Le differenze tra Bloodborne e Sekiro: Shadows Die Twice

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Differenze tra Bloodborne e Sekiro – news di Andrea “Kobla” Panicali

In questo articolo vedremo le differenze sostanziali che dividono i due titoli di casa From Software. Considerati simili, ma dissimili in tantissimi aspetti.

SISTEMA DI COMBATTIMENTO

Sia Bloodborne che Sekiro danno una bella spinta per quanto riguarda la velocità nel sistema di combattimento dei Souls-style, anche se Sekiro risulta essere quello più “frenetico” e puntato molto più sulla difesa rispetto a Bloodborne.

In Sekiro, il punto focale del moveset, consiste nella tecnica della deviazione, permettendo al giocatore di bloccare e deviare al tempo giusto un attacco del nemico per causare danni ingenti alla sua postura. Tutto il sistema di combattimento di Sekiro gira attorno alla Postura e, nonostante si abbia la possibilità di schivare, è molto più utile parare ed attaccare al momento più opportuno per riuscire a rompere quella dell’avversario, prima che avvenga il contrario.

Allo stesso tempo, in Sekiro, c’è la possibilità di usare una sola arma principale, ma con una varietà elevata di Protesi Shinobi che hanno vari usi.

In Bloodborne, invece, il combattimento è molto più vicino ad un Souls, dove l’attacco è più importante della difesa, con un ampio uso di dodge. Quando si viene colpiti, e di conseguenza danneggiati, la barra della vita si svuota con una barra grigia, ed è possibile riguadagnare una parte della vita perduta saltando indietro ed attaccando il nemico. In poche parole è possibile ridurre al minimo i danni subiti attaccando, ma al tempo stesso si apre uno spiraglio ad altri danni. Un sistema che mette a dura prova i nervi dei giocatori. Questo, combinato con la grande varietà di armi, permette a Bloodborne di porsi in alto nella classifica degli action-RPG.

BOSS BATTLES

I giochi From Software sono conosciuti per boss fight epiche e spesso esasperanti. In entrambi abbiamo le migliori battaglie mai viste, come quelle contro Genichiro Ashina e lo Shinobi Owl in Sekiro e Vicar Amelia e Gehrman in Bloodborne.

Sia in uno che nell’altro le boss fight sono introdotte perfettamente, piene di adrenalina e legate al meglio con la lore. Tuttavia il sistema di parata in Sekiro riesce a rendere il gioco molto più “personale” e coinvolgente rispetto a Bloodborne, il quale presenta bestie Lovecraftiane.

Molte delle battaglie presenti in Sekiro sembrano scene tratte da un film di samurai, rendendo il timing di parate e deviazioni importantissimi. L’altro aspetto è che la maggior parte delle boss battle si intreccia perfettamente con la storia del gioco, cosa che avviene in maniera meno evidente in Bloodborne.

LEVELING E CUSTOMIZZAZIONE

Sekiro è molto più un gioco action, mentre Bloodborne è più incentrato su uno stile RPG. Sono giochi molto diversi, ma entrambi presentano un complesso sistema di customizzazione che permette al giocatore di adattare il personaggio al proprio stile di gioco.

Per primo Sekiro, che si allontana un po’ dall’idea classica del classico Souls con la customizzazione. Si impersona un personaggio chiamato Sekiro e si avrà accesso ad una sola arma. Più che XP, uccidendo gli avversari, si avranno gli Skill Points, i quali potranno essere usati per acquisire nuove combo, aumentare la capacità dell’inventario e molto altro.

Dall’altra parte, Bloodborne, è molto più simile a Dark Souls, con gli “Echi del Sangue” al posto delle “Anime”. Si possono usare gli Echi per aumentare numerose statistiche ed acquistare oggetti. Il rischio di perdere tutti gli Echi guadagnati è elevato quanto perdere tutte le Anime in Dark Souls.

Il gioco permette di scegliere una “origine” per cacciatore, all’inizio, per poter scegliere il proprio stile di gioco (Assente in Sekiro, in quanto lo stile di gioco è lo stesso e pure il personaggio). In Sekiro, il leveling e la customizzazione sono piuttosto vincolate al personaggio e ad alcuni boss; ciò permette a Bloodborne di essere più adattivo al modo di giocare di ogni singolo giocatore.

STORIA

From Software si è creata il nome grazie anche alle lore dei propri giochi: mondi tragici pieni di storie non raccontate direttamente che ogni giocatore deve scoprire da solo.

Sekiro sembra dare una svolta al marchio di fabbrica della software house. Da una voce al personaggio principale, permette alla trama principale di essere più immersiva ed il gioco risulta molto più coeso e lineare, seguendo una trama ben definita. Bloodborne, invece, presenta una delle trame più complesse dei titoli di From Software, lasciando sempre un enorme punto interrogativo sulla testa del giocatore.

SETTING E PRESENTAZIONE

Nonostante ci siano numerosi giochi ambientati durante il Giappone Feudale, Sekiro porta qualcosa di nuovo e fresco. From Software è riuscita, in qualche modo, a portare Sekiro nella realtà, nonostante ci siano elementi demoniaci e mistici. Sembra quasi un film di Akira Kurosawa, mischiato a Quentin Tarantino e portati allo stato più brutale e sanguinario possibile.

Bloodborne è fantastico ugualmente, e può facilmente raggiungere la cima dei giochi horror a tema Lovecraftiano. La cittadina decadente di Yarnham è terrificante e spettacolare allo stesso tempo scuotendo l’animo del giocatore con aree nuove; dall’etereo Hunter’s Dream alla perduta Nightmare Frontier.

Mentre Sekiro è sanguinolento e barbarico, Bloodborne è spaventoso e terrificante, con fontane di sangue che zampillano dai nemici. Entrambi i mondi di gioco sono una gioia da esplorare, ma Yarnham e Bloodborne rappresentano ancora il top per quanto riguarda il level design e lo storytelling ambientale di From Software.

TIRANDO LE SOMME

Per essere chiari, sia Bloodborne che Sekiro sono giochi completamente diversi, nonostante abbiano delle similitudini, ed entrambi sono incredibili, ma Bloodborne sembra essere sopra sotto molti aspetti. Sekiro è un degno erede di From Software, ma nonostante ciò, Bloodborne è ancora la grande opera dello studio. Confrontare questi due titoli, seppur diversi, mostra quanto talentuosi siano gli sviluppatori e come riescano a sorprendere i giocatori in maniera entusiasmante.

Questo un parere ovviamente soggettivo, ma voi cosa ne pensate?

Fonte: twinfinite

About author

Andrea Panicali

Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il soprannome di Bistecca per un motivo, che non è di certo la sua snellezza. CANALE TWITCH