Eternity: The Last Unicorn – Recensione – PlayStation 4, Microsoft Windows, Xbox One

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Eternity: The Last Unicorn – recensione di Alessandro “Venomus” Montenegro

Eternity: The Last Unicorn è il titolo con cui Void Studios tenta di sfondare sul mercato di Steam, proponendo un prodotto potenzialmente incredibile, ma ancora incompleto. Scopriamo perchè!

Eternity: The Last Unicorn – Skål!

Immerso in un mondo magico ispirato alla mitologia norrena, il giocatore impersonerà due personaggi: Aurehen (un’elfa che dovrà recuperare l’immortalità della sua razza spezzando la maledizione lanciata sull’ultimo unicorno vivente) e Bior (un guerriero umano intento a ricercare il suo battaglione perso).

Il gioco presenta tutto ciò che la mitologia nordica può avere: creature, divinità, oggetti e popolazioni.

In più, sullo sfondo della storia giocabile è presente anche una copiosa lore sulla storia delle divinità norrene e dei vichinghi, oltre che della storia sui due personaggi, i mostri, i luoghi visitati e gli NPC, risultando anche assai piacevole da leggere durante il gameplay.

Al supporto di questo vi è anche la particolare grafica che, però, alcune volte si priva di qualche texture, rovinando la visione dell’ambiente circostante, comunque di un certo livello.

Eternity: The Last Unicorn – Un mix di generi

Il gameplay di Eternity: Last Unicorn presenta molte influenze, specialmente da giochi old school e da Dark Souls, tuttavia vi sono anche influenze da giochi survival, sandbox e altri ancora.

Innanzitutto, la videocamera non è gestita dal giocatore, ma cambia a seconda dei posti in cui il giocatore si dirige: particolare che, ovviamente, spesso crea qualche difficoltà e ha fatto alterare qualche giocatore di nuova generazione.

In più, altre assonanze al mondo “old-school” sono l’assenza di voci ma unicamente di musica (una soundtrack apprezzabile e azzeccata, ma spesso ripetitiva), i salvataggi manuali (possibili attraverso dei falò), l’inventario a slot (suddiviso però in oggetti da usare, oggetti chiave per la storia ed equipaggiamento) e i Quick Time Event.

Esiste anche un sistema di crafting (spesso necessario per progredire nella storia) che permette anche di craftare cure più potenti e alcuni potenziamenti temporanei.

 

Eternity: The Last Unicorn – Colpo, Schivata, Colpo, Schivata, Colpo, Schivata

Il gioco di Void Studios è arduo, poco da dire, e il principale motivo di questo è il suo semplice combat system, paradossalmente.

I nemici, dal più semplice soldato al più grande Jotun, fanno danni non indifferenti che non è possibile parare in quanto le uniche cose fattibili sono il colpo, la schivata e l’aimlock.

Tuttavia è possibile fare delle esecuzioni se il nemico è abbastanza debole o un colpo speciale se la barra d’energia è carica. La cosa interessante di questa meccanica è il fatto che queste Istant Kill riescano a dare dell’energia al nostro PG. In diverse occasioni, questo sistema salva la vita ed è un’innovazione davvero interessante per un gioco di questo genere.

Aggiunge un leggero elemento strategico quando si combatte, specie contro i gruppi di nemici numerosi, perchè si finisce per dover decidere cosa attaccare, quando attaccare e quando usare l’abilità di eludere e instakillare solo quando necessario.

 

Eternity: The Last Unicorn – Il Bug, la Tendinite e le Bestemmie

Essendo un gioco difficile, Eternity: The Last Unicorn è un gioco che avrà punti che andranno rifatti dopo essere morti (cosa che specialmente con i salvataggi manuali farà spazientire non poco a lungo andare). Tuttavia, oltre a queste problematiche si presentano anche dei bug non indifferenti e dei problemi di base altrettanto non indifferenti. Eccoli elencati di seguito:

  • I tasti necessari per giocare sono distanti tra loro, quindi giocando a questo gioco potrebbero venirti diversi crampi alle dita
  • Alcune volte, mentre raccogli gli oggetti, succede che il tuo personaggio si freeza improvvisamente, impedendo di fare qualsiasi azione possibile se non quella di premere ALT+F4 ed uscire dal gioco
  • Altre volte, i tasti decidono selettivamente di non rispondere.

Il gioco è disponibile per PlayStation 4, Microsoft Windows ed Xbox One, la versione da noi testata è quella per PC, offertaci dall’editor 1C Entertainment, ma potete trovarlo su Steam, a questo link, al prezzo di 19,99€

Eternity: The Last Unicorn – Recensione – PlayStation 4, Microsoft Windows, Xbox One

Eternity: The Last Unicorn – Recensione – PlayStation 4, Microsoft Windows, Xbox One
6.5

Editor Rating

 

Eternity: The Last Unicorn

IN SINTESI

Eternity: The Last Unicorn è un gioco dotato di una lore incredibilmente vasta, ispirata dalla mitologia norrena e, per un certo senso, anche da un po' della fantasia dei ragazzi di Void Studios. Nonostante ciò, il gioco è effettivamente incompleto, come se fosse ancora in accesso anticipato: nonostante la grafica apprezzabile e la soundtrack azzeccata, il gioco presenta alcuni bug gravi e alcune difficoltà date anche dalla scelta di rendere il gioco forse un tantino troppo old school. In più, la difficoltà lo rende un gioco non proprio per tutti. Consigliato agli amanti dei GDR Action, magari meglio se comprato in offerta.

PRO

  • Lore vasta
  • Presenza altrettanto vasta di nemici e boss
  • Ritorno di alcuni particolari old-school andati perduti
  • Mix riuscito di diversi generi

CONTRO

  • Presenza di bug vari
  • Difficoltà nell'uso dei tasti
  • Assenza di alcune textures
  • Difficoltà creata da un combat system forse troppo semplificato
Articolo a cura di Nerdream.it
Data
Titolo
Eternity: The Last Unicorn
Voto
31star1star1stargraygray
About author

Alessandro Montenegro

Alessandro "Venomus" Montenegro: videogiocatore di sesta generazione, classe 2001, abitante del profondo Sud. Amante, oltre ai videogiochi, anche di film, serie TV e musica. FACEBOOK - YOUTUBE