Nier Automata Game of the YoRHa Edition – Recensione – PC

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Nier Automata – recensione di Martis Rigens

Uno dei titoli più premiati del 2018 per PS4 è arrivato, nell’ultimo mese, nella sua versione per PC.

La sottoscritta, incuriosita da tutta la critica positiva attorno a questo titolo, prende coraggio e affronta la sua Ansia da Neofita iniziando a giocarlo… Lui è Nier Automata! Come sarà andata? Scopritelo!

Premessa: l’articolo è assolutamente privo di Spoiler sulla trama del gioco.

Nier Automata è stato uno dei titoli più premiati e celebrati nel corso del 2018 a 360°: dalla grafica alla trama, dalla caratterizzazione dei personaggi alla soundtrack, fino al gameplay.

Presa da tutta questa positività e con la possibilità di poterlo giocare in prima persona dopo averlo semplicemente visto, ho colto l’occasione al balzo e mi sono detta “Dai, proviamo qualcosa di diverso!”

Ed è qui che l’articolo prende una piega inaspettata: la sottoscritta non ha mai giocato ad un action RPG.

Non fraintendetemi: io gli RPG li conosco, ma sono abituata a quelli a turni, che puoi prendere le decisioni con calma e non sei costantemente bombardato dagli eventi.

Oltretutto sono una persona che si agita facilmente quando la situazione diventa parecchio concitata; quindi io che gioco a Nier Automata è come Superman che tiene in mano la kriptonite. Farò la stessa brutta fine?

Prima Ansia da Neofita: il computer reggerà?

Quando è stato il momento di installare il gioco, il mio cuore ha avuto un mancamento: 20 giga solo di gioco e altri 20 per tutto quello che concerne, per un totale di 40 giga richiesti.

Per fortuna di spazio ne ho, ma nel frattempo l’ansia ha cominciato a salirmi in testa: ho visto la grafica, il mio computer la reggerà?! E se non è abbastanza potente? Potrò cambiare le impostazioni? E se, giocandolo, di colpo mi esplode tutto? (Si, mi è venuta anche questa paranoia, quando penso in maniera pessimista penso in grande io)

Invece, per la mia gioia e per la salute del mio computer, il gioco non solo ha requisiti minimi accessibili a tutti (come sistema operativo si può usare Windows 7), ma il gioco stesso si imposta praticamente da solo sulla qualità più adatta per permetterti di giocare senza che la CPU prenda fuoco.

Si può anche impostarlo da soli, togliendo o aggiungendo qualcosa, ma mi sono fidata di Nier e l’unica cosa è stato ridurre un pochino la finestra (ho uno schermo da 1920×1080 ma preferisco sempre ridurre, per non farmi sopraffare).

La grafica comunque rimane sempre spettacolare: l’ambientazione post-apocalittica ha una varietà di paesaggi notevole e un senso cinematografico che, personalmente, in alcuni momenti mi ha tolto il fiato; determinate “riprese” danno un senso di claustrofobia così come d’immensità, dove il tuo personaggio si muove in una libertà quasi assoluta. Sei letteralmente dentro un mondo.

I colori utilizzati per la grafica danno al giocatore la sensazione di un mondo in cui la tecnologia, da una parte è andata a pezzi a favore di una rinascita della natura, dall’altra è avanzatissima in termini di ricerca e potenza, anche per quanto riguarda gli androidi stessi e, andando avanti, ai boss che si incontreranno; si arriverà addirittura ad essere dentro la mente di un androide, e in qualche modo a vedere il mondo dal suo punto di vista.

Insomma, c’erano tutte le premesse per una mia buona prima esperienza. Quasi.

Seconda Ansia da Neofita: Tastiera o Joypad?

Il gioco, nella sezione comandi, ti fa subito capire che è il caso di tirare fuori il gamepad della tua console e attaccarla al tuo computer.

Per carità: ci sono anche i comandi su tastiera, ma per quelli come me, alle prime armi, bisogna SCORDARSI la tastiera, a meno che non si è stati modificati geneticamente e si possiedono 3 mani; già dal tutorial, infatti, si capisce che è necessario avere una buona esperienza di base e delle mani abili a controllare il personaggio nei momenti in cui il flusso di avvenimenti è praticamente fuori dal nostro controllo.

Dunque mi sono acquistata il joypad e mi ci sono messa sotto; il tutorial ti fa capire il sistema di sparo e come muovere te e lo sparo stesso con i due trigger, per poi passare alla fase di combattimento corpo a corpo.

E qui ho la mia prima crisi: la telecamera è UN INCUBO.

Chi, come me, è abituato ad una ripresa fissa del personaggio sullo schermo, che sia in prima o terza persona o con lo sguardo dall’alto, all’improvviso si ritrova ad affrontare quasi tutti i punti di vista: la telecamera, anche in maniera cinematografica, sposta continuamente il punto di vista, e da uno schermo a scorrimento orizzontale, dove i nemici ti arrivano da due sole direzioni, ci si può ritrovare improvvisamente in un’arena dove gli avversari possono arrivare da tutte le direzioni, e sei tu che devi riuscire a trovarli.

L’idea di doverti guardare a 360° e di muovere la telecamera per farlo è traumatizzante: mi sono incastrata un sacco di volte, in cui dovevo muovermi ma tenere d’occhio l’avversario, e in altri casi non capivo da dove provenisse il nemico finché non mi sono ricordata che dovevo muovere il mio sguardo.

Un delirio, specie con i boss di grosse dimensioni e anche quando vuoi utilizzare la modalità di sparo: quest’ultima, infatti, si muove utilizzando lo stesso controllo della telecamera, pertanto se vuoi girare lo sguardo dovrai necessariamente smettere di sparare perché “mirerai nel vuoto”.

Insomma, tocca prenderci la mano.

Per chi invece è abituato, questo sistema viene molto incontro, dato che da una grande libertà di movimento e di controllo della situazione secondo i propri bisogni.

Insomma, un po’ ammaccata ma sto andando bene. Circa.

Quarta Ansia da Neofita: andrò in rage quit?

Si. E no.

Parto subito con il dire che, per avere un’esperienza classica, ho iniziato a giocare a modalità normale; ma se siete come me e il picco di brividi è stato quando pregavate che arrivasse velocemente il turno di Gidan in Final Fantasy IX, per poter abbattere il boss, allora vi consiglio di cominciare con la modalità facile, per potervi ambientare.

In un mondo post-apocalittico, dove gli androidi combattono contro robot, il gioco vuole metterti subito addosso la necessità di andare e distruggere senza pietà, perché gli altri non staranno fermi ad aspettarti; e anche se ci sono diversi momenti di “quiete” dove poter esplorare l’ambiente e gestire le tue abilità, man mano che si sale di livello, che la storia prosegue e che vi sono diversi colpi di scena, aumenta anche la tensione e il ritmo degli scontri, che creano un’adrenalina entusiasmante.

Senza contare che Nier Automata ha un gameplay profondamente legato alla sua storyline: il gameplay vi porterà a giocare non solo con un personaggio, ma con almeno tre caratteri differenti, ognuno con il proprio stile e le proprie modalità. Questo significa che abituarsi ad uno stile di combattimento potrebbe rivelarsi controproducente da un certo punto in avanti della trama e del gioco.

Quindi di sicuro, chi è alla prima esperienza come me, morirà parecchio e male (mi vanto di essere morta già dal Tutorial), ma per quanto chiudessi il gioco, presa dalla stizza, la voglia di riprovarci la vinceva sempre e pertanto sono andata avanti, soprattutto perché volevo assolutamente sapere come sarebbe proseguita la storia.

Quinta Ansia da Neofita: la storia mi coinvolgerà?

Oh sì. Senza alcun dubbio.

Senza gameplay probabilmente Nier Automata rientrerebbe in quel filone del post-apocalittico dell’animazione giapponese, che ancora adesso piace un sacco: guardarlo mi fa pensare tantissimo a Venus Wars, Macross, Armitage e tutti i film simili a questi (molto in voga negli anni 80-90) dove, la maggior parte delle volte, non va a finire bene.

Anzi, se posso permettermi un consiglio a chi ancora non lo ha ancora giocato, Embrace Yourself, perché il livello di coinvolgimento emotivo della trama si unisce ad un Angst che ti lascia veramente con il cuore a pezzi.

La premessa è che, in seguito a un’invasione aliena, il mondo è invaso dalle biomacchine, costruite appunto dagli alieni; l‘umanità è estinta da tempo ma alcuni sono sopravvissuti in una base sulla Luna, la quale è protetta dal “bunker”, base operativa degli YoRHa: essi sono androidi con caratteristiche umane per sconfiggere le biomacchine e liberare il pianeta affinché l’umanità possa rinascere.

Come già detto nell’Ansia precedente, non si interpreta solo un personaggio, con un unico punto di vista, ma si può vedere l’intreccio di questa trama attraverso gli occhi di almeno 3 caratteri, completamente diversi fra di loro anche negli obbiettivi, ed entrare così dentro questo universo dove, alla fine, sei coinvolto in prima persona e toccato dal messaggio che i creatori del gioco hanno voluto trasmettere.

Al punto che… Anche i giocatori possono lasciare un messaggio a loro volta.

MA non voglio dire oltre, dato che è una modalità che si può sbloccare soltanto giocando nella sua interezza (e avendo una linea internet).

Ultimi appunti di una Neofita ansiosa:

Nier Automata NON E’ un gioco perfetto. Ed è questo il suo punto di forza.

Ci sono tanti piccoli nei al gioco che non mi hanno fatto mettere le mani nei capelli e gridare al cielo “Oh mio Dio questo gioco è la vita”, ma ci tengo a precisare che sono nei per il mio punto di vista, ovvero quello di una persona alle prime armi che gioca un titolo non facile e non adatto a tutti e che ha una tipologia di giochi e sistemi preferiti.

Nier Automata Game of the YoRHa Edition – Recensione – PC

Nier Automata Game of the YoRHa Edition – Recensione – PC
8.5

Editor Rating

 

Nier Automata Game of The YoRHa Edition

IN SINTESI

Detto questo, sono rimasta comunque affascinata ed entusiasta di Nier Automata: è bello esteticamente, coinvolgente come trama e ha un gameplay che sì, è difficile in alcuni punti, ma che ti da comunque la voglia di provarci ancora. Lo consiglio calorosamente a chi conosce il genere, e per chi è Neofita come me consiglio di giocarlo in compagnia, magari con qualcuno un più bravino che può dare qualche dritta e farti vivere al meglio l'esperienza. E, se riuscite ad arrivare alla fine dell'ultimo finale, io vi aspetto lì.

PRO

  • Grafica mozzafiato

  • Trama coinvolgente

  • Sistema di gioco intuitivo e facilmente gestibile

CONTRO

  • "Ripresa" del personaggio e controllo personale della telecamera difficile

  • Fan service insito poco apprezzato (combattere vestita da maid non è il massimo)

About author

Martis Rigens

Appassionata di storie in ogni loro possibile forma e appassionata nel raccontarle in ogni modo possibile, dal gioco alla scrittura. Da sempre giramondo, viene da un luogo conosciuto ma misterioso al tempo stesso, il MOLISE. La sua frase chiave? "Troppo caotica per avere una frase chiave!"