi putrefatti, di fantasmi, di mostri che le danno la caccia.

Armata solo di una torcia, almeno all’inizio (Non spoileriamo troppo), Mina dovrà trovare il modo di tornare in quello che è il mondo che le appartiene, magari portando indietro anche il suo amico Yougho, il ragazzo che, al termine del primo Coma, si sveglia da un terribile incubo oscuro, cadendo però in un profondo sonno.

Trama principale non troppo complicata, ed oltre a salvare Mina e Yougho, il giocatore dovrà portare alla luce i segreti che si celano dietro questo terribile mondo “parallelo”.

Per questo motivo lo sviluppatore ha deciso di optare per un gioco piuttosto semplice sotto il punto di vista del gameplay, seppur provando ad aggiungere il crafting, ma l’idea di base è quella del racconto e del lasciare che il giocatore sia totalmente preso dalle emozioni, dai luoghi, dai suoni, dalle ansie e da tutto quello che sta avvenendo in quel preciso momento.

Ci riesce, anche molto bene. I jump scare sono abbastanza citofonati, ma anche quando sai che stanno per arrivare, la tensione è talmente alta che in qualche modo la devi scaricare.

La fuga dalle “sisters”, i nascondigli, le ambientazioni, lo sguardo impaurito di Mina… Sono tutti ingredienti perfetti per un gioco horror fatto bene.

Il giocatore dovrà stare attento anche alla barra della vita e della stamina della studentessa, la prima perchè può essere soggetta a status che ne possono alterare la lunghezza, oltre ai danni presi durante le fughe; la seconda, invece, è ancora più importante. Azioni come correre e schivare, consumano stamina, e trovarsi senza in un momento topico può essere fatale per la povera Mina.

Non è tutto oro ciò che luccica, afferma un saggio. Ambientazione fatta bene, nemici che sanno come mettere timore, ansia sempre a duemila, tutto molto bello; se però si volesse fare gli hardcore gamers e si volesse finire il gioco in una volta sola (Cosa abbastanza fattibile, data la lunghezza complessiva non superiore alle sei ore), si può incappare in una certa monotonia nel sistema di gioco.

Questo è dato da molteplici fattori: gameplay “povero”, assenza di un vero e proprio comparto sonoro (Ehy, i dialoghi dove sono?), una colonna sonora abbastanza ripetitiva, così come le texture dei nemici.

È pur vero che se un giocatore volesse un horror con un certo tipo di azione, non andrebbe cercando titoli 2D a scorrimento laterale, piuttosto si gioca a RE7, la saga F.E.A.R. o Dead Space, per citarne qualcuno.

Però questo gioco fa il suo lavoro, anche bene. Complice una grafica stile manga ben curata che riesce a restituire al giocatore ottime sensazioni. Non il gioco indie dell’anno, ma sicuramente un titolo da avere e giocare.

P.S. Un giorno mi dovranno spiegare questo “feticismo” per le scuole. Perchè ogni volta che succede qualcosa di brutto, c’è una scuola di mezzo?

Trovate il gioco qui: https://store.steampowered.com/app/1045720/The_Coma_2_Vicious_Sisters/

 

The Coma 2: Vicious Sisters – Recensione – PC

The Coma 2: Vicious Sisters – Recensione – PC
7.5

Editor Rating

 

The Coma 2: Vicious Sisters

IN SINTESI

In sintesi possiamo concludere dicendo che questo The Coma 2 Vicious Sister è sicuramente un buon prodotto, forse privo di idee rivoluzionarie, ma sicuramente piano zeppo di tutto ciò che serve per far appassionare un giocatore ad un gioco. Se amate il genere horror, beh allora non potete non comprarlo!

PRO

- Grafica stile manga ben curata
- Trama semplice ma interessante

- Atmosfera terrificante

CONTRO

- Una certa monotonia
- Colonna sonora non all'altezza
- Texture dei nemici poco "varie"
- Mancata localizzazione in italiano

 

Articolo a cura di Nerdream.it
Data
Titolo
The Coma 2 Vicius Sisters
Voto
41star1star1star1stargray
Software Name
The Coma 2
Software Name
Windows
Software Category
Game
About author

Andrea Panicali

Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il soprannome di Bistecca per un motivo, che non è di certo la sua snellezza. CANALE TWITCH