Una TOP 5 dei migliori videogiochi del 2019

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TOP 5 videogiochi del 2019 – Speciale di Valentina “AkemiMas” Malara

Quando l’anno giunge al termine vi sono alcune doverose considerazioni da fare: come abbiamo trascorso gli ultimi 12 mesi? Abbiamo rispettato i programmi che ci eravamo posti alla fine dell’anno precedente? Quali propositi ci attendono per il nuovo anno? Ma soprattutto… quali giochi abbiamo giocato e quali ci hanno davvero convinto?

 

Ok, magari non tutti si pongono le ultime due domande, ma per noi videogiocatori è così e quest’oggi, premettendo che ogni opinione espressa nell’articolo è strettamente personale, voglio tentare di redigere per voi una TOP 5 dei titoli migliori rilasciati nel corso del 2019.

Come intuibile, saranno giochi esclusivamente usciti nel corso dei 12 mesi precedenti ed è importante premettere che non ho avuto modo di giocare tutto ciò che mi interessava, ragion per cui ci saranno assenti di un certo spessore (Death Stranding, ad esempio). Infine, vi proporrò i titoli in ordine sparso, senza numerarli o classificarli in alcun modo.
Bene, il tempo delle premesse è finito: ecco a voi i 5 migliori giochi dell’anno, secondo me!

Metro Exodus.

Il terzo capitolo della serie Metro aveva dietro di sé una serie di aspettative immense, soprattutto considerando le controversie su Last Light e il comparto grafico spacca-mascella promesso dagli sviluppatori. La produzione ha mantenuto quanto promesso e ha fatto anche molto, molto di più: la storia offerta è degna del filone generale portato avanti dal brand e i personaggi, con i loro momenti intimi, le difficoltà e gli amori, entrano nel cuore del giocatore molto facilmente. Inoltre, Metro Exodus è un titolo capace di farti passare da una condizione di sicurezza e calore, proposta dalle sezioni sul treno, ad angoscia e difficoltà tipiche di un uomo che deve affrontare gli ambienti più ostili: città devastate, accampamenti nemici, deserti aridi scossi da tempeste di sabbia, pozze d’acqua gelide… sono solo alcuni dei panorami che la produzione offre, immersi in una dualità di avversità e bellezza visiva.

Non è un titolo esente da difetti, intendiamoci, soprattutto nel campo delle animazioni e del sonoro, ma ha avuto il grande merito di farmi provare ogni sensazione che un post-apocalittico di questo stampo potesse offrire, ed imprimermela bene in mente, talmente bene da spingermi a proporvelo quest’oggi.

RECENSIONE TESTUALE a cura di Alessia Lara Padawan.

Resident Evil 2 Remake

Come si fa a riproporre un gioco di fine anni ’90 in modo da attirare il nuovo pubblico e convincere i criticissimi videogiocatori originali? Beh, fate come ha fatto Resident Evil 2 Remake! Il prodotto di Capcom è quasi ineccepibile e presenta un amore e una cura pazzeschi in ogni aspetto; nominiamo ad esempio la trasposizione del gameplay, parzialmente svecchiato ma comunque fedele ad una certa macchinosità e complessità tipica dell’epoca PlayStation 1, con chiavi da recuperare, porte da sbloccare, munizioni da amministrare sapientemente e medaglioni da associare alle statue giuste.

Se poi aggiungiamo alla formula un Tyrant che non si stanca mai, e dico MAI, di starvi con il fiato sul collo e di seguirvi per tutta la centrale di polizia, beh… il giusto livello di ansia e angoscia viene raggiunto. Se consideriamo infine il comparto tecnico curatissimo e un audio design da premio assicurato, mi chiedo cosa si possa volere di più. Nota a margine, è uno dei pochi giochi che in vita mia ho voluto rigiocare praticamente subito dopo averlo ultimato e fidatevi che, nel mio caso, è un evento più unico che raro. Immancabile nella collezione di ogni videogiocatore, c’è poco altro da aggiungere.

RECENSIONE TESTUALE a cura di Giovanna “Ninny” Maresca.

Crash Team Racing: Nitro Fueled

Normalmente escluderei un prodotto come Crash Team Racing da una lista del genere, considerando principalmente la sua natura di “porting-remake”: il lavoro dietro questo progetto è stato però talmente curato e massiccio che sarebbe un peccato escluderlo da una TOP per qualsiasi motivo, quindi ve lo ritrovate qui! Nitro Fueled prende quanto di buono c’era in Nitro Kart e lo fonde all’eccellente esperienza di Team Racing, regalando agli amanti dei kart game un’esperienza quasi perfetta, capace di divertire e impegnare.

Il sostegno perpetrato nel tempo, inoltre, garantisce sempre un’ampia gamma di piloti, circuiti, skin e accessori per i kart, prove di vario genere ecc.ecc. I Gran Premi sono divertenti, il comparto online era quello che mancava all’epoca e che oggi è diventato irrinunciabile, soprattutto in titoli che si prestano così bene ad essere giocati in compagnia. Certo, gli scivoloni ci sono, come qualche sfida troppo simile all’altra e dei matchmaking non sempre stabilissimi, ma in linea generale avete di fronte il kart game definitivo e ve lo dico mettendoci sopra la firma, nero su bianco! Insomma, se come me sentivate terribilmente la mancanza di un gioco così… ora siete stati accontentati!

RECENSIONE TESTUALE a cura di Valentina “AkemiMas” Malara.

The Outer Worlds

Non sono poi una così grande estimatrice del mondo di Fallout e, a dirla tutta, mi mancano da giocare i capitoli più rappresentativi. Tuttavia, avviando The Outer Worlds, ho subito respirato quello stile, quell’atmosfera… sebbene più solida, concreta e unica, a mio avviso.

Il titolo di Obsidian ha un carattere unico e un’ironia pronta a colpire in ogni circostanza, anche facendo uso di un “black humor” molto marcato; tra una risata e l’altra, non ci si dimentica mai di fermarsi a contemplare un paesaggio o di ripensare a delle frasi ascoltate in precedenza, magari espresse simpaticamente, ma cariche di una critica alla società attuale che spiazzerebbe anche il più cinico dei videogiocatori. Non dimentichiamoci poi l’ottima costruzione del sistema di dialogo e di interazione con i comprimari, unici nelle loro personalità e nell’apporto che daranno alla nostra avventura.

La base da GDR proposta è molto solida, anche se non si può dire ugualmente del sistema di shooting, forse poco realistico e immersivo; ma in fondo, The Outer Worlds ha un merito molto più grande, capace di far dimenticare tutto il resto: è un’esperienza unica, speciale, irripetibile probabilmente, che saprà coinvolgervi e convincervi a più riprese. Se poi stavate aspettando il Fallout perfetto, magari non sarà questo… ma ci va molto, molto vicino, e lo fa cambiando nome!

RECENSIONE TESTUALE a cura di Valentina “AkemiMas” Malara.

Kingdom Hearts III

Quello di Kingdom Hearts è un brand che ha sempre suscitato, ad estimatori e non, sentimenti contrastanti: da un lato è stato ampiamente capace di regalare esperienze uniche, soprattutto sul piano della storia e dell’esperienza di gameplay complessiva; dall’altro, ha scosso spesso la parte più critica di ogni videogiocatore, facendosi odiare per i ritardi di produzione, l’inadeguatezza di alcuni capitoli spin off e forse un po’ di leggerezza eccessiva, soprattutto nei collegamenti tra un gioco e l’altro. Tuttavia, alla luce di quelli che possono essere i difetti innegabili della produzione, Kingdom Hearts III non poteva non essere premiato: è la chiusura di un ciclo che va avanti da moltissimi anni, il canto del cigno di una fetta di storia che abbiamo imparato ad amare e sostenere, nonostante tutto; l’incontro tra le diverse linee narrative che il gioco offre fa nascere una trama magica, intrisa di sentimenti contrastanti, quali rabbia, rancore, amarezza, felicità, amore.

Questi poi, si scontrano con le tematiche più disparate, immerse nella costante lotta tra luce e oscurità che, come Kingdom Hearts ci ha insegnato, sono spesso molto più vicine di quanto ci aspetteremmo. Questo capitolo ci offre poi dei mondi Disney davvero ben fatti e delle sezioni di gioco terribilmente divertenti, con la difficoltà che si sacrifica in nome di una spettacolarità ai limiti del concepibile. Non è un gioco perfetto, anzi, probabilmente tra quelli che fino ad ora vi ho proposto è il meno eccelso che vi sia, ma ha un merito che nessun altro potrebbe mai avere: quello di farmi battere il cuore, emozionarmi e farmi fantasticare come fece il suo predecessore, anni fa, la prima volta che inserì il disco nella console. Ecco perché, giunti alla fine un’era, bisogna tenere conto dell’ultima nota di uno spartito che per ora è stato messo da parte, ma che tornerà presto per ammaliarci nuovamente, riproducendo la sua splendida melodia.

RECENSIONE TESTUALE a cura di Andrea “Kobla” Panicali

 

Non è stato facile scegliere, ma siamo giunti alla fine di questa piccola carrellata di fine anno. Fateci sapere quali sono per voi i titoli migliori del 2019 e cominciamo tutti insieme a pregustare il 2020, sperando che sia all’altezza dell’anno appena trascorso.

About author

Valentina Malara

Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!