SPECIALE – Diablo IV, nome in codice: “Fenris”

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Diablo IV – speciale di Andrea Kobla

Il franchise Diablo è sulla bocca di molti nelle ultime settimane. L’ultimo annuncio, Diablo Immortal, ha fatto discutere parecchio, ma Kotaku vorrebbe portare la pace in questa eterna discussione.

In un articolo, Jason Schreier, ha intervistato undici tra dipendenti ed ex dipendenti di Blizzard i quali hanno affermato che esisteva un progetto denominato “Hades”, ma cancellato dopo l’uscita di “Reaper of Souls”, DLC di Diablo III. Da quel momento, molti membri che stavano lavorando a quel progetto, sono stati dirottati verso un altro progetto, “Fenris”, ossia Diablo IV.

Blizzard mandò un comunicato interno, il quale asseriva:

Avete finito Reaper of Souls, ma la cosa migliore per l’IP è muoversi verso Diablo IV in qualunque forma sarà strutturato.”

I pensieri del team non tardarono ad arrivare:

“La sensazione generale del team era totale assenza di fiducia nei confronti dell’esecutivo. Hanno pensato che Diablo III fosse una gigantesca cavolata.” 

Numeri e recensioni alla mano, Diablo III non è stato un titolo che ha riscosso un grande successo. Il famoso “Error 37”, sul quale ci hanno fatto una miriade di meme; il sistema d’aste basato su soldi reali; un sistema di gioco che proprio non parve piacere ai fan della saga.
Il team di sviluppo è intervenuto, rimuovendo la casa d’aste, risolvendo il fastidioso “Error 37”, ma il danno ormai era fatto. Diablo sembrava aver perso l’area cupa che lo contraddistingueva, dando l’impressione di essere quasi cartoonesco e non quell’RPG di cui si erano innamorati decine di migliaia di giocatori.

Ci hanno provato a ridare smalto al titolo, nel 2014, con il lancio del DLC Reaper of Souls, vendendo 2,7 milioni di copie la prima settimana, ma il management di Blizzard aveva ormai già preso la sua decisione: Diablo III è stato un fiasco, dovevano ricominciare da zero.

Il team che si era occupato dello sviluppo di Diablo III e di Reaper of Souls, dopo la cancellazione di Hades, si è scisso. Alcuni hanno lasciato Blizzard, altri sono passati a World of Warcraft, altri ancora sono rimasti rimasti nel “Team 3” (questo è il nome del gruppo di sviluppo) occupandosi delle patch di Diablo. Nel 2016 iniziarono a lavorare al progetto Fenris. Un dipendente di Blizzard ha dichiarato quanto segue sul progetto in sviluppo:

“Una parte fondamentale (del gioco) è la direzione artistica. L’obiettivo di Fenris è abbracciare l’oscurità. Moltissime persone hanno avuto la sensazione che Diablo III sia lontano da ciò che Diablo stesso sia in termini di stile artistico ed effetti magici.”

Un altro dipendente riferisce che il team stia lavorando su un gioco molto più denso ed oscuro, abbandonando tutto ciò che venne considerato “cartoonesco” su Diablo III. In poche parole, un prodotto molto più simile a Diablo II.

Inizialmente pensarono di rimuovere la storica visuale isometrica, passando ad una “over-the-shoulder” terza persona, anche se recenti build del gioco sono passate alla classica visuale di Diablo, ma ciò non è detto che possa cambiare nuovamente; queste sono le notizie rilasciate da persone molto vicine al progetto Fenris. 

Un altro obiettivo del progetto sarebbe quello di includere elementi MMO, prendendo ispirazione da Destiny. Il titolo è ancora in fase di sviluppo primordiale, nonostante siano due anni inoltrati dall’inizio dei lavori, e non vedrà la luce prima del 2020 e non si sa su quali piattaforme uscirà; se prima su PC o simultaneamente su tutte.

Bisognerebbe parlare anche di Diablo Immortal, capitolo annunciato al BlizzCon, ma è un tasto dolente per i fan accaniti della saga, i quali si aspettavano l’annuncio di un Diablo IV, invece si son trovati di fronte ad un gioco figlio del marketing.

Una delle principali motivazioni dell’esistenza di Diablo Immortal risiede nella popolarità Blizzard nel mercato cinese, soprattutto per quanto riguarda i giochi mobile. Stesso motivo per cui Blizzard ha annunciato recentemente di voler portare tutti i suoi prodotti su mobile, con la speranza, da parte di tutti i videogiocatori RPG, che Fenris non faccia la fine di Hades.

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I Cacio e Pepe

I Cacio e Pepe, alias Bistecca o Kobla. Proveniente dalle onde marittime di Roma, o meglio Ostia, è un grande appassionato di videogiochi, serie tv, film e libri thriller. Cresciuto a suon di pizza, pasta e videogiochi, si è guadagnato il soprannome di Bistecca per un motivo, che non è di certo la sua snellezza. CANALE TWITCH