Guardi i porno? Facebook lo sa, Google pure… Anche se sei in incognito!

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Porno in incognito – news di Andrea “Kobla” Panicali

Non importa che tu metta gli occhiali da sole o la “masturboperta” di Peter Griffin, Facebook e Google sapranno sempre (o quasi) quando stai guardando un porno, anche con la navigazione in incognito!

 

 

Ricercatori di Microsoft e dell’Università della Pennsylvania hanno analizzato oltre 20.000 siti porno utilizzando uno strumento, il “webXray”, il quale identifica strumenti di tracciamento che riportano i dati dei visitatori a terze persone. “I nostri risultati indicano che il 93% delle pagine cede dati a società terze.” Conclude il documento.

Lo studio ha rilevato che Google, insieme ad altre sue consociate, avevano dei tracker sul 74% dei siti analizzati, Oracle sul 24% e Facebook sul 10%. Cosa significa questo? Oltre 25.000 siti con tracker. Secondo il documento, anche l’abilitazione della modalità “In Incognito” non è una difesa, perchè nonostante le azioni non vengano memorizzate in cronologia del browser, i dati vengono comunque trasmessi.

I ricercatori avvertono che i dati trapelati possono destare preoccupazione. “Il fatto che il tracciamento dei siti pornografici sia simile a quello degli ecommerce dovrebbe essere un gran campanello di allarme”, ha dichiarato al New York Times la ricercatrice Elena Maris. Lo studio ha rilevato che solo il 17% dei siti è crittografato, ciò si traduce con una grande facilità di attacchi hacker o virus.

I tracker esistono per vari motivi. Google Analytics, per esempio, scansiona i dati per monitorarne il traffico. Facebook, d’altro canto, offre a possibilità di inserire i “like” nei siti e la condivisione automatica; in cambio riceve dati su tutti coloro che condividono direttamente. Ciò che accade ai dati e quali dati vengano raccolti è difficile da sapere.

Facebook e Google hanno dichiarato di non utilizzare le informazioni sui visitatori per creare profili di marketing.

Un portavoce di Google ha dichiarato: “Non autorizziamo pubblicità su siti web per adulti e proibiamo la pubblicità personalizzata, oltre che profili pubblicitari basati sugli interessi sessuali di un utente o su attività correlate online. Inoltre, i tag per i nostri servizi pubblicitari non sono mai autorizzati a trasmettere informazioni personali a Google.”

Un portavoce di Facebook ha fatto eco a quanto scritto sopra, affermando che l’azienda vieta ai siti per adulti di utilizzare strumenti di monitoraggio per scopi commerciali. Oracle, invece, si è nascosta dietro il silenzio stampa.

C’è anche da notare che Facebook ed Oracle non hanno risposto immediatamente alle pressanti richieste di spiegazioni. Occhio a tutti voi, e a tutti noi, quando navighiamo in siti V.M. 18, altrimenti non basterà più nemmeno la bontà d’animo di Don Sabino!

Fonte: businessinsider

 

About author

Andrea Panicali

Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il soprannome di Bistecca per un motivo, che non è di certo la sua snellezza. CANALE TWITCH