I videogiochi violenti provocano violenza? Secondo uno studio sì.

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Videogiochi violenza – news di Andrea “Kobla” Panicali

Puntualmente, ogni anno, viene fuori qualche studio assurdo in cui si “dimostra” che i videogiochi violenti possano recare ai bambini dei disturbi tali da portarseli fino all’età adulta. Prima di farsi cogliere dagli insulti più beceri, procediamo con l’analisi e cerchiamo di capire se c’è nesso tra Videogiochi e Violenza!

 

Videogiochi e Violenza: Questi sono i dati:

Uno studio condotto dal Dipartimento di Psicologia presso l’Ohio State University ha affermato che ci sono possibili collegamenti tra videogiochi violenti e un interesse per le armi da fuoco e l’aggressività nei bambini. Lo studio ha coinvolto 220 bambini di età compresa tra gli otto ed i dodici anni. I bambini sono stati esposti a tre diverse versioni di Minecraft. Tutte e tre le versioni avevano vari gradi di violenza. Uno non ne possedeva, in un altro era possibile brandire una spada, e nell’ultima versione era possibile impugnare un’arma da fuoco. Ogni bambino ha poi giocato per 20 minuti, e successivamente è stato fatto entrare in una stanza con giocattoli ed un armadietto con le pistole.

Dei 76 bambini che hanno giocato la versione con la pistola, il 62% ha finito per giocare con le pistole. Dei 74 bambini che hanno giocato la versione con la spada, il 57% ha giocato con le pistole. E infine, i bambini che hanno interpretato la versione senza violenza hanno giocato con le pistole il 44% delle volte. Lo studio ha scoperto che i bambini esposti alle versioni con violenza erano anche più inclini a puntare la pistola contro se stessi, verso il loro partner, e premere il grilletto. Anche i bambini che hanno ammesso di aver visto media violenti in televisione hanno mostrato un comportamento simile. I ricercatori hanno riconosciuto che i test hanno avuto luogo in un laboratorio piuttosto che in un ambiente reale. Questo potrebbe avere avuto un impatto sui risultati. Hanno anche notato che Minecraft contiene una leggera violenza nella migliore delle ipotesi e non contiene sangue. Il motivo per cui hanno deciso di usare Minecraft è stato che non potevano esporre eticamente i bambini a qualcosa di più intenso.

Videogiochi e Violenza – Analisi dello studio:

In Ohio è presente una delle più grandi associazioni contro le armi di tutti gli Stati Uniti, la OhioCeaseFire, senza considerare che è uno degli stati più permissivi per quanto riguarda l’acquisto delle armi stesse. Infatti è possibile acquistare un’arma bianca già a 18 anni ed un’arma da fuoco a 21 senza particolari certificati che ne comprovino la sanità mentale.

Il fatto che siano stati presi 220 bambini, tutti provenienti dallo stesso Stato, rende già falsato il test, in quanto potrebbero aver avuto influenze psicologiche già in famiglia. Ricordiamo inoltre che negli Stati Uniti c’è il più alto tasso di mortalità infantile per incidenti dovuti alle armi da fuoco possedute dai GENITORI.

Fatta questa premessa, si rendono conto di che cosa siano stati capaci di dimostrare? Il nulla. Un test svolto in laboratorio, con bambini i quali hanno giocato a Minecraft, il “pericolosissimo” Minecraft, un gioco dove anche i terroristi dell’ISIS si preparano per fare i vari attentati (Per chi non lo avesse capito, sono ironico). Anni fa, in Italia, provarono a dire che alcuni terroristi prepararono i propri attentati giocando ad Assassin’s Creed Unity; ora questo studio prova a dimostrare la diversa interazione con l’ambiente in base all’esposizione ad un determinato fattore… Una cosa più ovvia non poteva essere fatta! E’ ovvio che un feedback immediato sia di quel tipo… Se mi fai giocare a qualcosa dove posso sparare a dei cattivi, poi mi metti in una stanza piena di giochi dove posso replicare nella realtà la mia esperienza appena fatta, proverò a giocare in quel modo! Ma sarà sempre e solo un gioco se sarò seguito a dovere da un adulto… 

…Quando capiremo che è il modo in cui si utilizza qualcosa a renderlo più o meno pericoloso e non la cosa stessa? Abbandonare per ore di fronte ad uno schermo un bambino tra gli 8 e i 12 anni è dannoso anche se lo si lasciasse tutto il tempo a vedere Peppa Pig… L’intrattenimento videoludico va controllato, dosato e di sicuro queste azioni non può compierle un infante.

Senza parlare del luogo di crescita. Non ha veramente senso fare uno studio su dei bambini tra gli 8 ed i 12 anni, che vivono in uno Stato dove anche il loro cane possiede delle armi; è assurdo. Ora mi metto a farne uno simile. Prendo 220 bambini di età compresa tra gli 8 ed i 12 anni provenienti dalla Riviera Romagnola, faccio vedere loro tre pietanze diverse: la piada, polenta e osei ed infine il fegato alla veneziana. Infine li metto in una stanza con queste tre pietanze e vediamo i risultati. Quanti sceglieranno la piada romagnola? E perchè? Il fattore culturale conta tantissimo, e non dipende dai videogiochi.

Che questi possano essere in grado di stimolare alcuni sentimenti negativi non lo metto in dubbio, sono il primo ad incazzarsi, anche pesantemente, quando qualcosa non va secondo i piani, ma da qui a dire che stimolino l’acquisto e l’uso di armi da fuoco ce ne vuole di follia, o stupidità.

Se FIFA non fa di me il nuovo calciatore professionista, se Formula 1 non mi rende il nuovo Lewis Hamilton, se immergermi in una vasca da bagno non fa di me un sub, di conseguenza giocare ad un gioco come Call of Duty o GTA non fa di me un assassino, stupratore o terrorista. Questa campagna contro i videogiochi sta rasentando il ridicolo. E voi? Che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

Fonte: jamanetwork

 

About author

Andrea Panicali

Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il soprannome di Bistecca per un motivo, che non è di certo la sua snellezza. CANALE TWITCH