Qualcuno ha speso più di 220.000 dollari nel gioco dei Transformers

Gioco Transformers – news di Valentina “AkemiMas” Malara

Quando un gioco ci coinvolge, potremmo anche essere disposti a spendere qualche soldino in-game per accrescere le nostre possibilità o la bellezza dei nostri personaggi… Ma se per “qualche spiccio” intendiamo 220.000 dollari, forse la cosa ci è un po’ sfuggita di mano!

 

Larga parte della Game Connect Asia-Pacific Conference, tenutasi alla PAX Australia come parte della Melbourne International Games Week, è dedicata alle strategie di marketing, ai titoli free to play e alle transazioni in-game, ormai sempre più comuni nel mondo videoludico.

Secondo Henry Fog, CEO di Yodo1, e Dylan Bevis, co-fondatore di Featherweight Games, i giochi free-to-play necessitano di progettare fin da subito i pagamenti previsti nel gioco e non di aggiungerli in seguito; una parte fondamentale del processo di costruzione del videogioco riguarda il target del pubblico da raggiungere e quanto davvero sarebbe disposto a pagare. Portando come esempio “Rodeo Stampade”, l’utente più “spendaccione” avrebbe investito qualche centinaio di dollari nell’app… Ma in Transformers: Earth Wars, un ragazzo si sarebbe impegnato più del dovuto, spendendo ben 220.000 dollari!

La cifra sconcertante ha dato il via a tutta una serie di riflessioni sull’importanza delle microtransazioni e il metodo comunicativo di un gioco in tale ambito: le applicazioni moderne permettono di rintracciare gli utenti più inclini al pagamento in-game e il livello di accuratezza di questi calcoli ha ormai raggiunto l’87 %.

“Pensiamo che possa salire fino al 95%” ha aggiunto Fong, basandosi sui dati raccolti nel corso degli ultimi due anni e mezzo. Alla domanda sull’adeguamento dei prezzi per ogni utente, Fong ha invece rigettato l’idea: “Sarebbe un disastro far pagare ad ogni utente un prezzo diverso”.

Sicuramente è un tema importante, che fa riflettere sulle possibilità di pagamento odierne e la comunicatività del videogioco nel mondo odierno. Voi che ne pensate?

Fonte: kotaku.com

Valentina Malara
Amante di videogiochi e libri fin dalla nascita, ha poi sviluppato una grande passione per tutto ciò che è nerd. Originaria della terra del bergamotto e del piccante, vanta radici nordiche niente male e ha una passione irrefrenabile per il mondo animale. Logorroica e amante delle discussioni costruttive, datele un argomento di conversazione a vostro rischio e pericolo!